| HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


 ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
                                              
Maria di Nazaret - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Esperienze .....
In Cammino con Maria: L'incredibile avventura di una sconosciuta ragazza ebrea
Nazareth: dove si trova?

Nazareth è un piccolissimo, sperduto ed isolato villaggio della Galilea. È così insignificante da non essere mai nominato dalla Bibbia. I suoi pochi abitanti non sfuggono alla descrizione dei galilei che l'opinione pubblica del tempo ci regala: ladri, bugiardi, attaccabrighe, traditori, violenti e scansafatiche. Parlano un dialetto con delle cadenze ed inflessioni che li rendono riconoscibili facilmente da tutti. I nazaretani sono soprattutto dei poveri contadini e degli umili artigiani. Più che vivere sopravvivono. Sono tagliati fuori dal benessere economico che gravita attorno al lago di Genezaret ed al Tempio di Gerusalemme. Le case sono poco più che tuguri addossati ad una collina di tufo in cui sono state scavate, nel tempo, piccole caverne usate come abitazione, magazzino e stalla. La vita è così povera ed insignificante che anche gli zelanti, ed odiati, esattori delle tasse raramente si presentano a spremere tributi. L'apostolo Natanaele, con concretezza ed invidiabile capacità di sintesi, condensa la fama di cui il villaggio gode in un semplice interrogativo: "Da Nazareth può venire qualcosa di buono?".

La storia della piccola Myriam

È proprio su questo nulla geografico, antropologico e sociale che Dio posa il suo sguardo. Una adolescente, che il menarca rende prematuramente donna, attira l'attenzione divina. Di lei non sappiamo assolutamente nulla. I vangeli canonici tacciono. Da essi non possiamo ricavare nessuna informazione sulla sua famiglia. Non conosciamo il nome dei suoi genitori. Non sappiamo se ha dei fratelli o delle sorelle. Solo i vangeli apocrifi parlano del padre Gioachino e della mamma Anna. Ma gli apocrifi brillano più per la loro incontenibile fantasia che per la loro oggettività storica. Nonostante questo loro grandissimo limite, nel tempo, si sono trasformati in una inesauribile sorgente di devozioni e tradizioni che punteggiano la devozione mariana popolare. Per cercare di ricostruire un identikit adolescenziale della Vergine dobbiamo attingere da quanto gli esperti in materia ci dicono. L'unica certezza che abbiamo è che Myriam, come persona, è così bella, limpida, trasparente e piena di fede da non passare inosservata agli occhi di Dio. È una splendida fanciulla. La sua vita, nella società del tempo, non è per nulla facile. In una mentalità pervasa dal più bieco maschilismo, l'essere donna si trasforma in emarginazione sociale. Lo storico Flavio Giuseppe scrive:"La donna, dice la Legge, è inferiore all'uomo in tutte le cose. Essa deve obbedire perché è all'uomo che Dio ha dato il potere". Myriam obbedisce al padre, alla madre, agli anziani, ai fratelli, ai parenti maschi. Obbedisce in casa, caricandosi di tutti i lavori domestici, e fuori casa occupandosi del bestiame e dei lavori in una campagna gonfia di fatica ed avara di frutti. Non sa leggere e scrivere in quanto per lei la scuola annessa alla sinagoga ha le porte sbarrate. Per il semplice motivo di essere donna non è tenuta alla preghiera quotidiana nella sua forma ufficiale. In casi di controversia la sua testimonianza non ha alcun valore. Sulle sue spalle, come per le sue coetanee, gravano i pregiudizi misogini alimentati dalla Scrittura stessa. "Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo" (25,24); "È meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna" (42,14); "Se non cammina al cenno della tua mano, toglila dalla tua presenza" (25,26) pontifica il Siracide. Il Talmud, a sua volta, ci ricorda che gli uomini tre volte al giorno devono ringraziare Dio, tra le altre cose, "perché non mi hai fatto donna". Inoltre precisa che un padre "non è tenuto a nutrire sua figlia" e la può lasciare morire di stenti. Ancora il Siracide avverte che ""una figlia è per il padre un'inquietudine segreta, la preoccupazione per lei allontana il sonno: nella sua giovinezza, perché non sfiorisca; una volta accasata, perché non sia ripudiata. Finché è ragazza si teme che sia sedotta e che resti incinta nella casa paterna; quando è con un marito, che cada in colpa, o che sia sterile"(42,9-10). Myriam è nulla davanti agli uomini, è molto, invece, agli occhi del Padre celeste. Così, un giorno, Gabriele bussa alle porte del suo cuore con una proposta demenziale e sacrilega per ogni moralista benpensante: diventare madre del tanto atteso Messia.

Bernardina Do Nascimento - redazione.rivista@ausiliatrice.net 


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 2  

| HOME PAGE| FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |

  Visita Nr.