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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014
                      
Maria di Nazarat - Mariologia - Spiritualità mariana - Devozione - Arte - Esperienze

Mamme sulle orme di Maria | Il sussurro di silenzio sottile

Connie, emigrata bambina dal Salvador dilaniato dalla guerra civile, in Italia trova lavoro e mette su famiglia. Ma la vita le riserva il dolore più grande, la morte del marito. Rimasta sola con un figlio da crescere, come Maria affronta la prova più grande affidandosi a Dio



Il Salvador anticamente è stato abitato dai Maya e dai Pipil, dominato dagli Spagnoli, schiacciato da dittature, dilaniato da una guerra civile e da terremoti; è il più piccolo paese dell'America Centrale ma ha il più alto tasso di criminalità.
Connie è nata trentadue anni fa in questa terra tribolata e difficile come la sua giovane vita e l'ha lasciata da dieci, per venire a lavorare in Italia, a Pavia come badante presso un'anziana signora che aveva l'abitudine di trascorrere il periodo estivo in una località della riviera ligure di levante.
Lì ha conosciuto il suo grande Amore, davvero con la lettera maiuscola, Alessandro e la loro è stata una storia ricca, piena, fatta di tanto dialogo, di progetti e speranze concretizzatasi col matrimonio e la nascita di Gabriele, un bimbo dolcissimo, che somiglia molto al padre ma con la pelle ambrata e gli occhi scuri della madre.

Il dolore più grande

Connie aveva creduto di essere finalmente approdata in un porto sicuro, di avere di nuovo una famiglia, dopo aver lasciato con sofferenza quella di origine , ma non fu così… per lei il tempo del dolore non era finito. Poco dopo la nascita del loro bambino, Alessandro si ammalò gravemente e prima del compimento del secondo anno di vita di Gabriele morì.
Connie fece porre sulla tomba del marito una croce colorata in stile sudamericano; quella più pesante però se la portava nel cuore: erano rimasti lei ed il bambino ed un grande vuoto, un peso immenso sotto il quale le pareva di soccombere.
Ogni giorno però i grandi occhi scuri di suo figlio l'osservavano, le chiedevano aiuto e gliene offrivano, erano un invito ad andare avanti insieme, un'ancora di salvezza, lo specchio del grande amore per Alessandro e lei capì che in nome di quel bambino avrebbe dovuto farcela.

Come Maria

Connie pregava tanto e prese a modello la Vergine Maria, la donna in carne ed ossa che aveva attraversato le polverose strade di Israele, una creatura che come lei non aveva avuto una vita facile, perché anche la via della santità è lastricata di contraddizioni, di incertezze e non è un'impresa eroica, una donna vera che spesso invece noi corriamo il rischio di pensare solo come una statua circondata da ceri e fiori.
Come Maria, avrebbe cercato di cogliere la presenza del Signore nel "sussurro del silenzio sottile"
di cui parla il profeta Elia, quella brezza leggera sinonimo della voce interiore di chi ha fatto in silenzio in sé ed è andato incontro al trascendente.
Come Maria, avrebbe intrecciato il braccio di Dio: infatti è proprio nell'ossimoro del "sussurro del silenzio" che si trova tutto ciò che non vorremmo accettare, che tendiamo a respingere e ci sembra che Dio offra risposte che noi non riusciamo a sentire.
La portata del lavoro che Connie ha saputo fare dentro di sé, per se stessa e specialmente nei confronti di Gabriele, lo si è potuto vedere giorno dopo giorno attraverso una graduale ripresa di fiducia nella vita, testimoniata dalla volontà di entrare in relazione con gli altri, di aprirsi ai loro bisogni, di condividere con il suo bambino l'esperienza del dare e ricevere.

Colorare la speranza

Connie è una donna molto creativa, dotata di una fervida fantasia, con un forte senso cromatico che le deriva dalla sua terra natia e queste sue qualità l'hanno portata a scegliere un lavoro presso la scuola del paese di mare in cui vive, a collaborare per allestire preparativi per festività collettive, a disegnare e creare vestiti ed oggetti coinvolgendo sempre anche il suo bambino che quest'anno ha iniziato a frequentare la scuola primaria.
Sono entrambi molto amati dalla gente del paese ed hanno saputo creare una bellissima rete di relazioni che alimentano con il loro impegno e da cui sono molto gratificati: Connie è riuscita a rielaborare il suo lutto in modo positivo e trasformare un'esperienza di dolore in un percorso di vita, ha cioè davvero saputo cogliere "il sussurro di Dio".

Francesca Zanetti - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 6 

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