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NOVENA NEL SANTUARIO DELLA CONSOLATA - TORINO

MARIA MADRE DEI CONSACRATI -

Animatore: d. Sabino FRIGATO sdb, Vicario episcopale per la Vita Consacrata
SABATO 13.06.2015 / 3° giorno
Is 61, 10-11; Lc 2, 41-51

CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Desidero soffermare la mia e la vostra attenzione sulla conclusione del Vangelo: "Sua madre custodiva tutte quelle cose nel suo cuore".

Nei vangeli si parla poco di Maria, ma i pochi accenni sono altamente significativi.
Maria ascolta, conserva e medita con intima attenzione tutto ciò che riguarda il suo Gesù. Non solo, ma la vediamo in ascolto anche dell'angelo che le annuncia la maternità. Si mette in ascolto di Elisabetta, la cugina, come anche dei pastori e di Simeone, l'anziano che l'accoglie nel tempio.

In Maria l'atteggiamento dell'ascolto è costitutivo della sua personalità: un ascolto sempre meditativo, riflessivo e per questo sempre pronta ad accogliere la Parola di Dio e a viverla. Si può aggiungere che nei Vangeli ci sono alcune parole di Maria, ma sono sempre una risposta a Qualcuno.

Questo atteggiamento di Maria è un messaggio per noi tutti e per la Chiesa.
Sappiamo che Maria è l'immagine della Chiesa. E allora cosa può significare per noi Chiesa l'atteggiamento di Maria?
Semplicemente questo: noi Chiesa; noi comunità cristiana; noi comunità religiose come annunciare la parola di Vita che è Gesù se prima non la ascoltiamo con attenzione profonda?

Da questo punto di vista, Maria è un simbolo e un percorso, ma anche un richiamo soprattutto per noi consacrati che diciamo di appartenere al Signore, di seguirlo in risposta ad una chiamata.
Credo che non dobbiamo trascurare questo richiamo all'ascolto, perché viviamo tutti in una società dove il parlare e il comunicare prevale di gran lunga sull'ascoltare. Oggi, con le tecnologie che conosciamo e che non sono fuori dalla nostra porta di casa, siamo come bombardati da continue notizie e da opinioni le più disparate che hanno tutte un tono di negatività.

Come reagire alla mondanità del nostro tempo?
Non possiamo chiuderci e isolarci in una cella monastica, lontano da tutto e da tutti: sarebbe semplicemente assurdo. Dobbiamo vivere e condividere la storia di questo nostro tempo consapevoli che se, da un lato, possiamo essere frastornati dalle cose che ci colpiscono, dall'altro, però, proprio questo continuo ed esagerato flusso di notizie, eventi, parole.. esige da noi un atteggiamento di vigilanza e di ascolto attento per non conservare nel nostro cuore la mondanità che ci avvolge.
Dobbiamo discernere ciò che è importante e vale la pena per farne oggetto di meditazione e di riflessione.
Maria ci insegna soprattutto questo. Non ha conservato nel suo cuore - come fosse una scatola - tutto quello che sentiva e vedeva. Anche lei ha dovuto e ha saputo cogliere l'importante e il vero dal superficiale.

Ma il discernimento di Maria è solo frutto delle sue capacità intellettuali?
Non dobbiamo dimenticare che Maria era la piena di grazia e di Spirito santo. Ha intuito ciò che doveva conservare nel suo intimo, perché il suo cuore viveva nello e dello Spirito Santo.

Per noi questo non è un dato scontato.
Difficilmente riusciamo a districarci tra le tante cose che sentiamo, vediamo e che ci toccano emotivamente.
Se il nostro cuore è distratto, occupato dalla mondanità è povero di Spirito Santo.
Diventare come Maria, capaci di ascolto interiore e profondo, occorre il coraggio di prendere le distanze da tutto ciò che ci rende banali, superficiali e lasciarci illuminare dallo Spirito del Signore.

Senza offesa per nessuno, la nostra vita consacrata non sempre si caratterizza per un atteggiamento di profondità spirituale. Non di rado, al di là dei vestiti e divise che possiamo portare, il nostro modo di vivere, di relazionarci tra di noi e con tanti altri, rivela uno stile di vita che non lascia traccia perché troppo normale, nel senso che è molto simile a quello che si vive tra la gente che incontriamo.

Maria, la Madre che ascolta, ci indichi la via per una consacrazione più vera e più profetica. La via è quella dell'ascolto che anche la via della purificazione del nostro cuore da tante cose inutili, superficiali, anche se non cattive.

L'ascolto che poi diviene comunicazione, parola efficace, parte sempre dal cuore, non un cuore qualunque, ma inabitato dallo Spirito di verità.


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