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Contemplazione dei Misteri del Rosario:
Don Franco ASSOM, vice rettore Basilica Maria Ausiliatrice
Il valore più completo della preghiera del santo Rosario risiede nella contemplazione o meditazione approfondita del Mistero enunciato, partendo dalla immaginazione particolareggiata della scena che si svolge, come se fosse presente sotto gli occhi del nostro spirito, per cogliere il significato della presenza dei singoli personaggi, nella loro dimensione umana e soprannaturale e nella loro azione e passione; e per far poi diventare questa lettura contemplativa in noi una fonte di sentimenti di ammirazione, di ringraziamento, di amore.
I testi che seguono non sono stati scritti di per sé per una lettura pubblica di fronte a numerosi uditori: ciò potrebbe portare a un ascolto distratto, superficiale e poco fruttuoso.
L'intento, invece, è quello di suggerire ad ogni persona che si raccolga in preghiera privatamente o in preparazione personale alla preghiera in comunità, pensieri che possano facilitargli ciò che si dice "contemplazione" dei Misteri della vita di Gesù. Cioè, essendo propriamente la vita di Gesù una realtà storica e allo stesso divina e metastorica, che si fa dunque presente ad ogni uomo che si metta in raccoglimento di preghiera, ogni giorno della nostra storia personale, i fatti contemplati sono efficaci per la propria conversione e salvezza, con la stessa forza che provavano coloro che li vissero contemporanei a Gesù.
Il vivere poi questi Misteri salvifici in unione con Maria, cioè con la sua partecipazione, i suoi sentimenti e la sua offerta spirituale, unisce chi prega all'anima di Maria e più facilmente ottiene le grazie proprie di ogni Mistero di Gesù, contemplato pregando.
1 - Misteri Gloriosi
1° Misterp Glorioso o di Gloria: LA TRIONFANTE RISURREZIONE DI GESU'

Tre giorni non interi, come Gesù aveva predetto. Né Maria né gli Apostoli si sono mossi in questi giorni di lutto e di dolore. Potrebbe sembrare finita tutta l'avventura del Messia che li ha entusiasmati con la Sua Parola e i suoi miracoli. Il silenzio domina ogni sentimento, impedisce ogni parola.
Poi giunge l'alba del primo giorno dopo il sabato, il giorno di luce e di gioia entusiasmante, il giorno del sole, lo chiamano i romani. Il giorno del Signore, lo chiameranno i cristiani: DOMENICA.

Sono sempre le donne le più sollecite nei momenti importanti. Alcune di quelle che hanno nel cuore le parole di Gesù, si recano al sepolcro per poter terminare quella cura del suo Corpo che la festività ha impedito. Già di lontano vedono che la grande pietra rotonda che era stata rotolata il venerdì per chiudere l'ingresso, lascia di nuovo aperta l'entrata. Affrettano il passo stupite. Non ci sono più le guardie del Sinedrio che dovevano vegliare per impedire che qualcuno potesse trafugare il corpo di Gesù, propalando poi la menzogna ch'Egli sia risuscitato, come i Sacerdoti hanno ben capito. Si saprà poi che i soldati erano fuggiti quando un tremore di terra aveva fatto rotolare il masso e una luce abbagliante li aveva atterriti.
Le donne si affacciano all'entrata del sepolcro, dove su un tavolo di pietra avevano lasciato il santo Corpo: niente! Si consultano più addolorate che meravigliate; e corrono dove gli uomini, gli Apostoli, devono saperne qualcosa. Anche loro, niente. E di nuovo, di corsa, al sepolcro. Giovanni e Pietro. Pietro per primo si affaccia: niente. Ma come non viene loro in mente la predizione di Gesù, che pure aveva spaventato il Sinedrio? Chiaramente il Maestro aveva preannunciato la sua morte e Risurrezione! Niente. Ritornano spaventati perché si sentono soli contro le autorità che ora li perseguiteranno. Si chiudono tutti nella casa dove il Maestro aveva consumato con loro l'ultima cena.
Sono ancora le donne che cercano, ritornano sui propri passi e … e vedono il Maestro! Maddalena, per prima, poi le altre; e ancora corrono al Cenacolo ad annunciarlo ai Dodici. Ma… sono donne!

