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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
                  
Maria di Nazarat - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Santuari - Esperienze mariane...

MARIA ED IL NATALE
Gestazione e nascita di Gesù.

I Vangeli non ci danno nessuna informazione diretta sul come sia stata portata avanti la gravidanza da parte di Maria. Luca si limita ad informarci che all'inizio della gestazione la Vergine si reca dalla cugina Elisabetta per tre mesi. Dopo scende il black out totale sulle informazioni. Anche sul parto di Maria il riserbo è quasi totale. Infatti Marco e Giovanni tacciono completamente. Matteo e Luca qualche accenno lo fanno in modo scarno e, a volte, contradditorio. Ma queste lacunose informazioni da chi le hanno avute? Quando scrivono i loro vangeli, tutti i possibili testimoni oculari (Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta, Giovanni Battista, Anna, Erode, i Magi, i pastori di Betlemme) sono morti. Rimane solo la madre di Gesù. Ma se è da Lei che attingono le notizie perché lo fanno in modo così frammentario e lacunoso? Dare alla luce un figlio rimane per ogni donna un avvenimento indimenticabile, che segna profondamente l'esistenza. Come mai Matteo si limita a narrarci che: "Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode" (2,1)?. Come mai Luca sottolinea di più il contesto storico (censimento, Quirinio governatore della Siria) che quello della famiglia di Gesù? Come si può ridurre la descrizione della nascita divina ad un racconto notarile "diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'alloggio" (2,7)?. Non c'è empatia, né minimo coinvolgimento umano. Non c'è nessuna illuminazione celeste ad illuminare la scena. I cori angelici latitano: Maria partorisce come tutte le donne che mettono al mondo il loro figlio in un contesto di mentalità orientale dove alle donne viene negato qualsiasi accenno di solidarietà e di tenerezza.

Partorì in una grotta?

Anzi il parto non solo non abilita a nessun accenno di tenerezza, ma è un qualcosa di sporco e che rende impura la puerpera. Per questo non c'è posto per Maria e Giuseppe nell'alloggio. Le normali abitazioni palestinesi del tempo sono composte normalmente di una sola stanza, dove di giorno si cucina e si mangia, e la notte, stese delle stuoie per terra, tutta la famiglia, dai nonni ai nipoti si corica (Lc 11,7). Il parto rende impura la donna per sette giorni (Lv 12,1). La partoriente non solo è contaminata, ma infetta tutto quel che tocca e chiunque avvicina. Per dare alla luce la Madonna deve rifugiarsi in un locale annesso all'alloggio, di solito scavato nel tufo, che serve da magazzino, da dispensa e da stalla. È qui che il bambino, avvolto in fasce, viene adagiato per comodità in una mangiatoia. Non c'è nessuna grotta e nessun bue, che è un animale non presente nella zona di Betlemme. Per ben quaranta giorni Maria rimane segregata, nascosta a tutti, fini al giorno della sua purificazione rituale dopo cui viene di nuovo riammessa nella quotidianità della vita. Nel frattempo, ad otto giorni dalla nascita, Gesù viene circonciso in assenza della madre.

La purificazione di Maria

La cerimonia della purificazione avviene nel Tempio. L'impurità legata al parto non conosce eccezioni. Scaduto il tempo prescritto dalla Legge Maria sale a Gerusalemme. Presso la porta di Nicanore si incontra con un sacerdote a cui dovrebbe offrire "un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio per il peccato" (Lv 12,6). Ma i genitori di Gesù non possono permetterselo. Dio deve accontentarsi di due piccioni a motivo della loro povertà (Lv 12,8). Siccome ogni primogenito appartiene a Dio (Es 13,2) Giuseppe e Maria dovrebbero riscattare il loro figlio pagando al Tempio una cifra esorbitante per la loro borsa: cinque sicli d'argento (Nm 18,16) equivalenti ad una ventina di giornate lavorative. Non sembra che la Sacra Famiglia abbia mai ottemperato a tale obbligo. Il motivo è abbastanza evidente. Gesù non viene riscattato, in barba alla inflessibile Legge, perché da sempre appartiene al Padre (Lc 2,49). Nel Tempio Maria incontra uno strano personaggio: Simeone. Egli le annuncia che la sua intera vita verrà attraversata dalla parola del figlio che, come se fosse una spada, la porterà ad avere esperienze dolorose, ma inevitabili.

Bernardina Do Nascimento - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 5  
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