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        ARCHIVIO RMA 2013: Maria - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Esperienze ecc.
         IN CAMMINO CON MARIA:  Maria, un mano tesa tra Terra e Cielo

Con amore materno e fiducia incrollabile nella Parola di Dio, la Madonna guida e sostiene i cristiani lungo la strada che conduce al Signore.


Maggio, mese dedicato tradizionalmente a Maria, è per molti cristiani occasione privilegiata per esprimere devozione nei confronti della mamma di Gesù. Devozione guardata talora con sospetto da cristiani di confessioni diverse da quella cattolica, che giudicano teologicamente discutibili alcune manifestazioni di religiosità che - a ben vedere - sono più spesso frutto d'ignoranza che di malafede.

L'amore materno e la paura di Dio

In materia di devozione mariana la teologia cattolica è cristallina: pregare e invocare la Madonna non è un'alternativa a pregare e a invocare Dio. Maria, infatti, non è una dea ma una creatura: una donna che si è affidata con totale fiducia al Signore e che la Chiesa cattolica non si stanca di indicare come modello da imitare per avvicinarsi a Gesù. Una donna straordinaria, ma pur sempre una creatura.
Il suo compito, sempre secondo i teologi, è ridurre la distanza che separa i cristiani da suo figlio Gesù, Salvatore del mondo, solo e unico mediatore - con lo Spirito santo - tra l'Umanità e il Padre.
Maria è simile a una mano costantemente protesa verso tutti coloro che continuano a credere nelle false rappresentazioni di Dio come Padre distante e inarrivabile e di Gesù come fratello troppo esigente e difficile da seguire. Un'immagine ben nota anche alla psicologia, che non si stanca d'indagare nel profondo le analogie e le differenze che caratterizzano l'amore paterno e l'amore materno: esigente e sempre sul punto di chiedere conto di quanto fatto il primo; accogliente e incondizionato il secondo.
Contemplando tale dinamica con tenerezza, il Signore sembra quasi constatare: "I miei figli hanno paura di me ma non di Maria: a lei si avvicinano più facilmente". E Maria, instancabile, accoglie chiunque si rivolga a lei.

Una fede semplice e concreta

Le caratteristiche che consentono a Maria di svolgere il ruolo di "co-mediatrice" tra cielo e terra sono essenzialmente due: la vicinanza materna e la testimonianza di una fede incrollabile nella Parola di Dio.
Attraverso la vicinanza materna, nutrita d'affetto, dolcezza e tenerezza, Maria sembra voler rassicurare la psiche profonda dell'uomo ricordandogli: "Dio ti è vicino e s'interessa a te. Io lo so, perché ho sperimentato quanto il Signore ami le proprie creature!".
Attraverso la testimonianza della propria fede nella Parola di Dio - invece - Maria pare rassicurare chi si rivolge a lei dicendo: "Fidarsi di Dio è cosa buona e giusta. Qualunque situazione tu viva, se confidi nel Signore non hai nulla da temere".
Non si tratta - però - solo di parole, perché lei di Dio si è fidata davvero!
Se immaginiamo quanto Maria abbia confidato nel Signore ci colgono le vertigini. Ragazza di Nazareth, paese sperduto e occupato militarmente dai romani, di quali sogni avrebbe potuto riempire il proprio futuro? Per le sue coetanee realizzasi significava dare un figlio a una persona importante e avere di che vivere. Maria, con semplicità e fiducia, mette la propria verginità - il bene più importante e prezioso che possiede - nelle mani del Signore. E ne riceve in cambio una maternità al di sopra di o
gni altra: concepisce e da alla luce Gesù, il Figlio di Dio.

I mille volti della devozione mariana

È allora giusto che i cristiani esprimano la propria devozione nei confronti di Maria. A patto di non venerarla come una dea e di non inciampare nei lacci della superstizione, che fa domandare ad alcuni se sia più conveniente pregare la Madonna di Lourdes o quella di Fatima o se si ottengano più grazie invocando la Madonna d'Oropa o la Consolata… Perdendo di vista il fatto che la Madonna non è un distributore automatico di favori e che Maria è sempre e comunque una sola.
La cosa migliore - come suggeriscono i padri spirituali - è che ciascuno si senta libero di venerare la Madonna che nel proprio intimo sente più vicina. L'attrazione verso una particolare qualità di Maria, infatti, rappresenta non di rado un monito e un insegnamento.
Attraverso la devozione all'Immacolata - per esempio - il Signore può invitare i cristiani a intensificare il proprio cammino di fiducia e di fedeltà spirituale, dal momento che "Immacolata" significa che Maria ha sempre detto sì a Dio. Attraverso l'Ausiliatrice o la Consolata può invece suggerire che è giunto il momento di cominciare a essere d'aiuto ai fratelli o di ascoltare e consolare chi ha smarrito se stesso e stenta ad andare avanti.
Lungi dall'essere residui del passato, le molteplici devozioni a Maria possono allora rappresentare un tesoro di fede importante e in grado di aiutare i cristiani a comprendere sempre meglio se stessi e la strada che il Signore propone loro.

Ezio Risatti, Preside dells SSF Rebaudengo
e psicoterapeuta - redazione.rivista@ausiliatrice.net                               



     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 3  
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