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Contemplazione dei Misteri del Rosario:
Don Franco ASSOM, vice rettore Basilica Maria Ausiliatrice
Il valore più completo della preghiera del santo Rosario risiede nella contemplazione o meditazione approfondita del Mistero enunciato, partendo dalla immaginazione particolareggiata della scena che si svolge, come se fosse presente sotto gli occhi del nostro spirito, per cogliere il significato della presenza dei singoli personaggi, nella loro dimensione umana e soprannaturale e nella loro azione e passione; e per far poi diventare questa lettura contemplativa in noi una fonte di sentimenti di ammirazione, di ringraziamento, di amore.
I testi che seguono non sono stati scritti di per sé per una lettura pubblica di fronte a numerosi uditori: ciò potrebbe portare a un ascolto distratto, superficiale e poco fruttuoso.
L'intento, invece, è quello di suggerire ad ogni persona che si raccolga in preghiera privatamente o in preparazione personale alla preghiera in comunità, pensieri che possano facilitargli ciò che si dice "contemplazione" dei Misteri della vita di Gesù. Cioè, essendo propriamente la vita di Gesù una realtà storica e allo stesso divina e metastorica, che si fa dunque presente ad ogni uomo che si metta in raccoglimento di preghiera, ogni giorno della nostra storia personale, i fatti contemplati sono efficaci per la propria conversione e salvezza, con la stessa forza che provavano coloro che li vissero contemporanei a Gesù.
Il vivere poi questi Misteri salvifici in unione con Maria, cioè con la sua partecipazione, i suoi sentimenti e la sua offerta spirituale, unisce chi prega all'anima di Maria e più facilmente ottiene le grazie proprie di ogni Mistero di Gesù, contemplato pregando.
1 - Misteri Gaudiosi
1° Mistero Gaudioso : L'ANNUNCIAZIONE

Nel primo Mistero Gaudioso non sono soltanto due i Personaggi che si presentano ai nostri occhi: al di là dell' Angelo Gabriele c'è soprattutto Dio che lo invia e che rimane presente in attesa della risposta di Maria.
Sì, quel Dio Padre che ha amato ciascuno di noi da tutta l'eternità con amore personale e originale, vedendoci nel Figlio Suo come imitazione, tra le migliaia possibili, della bellezza, della bontà, della sapienza del suo Figlio, amandoci in Lui e scegliendoci fino al punto di non vedere più la nostra fisionomia ma quella del Figlio Suo Divino.
E non potendo e non volendo assolutamente perderci, noi che abbiamo sfigurato con il peccato il volto del Figlio di Dio, Dio Padre invia l'Angelo Gabriele, Parola di Dio, a richiedere a Maria il suo assenso a diventare la Madre del Salvatore.

Maria è già Piena di Grazia, lo è stata fin dalla sua nascita per privilegio dell'amore di Dio che la predestinava, innamorato di Lei, ad essere Madre di Gesù. Il suo cuore e la sua anima si sono illuminati sempre più ogni giorno della sua vita e hanno gioito dei Doni dello Spirito Santo. Perciò ora ama Dio con tutto il suo essere, con tutte le sue forze e si dona continuamente a Lui in ogni cosa: senza esserne consapevole è diventata così piena del favore di Dio, che ha riprodotto nella sua anima le fattezze spirituali proprio di Colui che dovrà generare fisicamente. E' pronta ad essere Madre di Dio, ma vive nella tranquilla serenità di chi non si crede superbamente grande.
L'arcangelo Gabriele sa che Maria SS. è la loro Regina, perché li supera tutti in Grazia santificante, ma non è incaricato di dirglielo, solo le comunica la proposta di Dio.

Maria sa che cosa vuol dire divenire la Madre del Messia: come tutte le fanciulle di Israele lo ha studiato e meditato nelle adunanze festive del sabato nella sinagoga. Ma al contrario delle sue coetanee non desidera essere la madre del Messia: né si sente degna per quella missione, né sa se avrebbe la forza morale di accompagnarlo nei patimenti profetizzati da Isaia.
Ma alla proposta di Dio, dopo una richiesta di spiegazione circa la verginità e l'offerta di tutta se stessa ch'ella ha promesso a Dio fin dal primo momento della propria consapevolezza, rassicurata dalle parole dell'Angelo dà il suo SI' e diventa Madre del Salvatore.

