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 ARCHIVIO RMA 2013: Maria - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Esperienze .....
IN CAMMINO CON MARIA:  Vergine Madre, su una candida nuvola....

Una mamma qualunque contemplando l'immagine dell'Assunta riflette sulla materità, sulle gioie e sui dolori del mestiere più difficile del mondo: fare i genitori. Ma Maria che ha vissuto nella sofferenza estrema con la morte del Figlio l'esperienza della mternità è modello e consolazione per tutte le madri


Il giorno di Ferragosto Elena ha partecipato alla Messa per la festa dell'Assunta, nella chiesa parrocchiale del suo paese e, come quando era piccola, si è fermata ad osservare la vetrata dell'abside, attraversata dalla luce del sole, che ritrae Maria assunta in cielo, su una candida nuvola accompagnata da un coro di angeli.
È un'immagine un po' ingenua, secondo la tradizione iconografica, ma a lei è molto cara perché da bambina le piaceva pensare che Gesù, il figlio di Dio, avesse desiderato riavere vicino a sé, anche fisicamente la propria madre, e lei, bimba, conosceva bene come fosse importante la presenza materna ed allora lo sapeva ammettere senza falsi pudori.
La predica del parroco è stata , come al solito, molto alta di contenuto e magistralmente declinata per tutti i livelli dell'uditorio. Ha ricordato come fosse stato papa Pio XII a proclamare il dogma dell'Assunzione e come il mistero del corpo assunto in cielo della Madonna fosse un'anticipazione della resurrezione della carne che per tutti noi avverrà solo ala fine dei tempi, con il Giudizio universale.

Figlia del tuo figlio

Sentendo le sue parole ad Elena è tornato in mente un commento positivo del grande psicanalista Carl Gustav Jung, rimasto molto impressionato dal dogma ritenendolo "l'evento più rilevante della storia del Cristianesimo dai tempi della riforma" e ne aveva apprezzato in particolare "l'estensione simbolica della Trinità" ad una "quaternità"" che finalmente si apriva alla dimensione femminile, cioè alla totalità.
Le sono risuonati poi in mente i versi di Dante che nel Paradiso chiama la Maria cristiana
"Vergine Madre, figlia del tuo figlio/umile e alta più che creatura/termine fisso d'etterno consiglio/tu se' colei che l'umana natura/nobilitasti sì, che 'l suo fattore/non disdegnò di farsi sua fattura.",
esaltandone la maternità umana e divina insieme. Elena tornata a casa si porta dentro l'immagine della Madonna e si rende conto di non avere mai pensato a lei come l'ultima incarnazione di quelle dee madri proprie dell'umanità prima dell'avvento del patriarcato, ma come una madre vera nella quale è facile riconoscerci e ritrovarsi nella complessità del suo compito di madre, simbolo della grazia e mater dolorosa.

Donna dolce e forte

Specialmente da quando era diventata mamma di due figli, Elena aveva sempre sentito molto vicino la figura di Maria, la sua femminilità dolce e forte ad un tempo ed aveva cercato di prenderla a modello.
Maria come lei aveva portato in grembo un figlio, lo aveva partorito, allattato, curato; forse anche lei aveva desiderato per lui una vita "perfetta", come tutte le madri del mondo, pur sapendo che il suo era un figlio speciale, nato per salvare l'umanità.
Il parroco nel corso della predica aveva parlato di Gesù come figlio misterioso di Maria, in quanto non conoscibile a fondo perché divino, ma forse i nostri figli mortali non sono altrettanto misteriosi alla loro stessa madre?

Figli-barometro

Lo sa bene Elena, i cui figli fin dalla nascita erano stati i protagonisti della sua vita, le figure centrali, il suo barometro! Da quando erano cresciuti però era stato molto più difficile poiché avevano cominciato ad avere bisogno di lei in un modo diverso, meno gratificante, meno diretto, meno corporeo, più difficile da soddisfare.
Quando poi l'amore era entrato nelle loro vite, lei aveva dovuto imparare a farsi da parte e a dividerli con altri: non era però così facile e scontato nonostante le letture di manuali di psicologia, o razionali discorsi di autoconvincimento.
E' difficile gestire il distacco dai figli, quando la loro necessità di separarsi da te li rende irritanti, scostanti, contestatori: devi imparare ad aiutarli a lasciarti, a costruirsi una loro identità mentre in realtà, dentro di te, con senso di colpa, ti accorgi che sarebbe l'ultima cosa che vorresti avvenisse ed allora ti senti inadeguata e confusa.
Elena pensa che forse si era sentita così anche Maria, ritrovando fra i dottori nel Tempio non il bambino che aveva smarrito, ma un Gesù improvvisamente cresciuto.

Neanche un grazie…

"I figli sono così, sono figli"- dice spesso una saggia amica di Elena - "Si aspettano tutto da una madre, senza neanche chiedere, senza ringraziare, normalmente, come quando succhiavano da lei il latte e strillavano quando non c'era!".
Sa che la maternità è un investimento a lunga scadenza e che i frutti non sempre sono quelli che ti eri immaginata e nuovamente ripensa alla Madonna, che pur essendo stata scelta quale benedetta fra le donne, aveva pagato con molta sofferenza questo suo privilegio e prima della Resurrezione di suo figlio aveva dovuto affrontarne la crocifissione.
La sera Elena pensa ancora all'immagine della vetrata. Al buio non sarà più visibile, ma la sua luce le è scesa nel cuore dolcemente, è la luce di Maria, celeste madre di tutti noi, la luce della Vergine Madre.

                                     Francesca Zanetti - redazione.rivista@ausiliatrice.net



     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 6  
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