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  ARCHIVIO RMA 2013 : ESPERIENZE - INTERVISTE - AVVENIMENTI - FATTI -.... ecc.
 
MAMME SULLE ORME DI MARIA : Un bambino e basta
La storia di una mamma che come Maria decide di dare alla luce un figlio "diverso" e così è nato Marco, per la medicina bambino Down, ma per tutti quelli che lo amano solo un bambino

Vi sono persone che si caratterizzano per la voce o il modo di gesticolare o l'andatura o per il tipo di risata…R. ha sempre avuto come "segno distintivo" un sorriso triste. A distanza di tempo, ripensandoci, forse quel suo sorriso mai pieno, mai completamente sereno e gioioso preannunciava il grosso dolore che le avrebbe cambiato la vita.
Ho conosciuto R. sul lavoro, una giovane donna bionda, fragile e minuta. L'ho vista sposarsi, diventare madre di un bel bambino ed alcuni anni dopo ho condiviso con lei il desiderio di un secondo figlio che però si faceva attendere.
Fin da giovane aveva pensato di formarsi una famiglia numerosa, lei che era figlia unica ed inoltre pensava che la nascita di un fratellino avrebbe aiutato a crescere il piccolo Luca, vivacissimo, molto testardo e un po' troppo accentratore delle attenzioni di tutta la famiglia.
Un bel giorno, finalmente R. scoprì di essere rimasta incinta.
Ce lo disse con il suo solito modo composto e con il suo sorriso misurato, nonostante la gioia che provava, gioia che purtroppo durò per poco tempo…infatti le analisi di controllo evidenziarono che il suo bimbo era affetto dalla sindrome di Down.

Scegliere la vita

Quel bimbo tanto voluto portava in sé un dramma che sconvolse l'animo di R.e la pose di fronte a mille perché, a dubbi ed interrogativi: se da un lato la medicina le dava un'opportunità di scelta, dall'altro la sua coscienza ed il suo credo religioso le chiedevano di andare ugualmente avanti e di scegliere la vita per questo bambino.
R. pensò che anche Maria aveva partorito un bambino "diverso", un figlio che sin da piccolo aveva portato sulle spalle il peso di un'umanità dolente e peccatrice, un figlio che l'aveva lasciata per andare a svolgere il suo compito, che l'aveva fatta soffrire tanto con il suo stesso soffrire e morire.
Maria,la ragazza di Nazareth, fin dall'Annunciazione aveva accettato pienamente quel figlio con un atto di obbedienza, di fede e di amore e così fece anche R. Marco nacque durante l'estate: era bellissimo, biondo, con gli occhi azzurri ed un faccino tondo.
L'ho visto nella sua cullina trasparente, uguale a quella degli altri bimbi nati in ospedale, con il suo braccialetto identificativo, con le manine piccole e la pelle un po' rugosa come hanno tutti i neonati.
La sua mamma però, vedeva in lui solo quella "diversità" che tanto l'aveva spaventata e la spaventava e, guardandolo con tristezza, mi confidò che temeva che l'averlo voluto far nascere nonostante tutto e tutti, fosse stato un atto di egoismo, egoismo perché forse aveva fatto una scelta per lei e non per il bene del bambino!
Fui molto colpita da ciò che mi disse e capii come fosse incondizionato e profondo l'amore per quel bambino, tanto da farglielo scambiare addirittura per egoismo!

Oltre la "diversità"

Così anche R. intraprese la complessa ed impegnativa strada dei genitori di bimbi con difficoltà ma percorrendola, passo dopo passo, riuscì ad andare oltre la disabilità ed arrivare alla persona. Non si fermò a quella diagnosi secca e dolorosa che avevano fatto a Marco, al fatto che il suo bimbo era diverso e così R. scoprì giorno dopo giorno che oltre alla malattia c'era un bambino come tutti gli altri, con la sua gioia, la sua allegria, la sua affettuosità, la sua simpatia, il suo desiderio di comunicare, le sue risa e le sue lacrime: un bambino e basta.
Si rese conto che dietro alle tante difficoltà ed ai sacrifici che comportava l' occuparsi di Marco, dietro alle frustrazioni davanti a risultati sperati e non raggiunti, c'era anche la profonda soddisfazione di cercare di far emergere e sviluppare tutto il bello che il suo bambino racchiudeva in sé.
Decise poi di spiegare al suo primogenito le difficoltà di Marco per renderlo consapevole e farlo partecipe nel processo di crescita del fratellino. Era infatti convinta che anche lui dovesse farsi carico di questo sforzo, di questo atto di amore, anche se per ora, in un modo adatto alla sua tenera età, affinché i due fratelli si aiutassero a vicenda ad affrontare e superare gli ostacoli perché si cresce davvero solo quando ci si fa carico di un altro essere umano.

Sorriso "pieno"

Luca prese molto sul serio le parole della mamma, si impegnò nel seguire il fratellino, nell'aiutarlo, sostenerlo e ciò contribuì positivamente anche alla sua crescita, perché si responsabilizzò e migliorò moltissimo nei suoi atteggiamenti e comportamenti.
Ora Marco ha iniziato la prima classe, cresce sereno, molto amato da tutti poiché è un bambino allegro, simpatico e socievole. Ha fatto molti progressi, grazie alle sollecitazioni continue ed agli stimoli offertigli dalla sua famiglia. La sua mamma ha trovato un buon equilibrio, ha saputo tirare fuori una carica vitale eccezionale, inaspettata ripensando alla figurina fragile e delicata che avevo conosciuto anni fa, ed ora ciò che colpisce di più in lei è che, nonostante o forse grazie alle tante difficoltà affrontate e superate, il suo sorriso non è più velato di tristezza ma è luminoso e pieno di forza.

                  Francesca Zanetti - Redazione.rivista@ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 3  
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