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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | Archivio 2015:
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ADMA / Dalla Casa di Maria alle nostre case
Dalla casa di Maria alle nostre case
La ricca esperienza vissuta durante il VII Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice (Torino-Colle don Bosco 6-9 agosto 2015) ha costituito uno dei vertici dell'anno bicentenario della nascita di don Bosco. Rinviando per la cronaca e i contenuti del Congresso al sito web dedicato (www.congressomariaausiliatrice2015.org), riportiamo qui in sintesi alcune delle conclusioni proposte dal Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, nella giornata conclusiva svolta al Colle don Bosco domenica 9 agosto.

Impegni dal Congresso
Alla luce dell'esperienza condivisa in questi giorni di Congresso, accogliendo il messaggio maturato nell'ascolto delle relazioni, delle testimonianze e delle esperienze, soprattutto restando in ascolto di ciò che lo Spirito ci dice vorrei condividere alcuni obiettivi, che siano punti di riferimento e tracce per un cammino nella nostra Famiglia Salesiana. Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, guidati da Maria Ausiliatrice e nella scia tracciata dal nostro padre don Bosco, sono convinto che questo Congresso rappresenti per la nostra Famiglia Salesiana un momento di grazia per annunciare il "Vangelo della famiglia", riproponendone la bellezza, il ruolo e la dignità. In particolare guardando a don Bosco, alla sua paternità, vissuta nel primo oratorio con uno spirito di famiglia, sperimenteremo una crescita d'identità più chiara e più solida.

"Dalla casa di Maria alle nostre case"
Dobbiamo impegnarci a portare il profumo di una nuova umanità, il soffio dello Spirito che fa nuove tutte le cose, attualizzando nei gruppi della Famiglia Salesiana e nelle famiglie una rete di relazioni autentiche, di corresponsabilità e di comunione ispirata allo spirito di famiglia di don Bosco. Ragione, religione e amorevolezza possono essere declinate in dialogo, volersi bene e presenza di Dio.

Pastorale giovanile e Pastorale famigliare
Don Bosco ha sognato un movimento di persone per i giovani: solo una comunità di discepoli- apostoli, accogliente ed esemplare, può trasmettere la fede ed essere credibile. Per questo "casa" e "famiglia" sono i due vocaboli frequentemente utilizzati da don Bosco per descrivere lo "spirito di Valdocco" che deve risplendere nelle nostre comunità. In questo senso accogliamo l'appello evangelico e carismatico alla mutua comprensione e corresponsabilità, alla correzione fraterna e alla riconciliazione. Anche noi siamo chiamati a fare in modo che la pastorale giovanile sia sempre più aperta alla pastorale familiare. Occorre far sì che le famiglie diventino nella vita quotidiana luoghi privilegiati di crescita umana e cristiana, nell'assunzione delle virtù che danno forma all'esistenza. Occorre camminare con le famiglie, accompagnarle nelle situazioni complesse che si trovano ad affrontare, individuando nuove vie e strategie comuni per sostenere i genitori nell'impegno educativo.
In linea con l'impegno di tutta la Chiesa che "svolge un ruolo prezioso di sostegno alle famiglie, partendo dall'iniziazione cristiana, attraverso comunità accoglienti. Ad essa è chiesto, oggi ancor più di ieri, nelle situazioni complesse come in quelle ordinarie, di sostenere i genitori nel loro impegno educativo, accompagnando bambini, ragazzi e giovani nella loro crescita attraverso cammini personalizzati capaci di introdurre al senso pieno della vita e di suscitare scelte e responsabilità, vissute alla luce del Vangelo" (relazione Sinodo sulla Famiglia n. 61).

Pierluigi CAMERONI sdb
pcameroni@sdb.org


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2015 - 5 

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