Come non adorare e ringraziare l'eterna bontà con cui Dio ci ha amati e ha preparato la nostra Redenzione? Davvero non può e non vuole perderci, Lui che ci ha scelti uno per uno nel suo amore eterno.
Come non ammirare e ringraziare la disponibilità di Maria, che superando le obiezioni interiori e le accuse cui potrà essere soggetta, si fida totalmente di Dio che può liberare chi a Lui si affida?

2° Mistero Gaudioso: LA VISITA DI MARIA A SANTA ELISABETTA

La meditazione di questo Mistero non è, come a prima vista potrebbe sembrare, una contemplazione di un viaggio (che fu certamente lungo almeno una settimana per arrivare da Nazaret di Galilea ad Ain Karem di Giudea, a piedi e tra molte difficoltà di ogni genere); ma è la contemplazione di Maria, tabernacolo ormai vivente di Gesù Verbo di Dio in Lei incarnato, che contagia di bontà con la sua presenza le persone e i luoghi dove passa.
Ed è nell'incontro con l'anziana cugina Elisabetta, ormai incinta da sei mesi del futuro Giovanni Battista, che si manifesta il potere immenso della divina Presenza di Gesù in Maria. In Elisabetta sussulta il figlio: ambedue sono ripieni di Spirito Santo, tanto che la madre viene illuminata e intuisce per opera dello Spirito Santo la maternità divina di Maria; e così la saluta: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno".

Allora Maria eleva una lode bellissima di Dio, lode che aveva rimeditato nei giorni del suo viaggio verso la casa della cugina, giorni trascorsi più in preghiera ed intimità con il suo Dio e Figlio, che non nella preoccupazione delle contrarietà del viaggio sprovvisto di acqua e di cibo: "L'anima mia magnifica il Signore… ha guardato la pochezza di me sua serva… grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente … tutte le generazioni mi chiameranno beata…".
Maria però è venuta per servire la cugina, che nella sua anzianità si era ritirata quasi pudica in attesa del suo momento: dunque aiuta, serve e contempla il suo Dio mediante il lavoro e la preghiera. Eppure sta salvando il mondo, unita a Suo Figlio, la cui sola presenza tra di noi sarebbe stata sufficiente a redimerci dinnanzi a Suo Padre Dio.
Anche noi, se viviamo in Grazia di Dio, salviamo il mondo con il lavoro e la preghiera. Questa è la vera vita interiore: rimanere più costantemente possibile nella gioia di essere amati dall'Amore senza limiti di Dio, collaborando così con Gesù, in ogni azione, alla salvezza dei fratelli.
Poi Maria ritorna a Nazaret, sempre sola, in carovana fortuita di viaggio, dove dovrà in silenzio attendere che i dubbi di Giuseppe si vanifichino per rivelazione divina. Ma il suo calvario è già cominciato: lavoro, attesa, silenzio, sorriso, amabilità, perdono, incoraggiamento, tenerezza, sempre con la profetica visione dinnanzi alla mente delle sofferenze che Suo Figlio dovrà affrontare. E' già la Madre Dolorosa, eppure serena e fiduciosa nel Dio che vede e provvede ai suoi figli.

3° Mistero Gaudioso: LA NASCITA DI GESU' CRISTO NELLA CAPANNA DI BETLEMME

Betlemme si trova in Giudea. Era il paesino di nascita del re Davide, da cui discende attraverso lunghe generazioni proprio Gesù. E' strano: perché si adempisse la profezia di Michea, la Provvidenza divina ha addirittura scomodato l'impero romano. Un ordine generale dell'imperatore Augusto comanda un censimento di tutti i sudditi dell'impero. La tradizione ebraica obbliga ciascuno a raggiungere il luogo delle origini della propria famiglia per annotare la presenza ordinata dal censimento. Giuseppe e Maria devono ancora una volta sobbarcarsi la fatica del lungo viaggio (ma gli ebrei sono abituati a queste fatiche), per obbedire agli ordini degli uomini.
Così in un angolo oscuro di Betlemme nasce il Dio fattosi Uomo per nostro amore. In realtà è l'Amore di Dio Padre che glielo ha chiesto, un Dio che ci ha amati da sempre, che ci ha voluto bene chiamandoci per nome prima ancora di creare i mondi, e per di più vedendoci proprio come imitazioni originali del Suo Figlio eterno. E Gesù ci sente suoi fratelli, preziosi per Lui come per il Padre: loro non vogliono perderci, noi che siamo amati dalla loro infinita tenerezza.