E' alla sera che GESU' IL RISUSCITATO entra a porte chiuse nel Cenacolo e si manifesta ai suoi. Li saluta con il saluto tradizionale tra i popoli orientali: PACE, ma questa volta il saluto possiede un significato particolare, incisivo, di perdono e di serenità. E ancora fa loro, ma per tutta l'umanità attraverso di loro, il DONO dello Spirito che perdona i peccati. Li rassicura e rinnova loro la sua amicizia, nonostante il loro abbandono pauroso.
I Discepoli lo possono toccare, mangiano addirittura con Lui, che emana qualcosa di incomprensibile dalla sua personalità, che vive ormai di vita soprannaturale eppure vera, concreta, tangibile. Sono esterefatti eppure lucidi, compresi che qualcosa di assolutamente nuovo sta avvenendo tra di loro e in loro. Sono pieni di gioia, di gioia che viene dall'alto.
Lo commentano tra di loro, quando Gesù benedicendoli si accomiata. Non stanno più in se stessi per l'intuizione di una gioia diversa, profonda, sicura. E lo comunicheranno subito, ormai nelle ore piccole di una notte che non concede capacità di dormire, ai due discepoli che da Emmaus han fatto ritorno a Gerusalemme, anche loro gli occhi pieni di luce e gioia, quella che emana dall'aver visto e parlato con il Risuscitato.

2° Mistero di Gloria: GESU' ASCENDE AL CIELO DINNANZI AGLI APOSTOLI

Lungo 40 giorni gli Apostoli, i Discepoli, i primi fedeli, Maria Santissima, hanno la gioia e la fortuna di rivedere il RISUSCITATO tra di loro. Non secondo il loro desiderio: è Gesù che appare vivo e vero secondo la provvidenza del suo volere; qualche volta quando meno se lo aspettano, e neppure se sono in preghiera. Come quando stanno pescando, occupati in un lavoro ben diverso dalla preghiera. E' Gesù che determina dove e quando, sfatando ogni possibilità di illusione fantastica, e dinnanzi a testimoni che per il numero e la personalità non possono certo ingannarsi. Ma sono pur sempre giorni di immensa gioia, giorni che li rassicurano; giorni che presentano l' occasione di ricordare insieme i suoi detti e insegnamenti; giorni che ricorderanno e saranno stimolo di forza e sicurezza quando, tolto ai loro occhi, Gesù essi lo testimonieranno dinnanzi al mondo, martiri tra i tormenti, per giurare così la loro fede nella risurrezione del Cristo.

Poi, come aveva loro predetto, ecco che Gesù li riunisce insieme, prega su di loro, ripete il comando di annunciarlo e testimoniarlo fino agli ultimi confini della terra. Li benedice, cioè li costituisce nella sua benedizione per sempre. Poi lentamente si stacca da loro, ascendendo visibilmente a quel Padre dove il suo Cuore sempre è rimasto. Fissi gli occhi a Gesù, poi al Cielo, gli Apostoli devono essere richiamati alla realtà della vita quotidiana da un messaggero celeste. Dov'è andato l'Amore del loro cuore?
Non li ha abbandonati, lo aveva detto loro ben chiaramente. Sarebbe asceso al Cielo, al Padre Suo e al Padre loro, portando con sé tutte le loro fisionomie, il loro nome, scritto in Cielo per sempre. E' asceso per essere dinnanzi a Dio suo Padre l'Avvocato e l'Intercessore per ognuno di noi: per sempre presenterà le piaghe della sua crocifissione al Padre, come prova di quanto ci ama e come sicurezza per noi che Lui fa sue le nostre preghiere, preghiere che dunque diventano onnipotenti se le facciamo coscientemente, in fede piena, uniti a Lui, nel Suo Nome.

Si ritirano ora, come Gesù aveva loro comandato, sempre nel Cenacolo, con Maria. In preghiera e attendendo lo Spirito Santo promesso.

3° Mistero di Gloria: LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO SULLA PRIMA CHIESA.

