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NOVENA NEL SANTUARIO DELLA CONSOLATA - TORINO

MARIA MADRE DEI CONSACRATI -

Animatore: d. Sabino FRIGATO sdb, Vicario episcopale per la Vita Consacrata
GIOVEDI' 18.06.2015 / 8° giorno
2Cor 11,1-11; Mt 6,7-15

PADRE NOSTRO

Pregare e pregare nel modo giusto non è mai stato facile neanche per i discepoli di Gesù. Anche san Paolo scriveva ai cristiani di Roma che "non sappiamo pregare senza l'aiuto dello Spirito Santo in noi".
Come pregare da figli di Dio?
Gesù consegna ai suoi la preghiera del Padre nostro. In quanto donata da Gesù, il Signore, fin dagli inizi della Chiesa è stata definita oratio dominica, cioè la preghiera del Signore.
Diversi Padri della Chiesa hanno commentato il Padre nostro mettendone in risalto alcuni aspetti che ne fanno la preghiera insuperabile e unica della nostra vita cristiana.

1) Il Padre nostro è anzitutto la preghiera per eccellenza
del battesimo, vale a dire dei figli di Dio. Sappiamo che per molti secoli il battesimo veniva dato ad adulti. Questi, appena nati alla vita nuova, gridavano nello Spirito effuso nei loro cuori "Abbà, Padre". "Padre", è la parola più importante di tutta la preghiera, che le dà un tono di assoluta novità.
Pregare il Padre nostro dovrebbe in qualche modo ricordarci il nostro Battesimo, la nostra nascita a figli di Dio.

2) La bellezza e la completezza della preghiera del
Signore ha fatto sì che più di un padre della Chiesa la definisse il breviario di tutto il Vangelo. Cioè la sintesi di tutto il Vangelo.
Sant'Agostino - ad esempio - affermava con chiarezza: "qualunque altra parola che diciamo pregando … non esprime niente che non sia già racchiuso in questa orazione del Signore. Naturalmente se la recitiamo bene e convenientemente".
E aggiungeva: "Chiunque dica cose senza riferimento con questa preghiera evangelica, anche se non illecitamente, prega in modo carnale", non spirituale. E per quale ragione? Perché - dice sempre sant'Agostino - "se fai scorrere tutte le parole delle preghiere contenute nella scrittura, per conto mio non ne troverai una che non sia racchiusa e compendiata in questa preghiera del Signore".
La preghiera del Signore contiene tutto il Vangelo. La prima parte, vale a dire le petizioni: venga il tuo regno, sia santificato il tuo nome e sia fatta la tua volontà, risponde al comandamento dell'amore a Dio. La seconda, con la richiesta del pane quotidiano e del perdono, riassume il comandamento dell'amore ai fratelli.
In altre parole, il Padre nostro, racchiude in sé il comandamento nuovo del Signore: cioè l'amore a Dio e ai fratelli.

3) Pregare il Padre nostro significa riconoscersi parte
viva della comunità dei figli di Dio. Per questo essa è preghiera della Chiesa: preghiera della comunione tra tutti i figli di Dio.
Quando preghiamo con verità il Padre nostro? Quando tra noi figli di Dio c'è comunione, riconciliazione, perdono reciproco.
Quante volte recitiamo durante il giorno il Padre nostro? Possiamo dire che è sempre la preghiera che unisce i nostri cuori? Che esprime la nostra comunione?
Purtroppo succede che si recita disinvoltamente la preghiera del Signore e altrettanto disinvoltamente si continue nelle nostre divisioni: questa è semplicemente ipocrisia.

A conti fatti il Padre nostro è una preghiera impegnativa ed esigente.
Non si può recitare il padre nostro impunemente.
San Cipriano nel suo commento al Pater, scrive con molta forza che "Dio non accetta il sacrificio di chi vive in discordia. Anzi gli comanda di ritornare indietro dall'altare e riconciliarsi prima col fratello". E aggiunge che il sacrificio più grande davanti a Dio è la nostra pace e la concordia fraterna.

4) La preghiera del Padre nostro ci responsabilizza, nel
senso che è una preghiera non tanto da dire, da recitare più o meno attentamente, quanto una preghiera da fare.
E' come l'anima della nostra vita morale e spirituale, come anche dei nostri pensieri, dei nostri giudizi e delle nostre scelte.
Il Padre nostro è una verità da confessare, da testimoniare con tutto noi stessi, con la parola e la vita. Certamente delle due, la più decisiva è la testimonianza della vita.

La recita del Padre nostro è autentica soltanto nella misura in cui tutta la vita gli fa eco, con le sue avversità quotidiane e l'inevitabile lotta che contraddistingue l'esistenza cristiana.
Un'osservazione che non ci deve lasciare indifferenti. Purtroppo riusciamo a dire spesso il Padre nostro, anche più volte al giorno, ma senza che il nostro cuore abbia il più piccolo sussulto. Non ne percepiamo più il legame forte che esso ha con la nostra vita quotidiana.

Uscire dall'abitudine è cosa difficile. Soprattutto per chi come noi che di preghiere ne maciniamo molte in una giornata. Ricuperare la verità della preghiera del Signore è dare alla nostra vita una forte caratura spirituale.
Al Padre di tutti noi chiediamogli di aiutarci a percorre da figli e figlie, la via del suo Figlio, Gesù.


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