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  ARCHIVIO RMA 2013: Maria nell'Arte - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Esperienze ... ecc.

MARIA NEI SECOLI:  La Madonna del latte, di Ambrogio Lorenzetti


Poco si conosce degli estremi anagrafici di Ambrogio Lorenzetti. Era nato a Siena verso il 1290, in una famiglia di artisti, suo fratello maggiore, Pietro, fu lui pure valente pittore che lavorò per chiese cittadine e per fabbriche importanti non senesi; di lui si ammirano gli affreschi nel transetto della chiesa inferiore di San Francesco ad Assisi.
Il testo pittorico più famoso di Ambrogio è l'Allegoria del Buon Governo e l'Allegoria del Cattivo Governo, affrescato sulle pareti della Sala dei nove nel Palazzo Pubblico di Siena, realizzato tra il 1337 e il 1340. Si tratta di uno dei primi manifesti di propaganda politica in un'opera medioevale.
Ambrogio, dopo aver ricevuto delle importanti commissioni nella città natale, come la Madonna con Bambino per la chiesa di Sant'Angelo di Vico l'Abate, firmata e datata 1319 e considera la prima opera certa.

Le realizzazioni a Firenze e Siena

In seguito visse a Firenze dove lasciò una testimonianza diretta nel Trittico di San Procolo, realizzato nel 1332, dove raffigura al centro la Madonna col Bambino tra i santi Nicola e Procolo. Sopra i tre panelli le cuspidi riportano il Cristo Redentore e i santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista riporta la Madonna col Bambino tra i santi Nicola (a sinistra) e Procolo (a destra). Sopra i tre panelli le cuspidi riportano il Cristo Redentore (al centro) e i santi Giovanni Evangelista (a sinistra) e Giovanni Battista (a destra).
Ritornato a Siena verso il 1335 lavorò con il fratello Pietro con il quale firma gli affreschi, oggi scomparsi,dello Spedale di Santa Maria della Scala.
Lavorò ancora con il fratello fino al 1336 e con la partenza per Avignone di Simone Martini diviene la personalità artistica di maggior spicco per Siena. Realizzò numerose opere per il contado senese nella stessa città natale, da Asciano con una Pala con la Vergine e il Bambino, San Michele Arcangelo e santi; con una Maestà per Massa Marittima fino agli affreschi per la rotonda dell'Eremo di Montesiepi, dove è conservata la spada piantata nella roccia da San Galgano, poco distante dalla celebre Abbazia.
Nel 1347 fu nominato membro del Consiglio dei Pacieri della città di Siena; carica che gli fu conferita forse a causa della sua notorietà. Ambrogio morì nel 1348, durante la famigerata peste nera che spopolò città e paesi per tutta l'Europa e distrusse intere botteghe di artisti.

La Madonna del Latte

La Madonna del latte, conservata nel Museo Diocesano di Siena e dipinta nel 1340 circa, è una delle realizzazioni sacre più alte di Ambrogio. È una tenerissima composizione dove la Madre tiene stretto a sé il piccolo Gesù e compie il gesto più umano e più impegnativo che una madre possa fare per suo figlio: lo sta nutrendo.
Maria è rivestita con abiti in uso a Siena all'epoca del pittore: un velo candido le copre la fronte e una cocca si avvolge attorno al collo, questo, a sua volta, è coperto da un mantello blu profilato con una elaborata balza d'oro. La tunica rossa ravviva la composizione e crea un contrasto con la carnagione della Vergine e con le carni del piccolo; la madre lo stringe a sé e lo tiene avvolto in un panno chiaro, che copre buona parte del corpicino, ma lo sgambettare soddisfatto del piccolo lo libera in parte dalla leggera coperta.
Le aureole che circondano il capo di Maria e di Gesù, se da un lato sacralizzano la scena dall'altro nulla valgono a diminuire la delicatezza del momento e l'intensa umanità del gesto che, per altro, non è neppure diminuita dalla puntuta cuspide della tavola e della cornice, tributo offerto all'impostazione tutta gotica del dipinto.
Il soggetto, molto diffuso fin ben addentro il secolo XV in tutto il mondo cristiano, con la riforma tridentina è stato letto, con spirito puritano, come una dissacrazione della divina maternità di Maria.
Lo stesso S. Carlo Borromeo tentò di ovviare al fatto facendo coprire alcuni particolari delle immagini più venerate e dissuadendo gli artisti a realizzarne di nuove dello stesso tema.

                                    Natale Maffioli - maffioli.rivista@ausiliatrice.net
                                                                  


     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 3  
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