Con Maria si sono radunati nel Cenacolo gli Apostoli, molti discepoli, alcune donne. Fanno vita ritirata e di preghiera. Nei loro cuori si alternano sentimenti di gioia, di stupore, di interrogazione su quanto era loro capitato e sarebbe ancora capitato. Pietro presiede ormai la riunione. E' informe quella riunione, un andirivieni necessario, ma sempre raccolto, silenzioso, che sa di preghiera e di interiorizzazione delle Parole di Gesù.
Se Pietro ufficialmente presiede, è però Maria il centro psicologico dei cuori. E' Lei che ha compreso Gesù più di tutti. Lei ha ricevuto doni su doni da quello Spirito Santo che adesso deve scendere su di loro. Come ha conosciuto che Gesù era Figlio di Dio? Quali parole Egli aveva pronunciato fin dalla sua adolescenza? Era stato obbediente, Gesù? Come aveva imparato tutta quella dottrina e la capacità di conquistare i cuori? E, se era lecito, Maria quali grazie interiori aveva potuto ricevere e vivere in compagnia del Figlio Divino?
Maria, semplice, umile cioè vera, parla, comunica: prima ai più intelligentemente fortunati che la interrogano; poi tutti hanno imparato a far silenzio intorno alla Madre del Salvatore, ad ascoltarla ammirati, estasiati, perché si sprigiona dalle sue parole qualcosa dell'animo di Suo Figlio. Si stanno preparando inconsapevolmente, e proprio in grazia delle rivelazioni di Maria, a ricevere lo Spirito Santo. Maria è la prima Maestra di Vita Interiore, Maestra che insegna perché comunica dalla sua ricchezza di vita spirituale.
Sono cresciuti in quei 9 giorni. Ora la loro anima è ormai traboccante di desiderio di bontà, di identificazione con Gesù, di disponibilità ad ubbidire accettando nella propria vita il progetto di Dio più che il proprio.
E all'alba della domenica di Pentecoste, al 50° giorno dalla Risurrezione, mentre sono tutti raccolti in preghiera, ormai pronti per il DONO, viene lo Spirito Santo. Un rumore intenso come di tuoni, un tremore come di terremoto (sono ormai abituati a paragonare a cose materiali quanto succede tra loro, inspiegabile con parole umane); e poi LUCE, tanta luce e calore, come lingue di fuoco dal Cielo. Sta addirittura discendendo il Cielo su di loro?
Si sentono invasi da gioia, forza, chiarezza, capacità di esprimersi, intelligenza delle cose di Dio, Amore, sì soprattutto Amore: è il vero senso della vita, è il senso della creazione, è l'unità di tutto in Dio.
Si accorgono poi che il DONO non è stato dato in maniera e abbondanza uguale per tutti. Gli Apostoli ora comprendono tutta la Scrittura, tutte le Parole di Gesù. E le penetrano con chiarezza e sicurezza totale: hanno avuto il dono dell'infallibilità personale nelle cose di Dio, come è necessario per la loro predicazione quando dovranno spargersi in tutto il mondo. In ognuno poi, il Dono ha sfumature diverse: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio. Una ricchezza che deve adattarsi alle circostanze della loro futura vita e apostolato, santificandoli mentre avrebbero santificato gli altri.

E' l'inizio della Chiesa ufficiale. Lo Spirito si è effuso in pienezza. Ma era dalla Creazione del mondo che stava effondendosi e guidando santi e profeti. E ancora si effonde su chi si apre alla sua azione con cuore sincero e senza riserve.

VIENI, SPIRITO SANTO, RIEMPI IL MIO CUORE DEI TUOI SETTE SANTI DONI.

4° Mistero di Gloria: L'ASSUNZIONE DELLA VERGINE MARIA AL CIELO IN CORPO E ANIMA

Con Giovanni, l'Apostolo prediletto di Gesù, Maria ha percorso i territori della sua predicazione, sempre materna verso un figlio così buono, ma sollecita anche per gli altri Apostoli, per quello che si riesce a sapere di loro e per quanto si può immaginare. A dire il vero nessuno degli Apostoli scrive, come molti fedeli cristiani, senza richiedere notizie della loro prima Maestra di spirito: sembra che la sua anima, legata indissolubilmente a quella di Gesù, sia la più capace di intercedere per tutti.
Ma qualche volta, ritirata nel silenzio per non intralciare l'opera dell'Evangelizzazione, Maria si rifiuta di ascoltare la tentazione di sentirsi sola, un po' inutile, non più richiesta del suo parere. La sua anima bellissima e piena di Grazia, rifiuta di rimuginare pensieri di tristezza: se la Provvidenza così ha stabilito, perché rinchiudersi in se stessa, invece di aprirsi solo alla Luce e all'Amore? Ed è così, in realtà, che incoraggia e rassicura non solo chi a Lei vicino la richiede del suo intervento di preghiera, ma anche chi pur lontano ne contempla la serenità indefettibile e la disponibilità squisita.

