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        ARCHIVIO RMA 2013: Maria - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Esperienze ecc.

IN CAMMINO CON MARIA:  CERCARE GESU' CON ANSIA

Dal gesto materno di avvolgerlo in fasce all'angoscia per averlo smarrito a Gerusalemme, dal non comprendere le sue parole al capire che non è soltanto figlio suo.


Nel racconto della nascita di Gesù, Luca riporta il gesto delicato di Maria: "Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia" (Lc2,7). È un gesto semplice che esprime tutto l'affetto materno, tenero e rispettoso di Maria verso questo bambino che è figlio di Dio e figlio suo. Secondo gli usi del tempo, le fasce strette proteggono la spina dorsale del bambino dai possibili danni e l'aiutano a crescere diritto. Quando poi l'angelo annuncia la buona notizia della nascita del bambino ai pastori, darà loro questo come segno: "Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,13). Venti secoli sono passati e ancor oggi nelle nostre scene natalizie il bambino si presenta con questo segno dell'amore e della madre. A Betlemme, Maria insieme a Giuseppe si trova coinvolta in questo mistero nascosto da secoli nella mente di Dio e che è diventato realtà davanti ai loro occhi: "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14). Maria e Giuseppe sono i primi testimoni di questa nascita, avvenuta in condizioni umili e poveri, primo passo di quell'"annientamento" (cf Fil 2,5­8), che il Figlio di Dio liberamente sceglie per la salvezza di tutta l'umanità. E questo bambino è affidato alla loro cura. Quando la vita del bambino è minacciato da Erode, Maria e Giuseppe intrapresero con coraggio la fuga in Egitto, sfidando i pericoli e la fatica, i disaggi della migrazione e dell'esilio, affrontando l'ignoto e l'incerto.

Un chiaro legame con il mistero pasquale.

L'amore tenero, la cura delicata, la protezione premurosa della madre espresse nel momento della nascita accompagnerà il figlio in ogni fase della vita. Il lungo periodo della vita "nascosta" a Nazaret, durante il quale Gesù si prepara alla sua missione messianica, è riassunto da Luca in poche parole. Egli racconta un solo episodio della vita di Gesù adolescente: quello della Pasqua a Gerusalemme, quando Gesù aveva dodici anni. La narrazione è incorniciata da due versetti che sottolineano l'idea della crescita di Gesù: "Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era sopra di lui" (Lc 2,40). "Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Lc 2,52). Per la cultura ebraica, l'età di dodici anni rappresenta l'inizio dell'età matura di ogni essere umano. Si tratta di una svolta nella crescita di Gesù. Il suo viaggio alla città santa in occasione della pasqua segna una tappa della sua vita, è l'anticipazione di un altro viaggio a Gerusalemme che culminerà nella sua Pasqua.

L'episodio segna anche la crescita della madre. Per tre giorni Maria e Giuseppe lo credevano perduto e lo cercavano "con ansia". Lo trovarono a Gerusalemme, nel tempio, in mezzo ai dottori della legge, con i quali dovrà poi più volte dibattere rivelando il vero volto di Dio che è amore e misericordia. Tutto l'episodio mostra un chiaro legame con il mistero pasquale. In maniera analoga, tre giorni dopo la morte di Gesù, ai discepoli addolorati e smarriti sarà annunciato che è inutile cercare il maestro tra i morti: egli è vivo, risorto, innalzato alla gloria del Padre.

Anche Maria ha un "deve" nelle cose del Padre

Ritrovato Gesù nel tempio, Maria gli fa una domanda scaturita con naturalezza dal suo cuore di madre: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo" (Lc 2,48) Nel "perché" di Maria è il riassunto di tanti perché dell'umanità intorno al mistero della croce e l'angoscia di tante persone che cercano faticosamente Dio. Alla domanda della madre, Gesù dà per risposta due altre domande: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" (Lc 2,49). Egli ha un "deve" nel disegno del Padre, con la crescita in età e in sapienza egli cresce soprattutto nella coscienza della sua missione. C'è poi un versetto che colpisce i lettori del racconto lucano: "Ma essi (Maria e Giuseppe) non compresero le sue parole". Il piano di Dio trascende ogni comprensione umana. "Persino colei, alla quale era stato rivelato più a fondo il mistero della filiazione divina, la madre, viveva nell'intimità con questo mistero solo mediante la fede!", commenta Giovanni Paolo II (Redemptoris mater 17). Stando a fianco del figlio e vivendo in intima unione con lui, insieme alla dolcezza e la gioia singolare Maria sperimenta anche l'oscurità della mente e la fatica del cuore, avanza gradualmente nella "peregrinazione della fede". Giorno dopo giorno Maria cresce nell'accoglienza dell'identità di Gesù ­ questo figlio che ella ha avvolto in fasce alla nascita non è soltanto figlio suo ­ e cresce nella consapevolezza d'essere anche lei depositaria del mistero di Dio; lo sapeva sin dal momento dell'annuncio dell'angelo, ora tutto appare più vivo e reale, e allo stesso tempo più duro e più incomprensibile. Accanto al suo Figlio, anche Maria ha un "deve" nelle cose del Padre.

                               Maria Ko Ha Fong fma - kohafong.rivista@ausiliatrice.net     



     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 4  
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