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ARCHIVIO RMA 2013 : ESPERIENZE - INTERVISTE - AVVENIMENTI - FATTI -.... ecc.
MAMME SULLE ORME DI MARIA : Aiutami a rinascere

Dar la vita ad un figlio è un grande gesto di amore, aiutarlo a rinascere è un atto di fiducia e di speranza:questa è la storia di Emilia.


Per una donna la nascita di un figlio è un momento fondamentale ed indimenticabile nella propria esistenza, una data così importante da essere utilizzata per un personale conto degli anni, simile all'ante e post Christum natum del calendario cristiano, il sistema di datazione nel cui centro viene posta la nascita di Gesù.
Emilia ha avuto tre maternità, ma sicuramente è stata la nascita della sua secondogenita, Anna, la pietra miliare della sua vita.
Una grave malattia contratta nei primi mesi e poi superata, portò Emilia a seguire con particolare attenzione ed apprensione la crescita della bimba: allora non sapeva che col tempo, questo sarebbe stato il comportamento abituale della sua relazione con Anna!
L'infanzia e l'adolescenza di Anna sono trascorse serenamente in una famiglia unita ed allegra,
gli studi scolastici davano ottimi risultati e tutto sembrava normale.
Quanto c'è però di vero nella normalità e quanto invece è solo apparenza?

Lo specchio incrinato

Spesso Emilia mi ha parlato del momento in cui la sua normalità si incrinò e, come a frattura su uno specchio, gradatamente si allargò sino a dilatarsi su tutta la superficie segnandola indelebilmente...
Un giorno Anna interruppe il suo corso di studi ed iniziò una vita disordinata ed irregolare: stava molto fuori casa, tornava tardi la sera, poi iniziò ad assentarsi per giorni interi.
Emilia cercò in tutti i modi di parlarle, di capire da cosa fosse causato questo cambiamento. Si mostrò ora comprensiva ora severa, senza però ottenere nulla, dolorosamente cosciente che Anna le stava sfuggendo di mano come quando, piccolissima, era stata sul punto di morire.
Durante quel disastrato periodo,poiché, come dice il proverbio "Le disgrazie non vengono mai sole"il marito di Emilia iniziò ad avere seri problemi di cuore che nel giro di pochi mesi lo portarono alla morte ed Anna rimase incinta!
La nascita della nipotina le diede una forza inaspettata perché ella sperava che proprio attraverso questa creatura, sua figlia avrebbe ripreso in mano la sua vita e sarebbe finalmente cresciuta.
Non fu così, anzi le cose peggiorarono ancora.
Anna finì nel terribile giro della droga, si dimenticò di tutto e di tutti, anche della sua bambina che fu legalmente affidata alla nonna, una nonna che per la quarta volta diventava madre.
Emilia però non dimenticò sua figlia e neanche per un attimo prestò attenzione a chi la consigliava di chiudere la porta a questa ragazza irresponsabile che creava tante sofferenze.
Aveva ben chiaro il modello a cui ispirarsi, quello di Maria: come la Madre Celeste ama tutti i suoi figli, non li abbandona e non nega mai il suo aiuto, così Emilia aveva deciso che, nonostante tutti e tutto, avrebbe sempre fatto sentire a sua figlia che lei ci sarebbe stata e che non l'avrebbe mai abbandonata.

Un'inaspettata telefonata

Da sporadiche notizie era riuscita a sapere che sua figlia si trovava ad Amsterdam e da lì un giorno ricevette una telefonata.
Anna aveva sentito l'esigenza di ringraziarla perché si occupava di sua figlia, in seguito ad una scena che aveva visto e che l'aveva colpita molto: una coppia di ragazzi sbandati come lei che sistemavano la loro bambina su una panchina con un panino per poi andarsene in giro a procurarsi la droga.
"Come vorrei che tu mi potessi far rinascere, mamma!" furono le parole con cui si concluse la telefonata.
Rinascere non è una cosa facile, vuol dire buttarsi alle spalle la vita passata e guardare con nuovi occhi quella futura ma Emilia si prefisse di realizzare con ogni mezzo il desiderio della figlia, come quando neonata era riuscita con le sue preghiere a strapparla alla morte.
Anna ritornò a casa, trovò la porta ed il cuore di sua madre aperti per accoglierla e la sua bambina.
Lei però non era ancora pronta.
Sostituì la droga prima con l'alcool e poi con gli psicofarmaci, fu seguita da specialisti ed entrò in una comunità sempre seguita da Emilia.

Una donna nuova

Sono passati molti anni da allora: Anna si è ripresa e lavora, pur con le sue insicurezze e fragilità.
Sua figlia è diventata una bella ragazza con la quale ha un rapporto conflittuale poiché entrambe non hanno mai sperimentato in concreto il rapporto madre-figlia : tutte due hanno un'unica madre,Emilia.
Quello che mi colpisce quando parlo con questa splendida mamma è il sentire come, nonostante sia passato tanto tempo, si ponga ancora delle domande su che cosa lei abbia sbagliato nell'educare sua figlia e se davvero abbia fatto tutto il possibile per lei.
La rassicuro dicendole che può essere molto orgogliosa della rinascita di Anna, proprio come se l'avesse "partorita due volte".

                                   Francesca Zanetti - redazione.rivista@ausiliatrice.net


       RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2013 - 5  
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