E nascendo come uomo Gesù si sottomette a percorrere tutte le tappe della nostra esperienza umana, tappe lente, difficoltose, diverse ad ogni svolta della propria storia, delle diverse età della propria vita, dei diversi incontri e amicizie. Così ci vuol comprendere fino in fondo, ci ama non per finzione; e ci potrà poi scusare e perdonare, annullando il nostro peccato.
Maria rimane misteriosamente Vergine, nel corpo come nell'anima: e impara ad amarci fin da questo momento come ama e allatta il Suo Figlio Divino. Diventa immagine viva e palpabile della estrema tenerezza di Dio.
Sembra, ed è vero, che il Cielo si sia chinato a baciare la terra. Angeli che si rendono visibili, quegli angeli che sempre ci accompagnano, nascosti ma intercessori e protettori; pastori che avvisati da apparizioni celesti vengono (è sempre la gente umile che riconosce Dio) ad adorare il Re del Cielo. Sapienti Magi che hanno scrutato i misteri dell'universo per capire i piani di Dio e son venuti ad adorarne il Figlio profetizzato

Solo chi si è allontanato dal Bene con il peccato voluto e ottusamente perseguito, non riesce a riconoscere il Dono dell'Amore divino in quel Bimbo che sembra solo un uomo. Erode lo perseguiterà, sotto istigazione della sua incontrollabile sete di potere e per indicazione dei Capi del Popolo, anch'essi insaziabili di ricchezza e di dominio.
Solo i semplici, o coloro che semplici sono ritornati, rifiutano la violenza e sanno vedere e gustare il bene e lo perseguono crescendo di bontà in bontà.

Ti accetto dal profondo del mio cuore, o Dio fatto Uomo per mio amore. Grazie! E accetta in cambio questo mio cuore che non sa amarti. Fortificalo e illuminalo, Tu che hai guidato i Magi con la luce della tua Stella.

4° Mistero Gaudioso: LA PRESENTAZIONE DI GESU' BAMBINO AL TEMPIO

Otto giorni dopo la sua nascita Gesù viene circonciso, come tutti i bimbi maschi di Israele, per attestare, quasi come un battesimo, la sua appartenenza al Popolo Eletto da Dio, il popolo che doveva annunciare a tutti gli altri popoli le meraviglie dell' Amore del Dio Salvatore.
E dopo quaranta giorni il Bimbo viene portato al Tempio per essere riscattato con l'offerta di due colombe, l'offerta dei poveri quali sono Giuseppe e Maria. L'hanno preparata bene questa cerimonia, Giuseppe e Maria. E' il primogenito maschio, che deve continuare il nome della famiglia e segnare l'appartenenza alla lunga genealogia che li unisce al re Davide, ad Abramo, a tutti i figli di Dio.
Questa cerimonia simbolica è stata voluta da Dio fin dal tempo della liberazione dalla schiavitù d' Egitto, per significare che dalla potenza della forza di Dio il popolo è stato liberato, non da sforzi umani. Maria e Giuseppe sono consapevoli del significato spirituale di questa offerta del Bimbo a Dio e del riscatto che ne fanno: vivono intensamente questo momento importante e ne ricevono le grazie, quali si ricevono ad ogni forte intenzione delle nostre preghiere.

Il sacerdote riceve la loro offerta, nell'abitudine consumata di un gesto che ripete decine di volte al giorno: non si accorge di Chi gli è consegnato in questo momento, Chi sta offrendo a Jahvè Dio, Chi restituisce a Maria e Giuseppe.
Se ne accorgono invece due persone che sono lì presenti non per caso, ma condotti dallo Spirito Santo che ha esaudito la loro preghiera. Un anziano, Simeone, che prende teneramente in braccio il Bimbo, e loda a gran voce Dio per aver esaudito il suo desiderio di vedere il Messia prima di morire. Ma aggiunge parole terribili, per la visione profetica che Dio gli concede in questo momento: " a te - dice a Maria - una spada di dolore trafiggerà l'anima". Parole che accompagneranno le notti di Maria, nei lunghi anni in cui si preparerà alla sua unione al Sacrificio supremo del suo Figlio in Croce.
Poi un'altra persona benedice Dio, anche lei illuminata dallo Spirito Santo per le preghiere che da tanti anni offre al Signore: Anna. Ha speso la sua vita trascorrendo ogni giorno nel tempio, pregando, aiutando, guidando i fratelli: un'anima preziosa, semplice e totalmente devota a Dio. E Dio la premia fin da questa vita.

