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        ARCHIVIO RMA 2013: Maria - Mariologia - Spiritualità - Devozione - Esperienze ecc.

IN CAMMINO CON MARIA:  Dal Fiat al Magnificat

È un simbolo dell'itinerario di ogni cristiano che compie il suo pellegrinaggio della fede dall'adesione iniziale al progetto di Dio verso il pieno godimento della bellezza di questo progetto.


Nel racconto di Luca l'episodio dell'annunciazione e quello della visitazione sono collegate in continuità. "L'angelo partì da lei" e Maria "si mise in viaggio" (Lc 1,38-39). La tradizione cristiana, con grande intuito, ha conservato un sigillo dell'unità tra i due eventi. Nella preghiera dell'Ave Maria lodiamo Maria con le parole dell'angelo: "Ave, piena di grazia, il Signore è con te", congiunte a quelle di Elisabetta: "Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo seno". Dopo l'accoglienza del divino, Maria s'avvia verso gli altri. Mentre percorre in fretta le vie tortuose della montagna, dentro di lei si snoda un itinerario interiore di fede che va dall'adesione docile del fiat all'esplosione gioiosa del Magnificat, dall'essere visitata da Dio all'essere visita di Dio per altri. Maria unisce l'altissima contemplazione nell'incontro col mistero alla concretissima azione nell'esperienza del servizio, fonde in armonia il più grande trasporto nei confronti di Dio e il più grande realismo nel confronti del mondo e della storia.
La premura del cammino verso Ain Karim mostra lo stile attivo, intraprendente, creativo, risoluto di Maria. Il suo andare in fretta è immagine della Chiesa missionaria che, subito dopo la Pentecoste, investita dallo Spirito Santo, si mette in cammino per diffondere la buona novella fino agli estremi confini della terra. Paolo conosce bene questa fretta e la interpreta così: "È l'amore di Cristo che ci spinge" (2Cor 5,14).

Maria inaugura lo stile di Dio

Salendo sulla montagna, Maria sente di non essere sola. Il Figlio di Dio è presente, nascosto in lei. Luca descrive questo viaggio in chiara analogia con il trasferimento dell'arca dell'alleanza verso Gerusalemme, narrato in 2Sam 6,2-11. Il sobbalzare di Giovanni nel grembo materno richiama la gioia di Davide davanti all'arca, e le parole con cui Elisabetta saluta Maria riproducono da vicino l'esclamazione del re: "Come è possibile che l'arca del Signore venga da me?". Il saluto dell'angelo a Nazaret, "il Signore è con te", che Maria faticava a comprendere, ora si fa esperienza reale e convinzione profonda. Maria, Madre del Dio-con-noi, è ora l'arca della nuova alleanza, la nuova dimora di Dio, nuova trasparenza della presenza divina tra gli uomini, nuovo motivo di gioia per tutti.
Con il suo camminare per vie scomode per raggiungere l'altro a casa sua, Maria inaugura lo stile di Dio, lo stile di servizio, di abbassamento, di solidarietà verso chi ha bisogno. In lei il Dio incarnato si fa il Dio che entra nella trama umana e permea di sé anche la sfera del quotidiano. La salvezza acquista tonalità domestica. "Oggi devo entrare in casa tua", "Oggi la salvezza è entrata in questa casa" (Lc 19, 5.9): ciò che Gesù dirà più tardi nell'incontro con Zaccheo è in qualche modo realtà anticipata per mezzo di Maria.
Maria porta gioia e speranza. Dalla Galilea alla Giudea ella percorre lo stesso tratto di strada che più tardi avrebbe dovuto fare Gesù. Camminando in fretta sui monti, Maria evoca il celebre testo profetico: "Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di un lieto annuncio" (Is 52,7). La buona novella portata da Maria emana gioia contagiosa, fa esultare un bambino nel grembo materno, rende felice un'anziana. I bambini che nascono e gli anziani che giungono alla pienezza della loro vita si incontrano e si uniscono nell'esultanza lodando lo stesso Dio che è "amante della vita" (Sap 11,26).

Lungo tutta la sua vita Maria diffonde la gioia

Lungo tutta la sua vita Maria continua a moltiplicare e diffondere dappertutto la gioia pura di cui ella è ripiena, quella gioia scaturita dal saluto dell'angelo "Rallegrati Maria" e resa più intima e profonda dal suo fiat. Alla nascita di Gesù questa gioia si estenderà ai pastori di Betlemme attraverso l'annuncio dell'angelo: "Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo" (Lc 2,10). Portando Gesù nel tempio, Maria farà ancora trasalire di gioia l'anziano Simeone e la profetessa Anna. A Cana, poi, la gioia non verrà a mancare al banchetto delle nozze grazie a l'intercessione di Maria presso il suo Figlio. A Maria, portatrice della Buona Novella e madre del Dio della gioia, si potrebbe applicare la parola del salmista: "Al tuo passaggio stilla l'abbondanza [...], tutto canta e grida di gioia" (Sal 65, 12-14).
Dal fiat al magnificat è un simbolo dell'itinerario di ogni cristiano che compie il suo pellegrinaggio della fede dall'adesione iniziale al progetto di Dio verso il pieno godimento della bellezza di questo progetto, passando attraverso una "salita" graduale: il servizio, la gratuità del quotidiano, l'andare con sollecitudine verso chi ha bisogno, l'incontro di amicizia nella comunità, lo sforzo missionario nel portare Gesù in casa altrui, l'annunciare la buona novella con gioia suscitando gioia di salvezza nella gioventù che si apre alla vita.

                                Maria Ko Ha Fong fma - kohafong.rivista@ausiliatrice.net     



     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 3  
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