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 ARCHIVIO RMA 2013: Maria - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Esperienze .....

IN CAMMINO CON MARIA:  Da 'Ecco concepirai' a 'Ecco tuo figlio'


La "peregrinazione della fede" di Maria, da Nazaret al Calvario. Lei accoglie ogni figlio affidatole dal Figlio e lo introduce nel suo cuore materno, per sempre.


Maria, la Theotókos, la Madre di Dio, è l'"epifania" delle sorprese d'amore più sconcertanti di Dio fatte all'umanità. L'esperienza unica e prodigiosa di generare nella carne l'Autore della vita ha riempito di stupore la stessa Maria. La Chiesa riconosce in questo mistero il primo e fondamentale dogma su Maria e per secoli lo contempla nella liturgia. Maria è Madre di Dio. È l'unica in tutto l'universo e in tutta la storia umana a poter dire, rivolta a Gesù, ciò che gli dice il Padre Celeste: "Tu sei mio Figlio; io ti ho generato!" (Sal 2,7; Eb 1,5).
Ma per Maria l'essere madre non è una realtà statica che si acquista una volta per sempre. Lungo la sua "peregrinazione della fede" ella ha fatto un cammino di crescita e di maturazione nella sua maternità vivendo tutta una gamma di sentimenti materni. C'è l'attesa silenziosa, la gioia intima alla nascita e l'amore di tenerezza verso il figlio neonato, la soddisfazione e la fierezza nel presentarlo ai pastori e ai magi. C'è il dolore della fuga e dell'esilio. C'è il misterioso preannuncio della spada che le trafiggerà l'animo. C'è la dolcezza d'intimità negli anni di Nazaret, educando Gesù che "cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Lc 2,52). C'è, poi, l'esperienza difficile e sconcertante dello smarrimento di Gesù dodicenne nel tempio. Anche nel corso della vita pubblica di Gesù l'unione della madre con il figlio continua a svilupparsi e ad approfondirsi E proprio sul Calvario, assistendo alla morte del figlio, la maternità di Maria raggiunge la sua dilatazione più ampia e il culmine supremo.

Sempre e tutto per amore

La morte in croce è il segno più sorprendente dell'amore di Dio per l'umanità. È già un evento di inconcepibile grandezza che Dio si faccia uomo, un creatore che si metta a livello delle sue creature; è sorprendente che questo Dio fatto uomo abbia voluto condividere non solo il lato più bello dell'uomo, ma anche il lato più oscuro, ha sofferto dolore fisico, psicologico e spirituale nella sua esistenza umana. Lo stupore arriva al culmine quando vediamo che questo Dio che è immortale, che è la vita stessa, abbia voluto fare una cosa così contraria a sé: morire da uomo. E quale morte? La morte più dolorosa, più ignominiosa esistente a quel tempo, una morte che è legata alla maledizione, una morte da peccatore. Tutto questo per amore! Un amore "fino alla fine", dice Giovanni (Gv 13,1), un amore oltre ogni limiti e misura, un amore che "sorpassa ogni conoscenza" (Ef 3,19), un amore che arriva alla "follia" e allo "scandalo" (1Cor 1,23), dice Paolo. Ecco perché la croce è il punto di attrazione verso cui Dio attira tutti a sé (cf Gv 12,32). Ecco perché la croce è la massima e la più sorprendente rivelazione di Dio che è amore.

Una moltitudine di figli

Innalzato sulla croce, il figlio di Dio si rivela "il primogenito tra molti fratelli" (Rm 8,29); intorno a lui si radunano in unità tutti "i figli dispersi di Dio" (Gv 11,52), e Maria si scopre madre di una moltitudine di figli. È Gesù che glieli affida. L'avanzare nella "peregrinazione della fede" è per Maria contemporaneamente un avanzare nello sviluppo della sua maternità. Come la peregrinazione della fede culmina nell'evento pasquale del Figlio, così anche il cammino di maternità.
A Nazaret Maria iniziava il suo cammino di fede e di maternità accettando il progetto misterioso di Dio: "Ecco concepirai un Figlio"; ora è questo Figlio che le propone una nuova maternità universale. Il racconto di Giovanni termina con: "E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa" (Gv 19,27). Da quel momento, mentre l'umanità redenta accoglie la Madre, Maria accoglie ogni figlio affidatole personalmente dal suo Figlio e lo introduce nel suo cuore materno, per sempre.

                               Maria Ko Ha Fong fma - kohafong.rivista@ausiliatrice.net     



     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 6  
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