La cerimonia che doveva essere per Maria e Giuseppe la prima grande espressione di gioia comune nell'offerta di Gesù a Dio suo Padre, si è convertita in occasione di doloroso stupore, come un'ombra che non abbandonerà più la serenità dell'animo delle loro persone, anche se giuste e sante.
Anzi, ancora dovranno fuggire dalla loro terra: Erode è la minaccia tremenda per la vita del Figlio. Ora rimarranno lontani per lungo tempo dalle loro amicizie, dalle loro sicurezze, dalla tranquillità della loro casa: emigranti senza appoggio. E quando finalmente ritorneranno, lo faranno con l'angoscia di chi deve ricominciare tutto da capo.

5° Mistero Gaudioso: IL RITROVAMENTO DEL FANCIULLO GESU' NEL TEMPIO

La cerimonia del passaggio dei fanciulli dodicenni come fosse dall'età minorile a quella di adulti maggiorenni si svolge con una particolare solennità nello stesso tempio di Gerusalemme: la lettura pubblica della Sacra Scrittura in clima di festa, abilita i giovani alle funzioni proprie del religioso maschio israelita. Così è anche per Gesù. Giuseppe e Maria, in carovana che separa di giorno i maschi dalle donne, lo hanno accompagnato ancora una volta fino a Gerusalemme, dove in clima di festoso augurio anche Gesù è solennemente acclamato quale abilitato alla lettura pubblica della Scrittura.

Nel ritorno accade l'equivoco: ora Gesù si sarebbe ancora trovato con la Madre, come all'andata, o avrebbe , come i suoi coetanei, fatto il ritorno insieme a Giuseppe? Solo al termine del primo giorno di viaggio i Suoi si rendono conto che Gesù non è ritornato né con l'uno né con l'altra. Stupore, interrogativi, decisione di far ritorno ancora una volta a Gerusalemme.
E ritrovano dunque Gesù. Hanno vissuto però già tre giorni di ansia, di ricerche tra conoscenti ed amici, di stanchezza di un andare senza posa e senza meta. Si sono fermati a pregare Dio loro Padre nel grande tempio, angosciati ormai. E proprio lì lo trovano, in una delle aule destinate pubblicamente alla riunioni dei grandi commentatori della Torah, ossia della Legge.
Gesù sta ascoltando e… interrogando senza timori i grandi Maestri. Dimostra una sapienza non comune, perfino strana in un ragazzo come Lui: da dove gli viene tanta istruzione? Ai piedi di quale Maestro è stato? Ma poi… le domande che pone ai Maestri sembrano aprire nuove luci di interpretazioni sulla Torah, più che richiedere risposte. Insomma, chi è questo ragazzo?
Anche Maria e Giuseppe, che si sono fermati attoniti ad ascoltare, se lo chiedono, ma essi hanno la risposta giusta: è il Figlio di Dio. Maria sa che è anche figlio suo, perciò ha il coraggio di interpretare lo sgomento passato da Lei e da Giuseppe con la domanda pressante: "Figlio, perché ci hai fatto questo?".
E' a questo punto che il giovane Gesù dimostra la sua piena coscienza di essere Figlio di Dio e vuol preparare specialmente Maria sua Madre a un futuro che non sarà roseo. "Non sapevate - risponde con una interrogazione che non ha bisogno di risposta - che devo interessarmi delle cose del Padre mio?". In altre parole: "Sono maggiorenne, lo sapete, posso decidere da solo; sto cominciando una missione pubblica che mio Padre mi ha affidato; e ricorda, Mamma, che dovrai un giorno vedermi staccare da Te per compiere fino in fondo, fino alla Croce, la volontà del Padre mio. Preparati!".
Durezza? Forse quella di chi prepara l'amata alla sofferenza del distacco inderogabile: sembra durezza, ma è dettata dall'amore che soffre insieme con te: è la fermezza dell'adulto che si fa forte per essere appoggio alla tua debolezza.
Poi ritornano insieme a Nazaret. E, dice il Vangelo, Gesù rimarrà venti anni nella piena obbedienza ai suoi, mentre Maria rimeditava, dolorosa eppure confidente in Dio, tutte queste cose.

Nelle prove della vita, dammi, o Vergine Maria, la tua costanza di fede e di amore.

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