Ma ecco viene il giorno in cui, come ognuno di noi, deve svegliarsi nello spirito tra le braccia di Dio Padre. Sì, perché la sua morte è più un assopirsi, che una dissoluzione di quel corpo che non ha conosciuto peccato. Una tradizione cristiana afferma che tutti gli Apostoli furono avvisati in spirito del passaggio di Maria da questa all'altra vita, quella eterna; e in spirito furono riuniti attorno a Lei per contemplare l'ultima grazia specialissima concessa sulla terra alla Madre di Dio.
La videro probabilmente come illuminarsi ed essere assunta, sorridente di luce celestiale, dagli Angeli, verso il Cielo. Certo la verità di questo avvenimento rimase nella coscienza dei cristiani fin dall'inizio della predicazione, in aggiunta a quanto già era stato scritto di Gesù. E la teologia cattolica chiarì il senso del privilegio ottenuto da Maria, come conveniente conseguenza del suo stato di Pienezza di Grazia e assoluta mancanza di corruzione di peccato. Assicurazione inoltre di quanto avverrà alla fine dei tempi per ciascuno di noi nella risurrezione.

Assunta in cielo in corpo e anima, vicina al suo Figlio Gesù. Acclamata Regina da Angeli e Santi, proprio per la Grazia per cui tutti li supera. Dante, il teologo Dante, la vede fissa con i suoi occhi in Dio, mentre tutta la Rosa del Paradiso la guarda e invoca la sua intercessione potente. Ecco perché Ella è Madre della Chiesa, Ausiliatrice dei Cristiani, Consolatrice, Avvocata. E sollecita verso tutti, tutti gli uomini che cercano Dio dal profondo dell'animo.

AVE, PIENA DI GRAZIA … PREGA PER NOI PECCATORI … ADESSO E NELL'ORA
DELLA NOSTRA MORTE

5° Mistero di Gloria: LA GLORIA DI MARIA REGINA, DEGLI ANGELI E DEI SANTI

Ci riempie di gioia indicibile sapere con certezza che quel Dio, che ha pensato a noi prima di creare i mondi, che ci ha scelti perché tremendamente innamorato di ciascuno di noi, che non vuole assolutamente perderci perché siamo preziosi per Lui, poiché ci ha visti nel Suo Figlio Divino, quel Dio ci segue in ogni istante, desidera che nella nostra libertà gli rispondiamo al suo Amore con amore. Quel Dio che ci attende per farci partecipi della sua Gioia eterna, perché i nostri nomi sono già scritti nel Cielo, non su sedili fatui, ma nel Cuore stesso di Dio.
Allora le sofferenze che noi uomini ci procuriamo a vicenda, i dubbi e i regressi spirituali del peccato, le contraddizioni che ci atterrano nelle varie età della vita, rilucono di una luce diversa. Non quella di una maledizione umiliante, ma della luce che si riflette dalle sofferenze e dalla Morte di Gesù. Poiché non abbiamo ubbidito a Dio, ecco il suo stesso Figlio è venuto a fare l'esperienza della nostra sofferenza, parlandoci però dell'Amore del Padre suo e Padre nostro, del vero senso della nostra esistenza come di una chiamata a lasciarci amare dal Signore della vita.

Lasciarci amare! Lui ci segue continuamente con uno sguardo di amore senza limiti, ci consiglia (se lo vogliamo ascoltare), ci guida, ci sorregge, vuole trarre il bene anche dal male che gli uomini fanno. Lo voglio credere? Ne voglio fare l'esperienza con il cuore di un figlio amato? Voglio lasciarmi amare fino a lasciarmi perdonare, ciò che solo l'onnipotenza di Dio può fare davvero?
Allora la speranza del Paradiso, cioè la certezza che Dio mi vuole con Lui e tutti i santi, rischiara ogni momento della vita e contagia chi mi avvicina di una gioia diversa. I nostri nomi sono già scritti nel Cuore di Dio: come posso dubitare dell'assistenza e della forza del Suo Amore?
"Un pezzo di Paradiso aggiusta tutto", soleva dire don Bosco nelle contraddizioni e persecuzioni.
"Paradiso, Paradiso" gridava san Filippo Neri, per incoraggiare sé e gli altri nelle difficoltà.

La Vergine Santa, gli Angeli, i tuoi Santi protettori che vedono continuamente il volto di Dio, che ne conoscono l'Amore per te, intercedono proprio quando tu pensi di meritarlo meno, quando il buio della solitudine ti deprime. Alza il tuo sguardo a Dio, ai Santi, al Paradiso che ti aspetta. Anche tu come Maria e tutti i santi che prima di te hanno sofferto le medesime prove e le hanno vinte, perché hanno avuto fiducia nella Misericordia infinita del Padre, anche tu

SARAI GLORIFICATO PER I MERITI DEL PERDONO CHE AVRAI VOLUTO RICEVERE
ANCHE TU FARAI PARTE DELLA GIOIA DI MARIA SANTISSIMA E DEI SANTI.
SOLO LASCIATI AMARE , SOLO ACCETTA SEMPRE IL PERDONO DI DIO

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