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 MARIA NEI SECOLI: ANTONIO ROSMINI (1797-1855)

 PARLERO' SPESSO DI TE, MARIA


Scorrendo l'elenco dei santi dell'epoca contemporanea, non è facile trovare un filosofo. Anche per questo motivo la figura del beato Antonio Rosmini Serbati, (1797-1855) sacerdote, filosofo, scrittore, fondatore di istituti religiosi, è degna di attenzione. Vissuto nel secolo XIX, questo sacerdote pio, umile e zelante, si è distinto per la dottrina esposta in opere poderose, frutto di lunga meditazione e vasta cultura. In esse sono contenute opinioni filosofiche non sempre condivisibili, ma sempre ispirate dal sano principio che la retta ragione e la fede autentica operano in armonioso accordo.

Stimato da personaggi illustri

Personaggi illustri lo hanno molto stimato, come lo scrittore Alessandro Manzoni, che lo assistette in tempo di morte; il Papa Pio IX che chiese la sua consulenza teologica prima di proclamare il dogma dell'Immacolata Concezione; il nostro don Bosco che dall'Abate Rosmini ricevette sempre sostegno morale e materiale. Amava moltissimo la Chiesa e, quando l'autorità ecclesiastica non ritenne vantaggiosa la lettura di un suo opuscolo, intitolato "Sulle cinque piaghe della Chiesa", anziché ribellarsi superbamente come, talvolta, reagiscono certi teologi moderni, egli con umiltà si sottopose al giudizio subito. Per contribuire al bene delle anime fondò un doppio istituto religioso, maschile e femminile, che volle porre sotto la protezione della Madonna Annunziata: l'Abate Rosmini, infatti, e i suoi primi compagni emisero i voti religiosi proprio il 25 Marzo.

Io parlerò spesso di Te

Un personaggio ricco di tante virtù non poteva che essere devotissimo della Madonna. Quando predicava, inculcava nei fedeli l'amore per la Madonna. Egli stesso formulò questo proposito: "Io parlerò spesso di te a questo popolo, lo formerò alla tua devozione". Rimase fedele a tale risoluzione. Alcuni suoi discorsi furono raccolti e stampati. In uno di essi tratta dell'importanza del Rosario. Alcune sue osservazioni sono utili anche a noi per apprezzare questa preghiera mariana. Per esempio, l'Abate Rosmini fa notare che la ripetizione delle "Ave Maria" nasce dal cuore perché "è costume dell'amore ripetere le stesse voci". In altre parole, se uno ama la Madonna, non si stanca mai di dirglielo! Nei Misteri del Rosario, inoltre, non solo c'è una sintesi degli avvenimenti più importanti della vita di Cristo, ma anche di quelli di ogni uomo, perché nell'esistenza di ciascuno di noi si alternano momenti di gioia e momenti di dolore, tempi di luce e tempi di oscurità. Il Rosario, infine, come rileva il nostro autore, che fu anche uno storico ben preparato, ha impetrato la protezione del Cielo in momenti di grande pericolo per la Chiesa intera. Invocando la Madonna con questa preghiera a Lei molto gradita, si ottengono strepitose vittorie contro i peggiori nemici, cioè quelli dell'anima. Il nostro Abate non solo conosceva perfettamente la Bibbia, ma aveva letto anche il libro religioso dei Musulmani, il Corano, in cui si tesse più volte l'elogio di Maria, Madre di Gesù. Il Rosmini pone una domanda pertinente ed interessante: Maometto e i suoi primi discepoli, vissuti nel VII secolo in Arabia, da chi attinsero queste notizie? La risposta è inequivocabile: dai Cristiani che vivevano in quella regione. Pertanto, la verginità e la Concezione Immacolata di Maria, attestate persino in quel libro, sono verità di fede antichissime, testimoniate persino dai non Cristiani!

Commento al Magnificat

L'Abate Rosmini, in uno dei suoi discorsi poi dato alle stampe, commenta il Magnificat. Giustamente considera questo inno di lode una sorta di profezia o anticipazione del Vangelo annunciato da Gesù. Infatti, nel suo cantico la Madonna compendiò il tema del Vangelo: la salvezza degli uomini da parte del Padre e la sua predilezione per i piccoli, gli umili, i poveri. In altre parole, dal canto del Magnificat si apprende, dietro l'insegnamento del Rosmini, che la Madonna è stata la più grande profetessa. Questa la sua spiegazione: "Ella dunque già ode col suo spirito ciò che il suo Figlio avrebbe predicato agli uomini, ne sente l'efficacia, ne prevede gli effetti come fossero oramai compiuti". Il Beato Rosmini morì con un solo rimpianto, quello di non aver composto una trattazione completa sulla Madonna che aveva progettato di inserire in un suo saggio di antropologia per mostrare come la creatura umana perfetta è Maria Santissima: a Lei ogni uomo ed ogni donna possono e devono ispirarsi per diventare migliori.

                                    Roberto Spataro - spataro.rivista@ausiliatrice.net


Reputiamoci pienamente felici, se otteniamo per favore singolarissimo della Vergine di vivere in modo da piacere a Gesù (B. Antonio Rosmini Serbati).

Ho sempre nutrito e nutro tuttora la più schietta e leale venerazione per l'Istituto della Carità e pel veneratissimo suo fondatore [Antonio Rosmini] (Don Bosco).


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 6  
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