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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014:
                      
Maria di Nazarat - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Santuari - Esperienze...
   
Maria nei secoli :
Commiato di Cristo dalla Madre (di Lorenzo Lotto)

Nel 1521, il pittore veneto Lorenzo Lotto si trovava a Bergamo da quasi un decennio, proveniva dalle Marche ed era stato attratto nella città lombarda dalla possibilità di realizzare una pala d'altare per la chiesa cittadina di Santo Stefano. Quello fu un anno importante per il pittore per le numerose e importanti opere che gli erano state commissionate e fu in questa occasione che dipinse per la nobile bergamasca Elisabetta Rota il "Commiato di Gesù dalla Madre".

Una sentita tradizione popolare

L'episodio raffigurato nel dipinto (un olio su tela 126x99 cm), firmato e datato "Laurentio Lotto Pictor 1521" conservato nella Gemäldegalerie di Berlino), non fa riferimento a nessuno dei testi ispirati, ma deriva da una sentita tradizione popolare, tramandata dalla letteratura devozionale. Prima di partire per Gerusalemme, dove sarebbe stato crocifisso, Gesù si congeda da sua Madre. Maria, prevedendo la tragica fine del figlio, cade affranta dal dolore ma è sostenuta da alcune donne e dall'apostolo Giovanni. Assistono anche due apostoli, San Pietro, identificabile dalle chiavi che regge con la sinistra e Giacomo.
L'episodio è ambientato in un interno di classica fattura: un perimetro di colonne con capitelli corinzi sostiene l'ampia volta, sulla quale si riflettono i primi raggi del sole, un'alba che sta ad indicare l'inizio dell'era cristiana, inaugurata con la passione di Gesù; gli sprazzi filtrano dal grande oculo frontale. Sullo sfondo un orto, protetto da una siepe fiorita verso l'interno e da un alto muro verso l'esterno, che fa riferimento ad un titolo attribuito a Maria, quello dell' "Hortus Conclusus", "L'orto protetto" e, sulla destra, si intravvede una stanza da letto, sicuro riferimento all'episodio dell'Annunciazione.
Un poco in disparte, quasi confinata nell'angolo inferiore destro, la committente, Elisabetta Rota, abbigliata con una sontuosa veste, sta pregando. La sua è una orazione mentale, denominata compositio loci, che si avvale di una tecnica descritta in un testo classico della spiritualità dei laici, il "Giardino di orazione", redatto da un autore anonimo verso il 1454 e più volte ristampato. Era una modo di pregare molto diffuso ed apprezzato in quegli anni; lo stesso Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, la presenta come un metodo di meditazione nei suoi "Esercizi Spirituali".

Maria già soffre prevedendo la morte del Figlio

Elisabetta, con lo sguardo che tradisce i suoi pensieri, ha appena letto l'episodio del commiato nel libro di devozioni che tiene aperto davanti a sé. La scena costruita dal Lotto è la traduzione figurata del suo pensiero, quella che la sua mente fa dell'accaduto; L'orante ambienta la scena in un contesto che le è noto, forse nell'androne della sua casa bergamasca o di una che lei conosceva bene e si figura Gesù che, inginocchiato umilmente, con le braccia incrociate sul petto e la testa reclinata sulla spalla, da alla Madre l'ultimo saluto. La incontrerà di nuovo nel momento estremo, sulla via del Calvario e ai piedi della croce.
Maria a questo annuncio, prevedendo la fine dolorosa di suo figlio si sente mancare, gli cedono le ginocchia e cadrebbe a terra se non fosse sostenuta da Giovanni e da due donne.
Nel vano dove è ambientata la scena, sono presenti alcuni particolari di grande interesse. Il cagnolino, che gioca tra le pieghe dell'abito della nobildonna, è un chiaro riferimento alla fedeltà, un gatto che passeggia furtivo tre il colonnato; le sue pupille riflettono la luce che penetra da destra e che disegna le ombre dei personaggi sul pavimento. Il ramo di ciliegio con i frutti, l'agrume e il cartiglio con la firma del pittore e la data, paiono inseriti tar la tela e la cornice, con la quale, forse, interagivano.
La scelta dei colori della composizione è basata su toni squillanti, accostati per creare un vivace contrasto.


Natale Maffioli sdb - maffioli.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 3  
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