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        ARCHIVIO RMA 2013 : Maria di Nazaret - Mariologia - Spiritualità Mariana - Esperienze ... ecc.

         MARIA NEI SECOLI:  Gabriele dell'Addolorata e Maria

La Chiesa è bella per la bellezza dei Santi: come Elisabetta e Gabriele, morti a soli 24 anni. Gabriele fu "convertito" da un invito di Maria. Entrato tra i Passionisti, fu sempre molto devoto della Madonna. Diceva: ?Maria è il luogo più sicuro che ci sia?.


La Chiesa, grazie ai suoi santi, appare sempre bella. Quando i santi sono anche giovani, la Chiesa è bellissima. A 24 anni, conclusero il loro pellegrinaggio terreno una stupenda ragazza francese, la beata Elisabetta della Trinità, ed un ragazzo straordinariamente devoto di Maria, San Gabriele dell'Addolorata. Aveva assunto questo nome dopo essere entrato nella Congregazione religiosa dei Passionisti. Prima si chiamava Francesco, anche se per i suoi familiari era stato sempre "Checchino".

Segui la tua vocazione

Suo papà ricoprì cariche importanti nell'amministrazione dello Stato Pontificio perché, quando Francesco nacque, in Italia esistevano ancora gli Stati pre unitari. Visse infatti dal 1838 al 1862. Era intelligente e avvenente, gli piaceva indossare abiti eleganti e divertirsi in compagnia degli amici, al punto che lo avevano soprannominato "il ballerino". Tuttavia, di animo buono e generoso, sentiva che il suo cuore rimaneva insoddisfatto e che era chiamato da Dio a compiere altre scelte. Esitò fino a quando, il 22 Agosto 1856, durante una processione mariana, mentre seguiva con lo sguardo l'immagine della Madonna, avvertì distintamente una voce che lo esortava: ?Segui la tua vocazione?.

Da Francesco a Gabriele dell'Addolorata

E così con gioia abbracciò la vita consacrata anche se, a causa della morte prematura, non poté diventare sacerdote. Non si pentì mai della scelta fatta, come si evince dalle lettere scritte al padre. In una di essa afferma: ?Quanta più dolcezza si prova nell'ora di preghiera dinanzi a Gesù Sacramentato e alla sua Santissima Madre che non in serate intere in teatri e sale illuminate!?.
In segno di amore alla Madonna volle assumere un nome mariano, composto da quello di Gabriele, come l'Arcangelo che portò l'annuncio della nascita del Figlio di Dio, e di "Addolorata". Intuì infatti che i dolori di Maria Santissima nella Passione di Cristo l'hanno resa un'Avvocata potente che intercede incessantemente per la salvezza degli uomini. Ecco le sue parole: ?Se avremo Maria con noi, avremo tutto; se ci mancherà ella, ci mancherà tutto. Se ci proteggerà Maria, saremo salvi; se ella ci abbandonerà, saremo dannati?. Secondo san Gabriele, chi contempla i dolori della Madre può penetrare nel mistero dei dolori del Figlio. In questo senso, egli è stato un autentico teologo: per capire chi è Gesù e che cosa ha fatto per noi, bisogna capire chi è Maria e il suo ruolo nella storia della salvezza.

Maria, il "luogo" più sicuro

Praticò perciò una devozione molto fervorosa alla Madonna ed incoraggiava tutti a seguire gli insegnamenti di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, il grande teologo mariano vissuto nel secolo precedente al suo. In particolar modo, gli piaceva ripetere questo pensiero già formulato da Alfonso: ?Se si unisce l'amore che tutte le madri portano ai figli, tutti gli sposi alle spose, e tutti i santi e gli angeli ai loro devoti, esso non giunge all'amore che Maria porta ad un'anima sola?.
Suggeriva pertanto di compiere gesti di devozione semplici ed ancora oggi molto graditi alle anime mariane, come la "visita a Maria", portarsi cioè dinanzi ad un'immagine della Madonna per manifestare affetto e fiducia in Lei. Al fratello Michele proponeva di recitare quotidianamente il Rosario, che definiva originalmente un "atto di cortesia", un gesto di gentilezza verso la Madre di Dio. L'autentica devozione mariana, naturalmente, secondo San Gabriele dell'Addolorata, esige la lotta al peccato e l'impegno di una vita virtuosa: ?Amiamo Maria - scrive - ma non già con qualche devozioncella, e poi crocifiggiamo il suo Figliolo. Sappiamo fare qualche sacrificio anche grande per non disgustare il suo cuore?.
Il segreto della santità di Gabriele dell'Addolorata consiste nell'aver fatto dimorare il suo cuore , cioè i suoi affetti, le sue speranze e le sue preoccupazioni, nel cuore di Maria. Ed è questo il suo messaggio più consolante: ?Non vi è luogo più sicuro per nascondersi del seno di Maria. Entra anche tu nel luogo tranquillo di questo castello?.

                                   Roberto Spataro : spataro.rivista@ausiliatrice.net


1 - Oh quanto sarebbero più tranquilli i nostri sonni, più lieti i nostri giorni, un paradiso insomma il nostro vivere, se ci abbandonassimo completamente nelle mani di Maria (San Gabriele dell'Addolorata).

2 - La gioia cristiana è la nota caratteristica di San Gabriele dell'Addolorata. Cari giovani, diffondetela dove vivete o svolgete la vostra attività (Beato Giovanni Paolo II).
                                                                                                 



     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 4  
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