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  ARCHIVIO RMA 2013 : ESPERIENZE - INTERVISTE - AVVENIMENTI - FATTI -.... ecc.
 
MAMME SULLE ORME DI MARIA : Una lacrima dell'india
Questa è la storia di un'adozione travagliata e di due madri "lontane" che, come Maria ed Elisabetta, hanno in comune il mistero della maternità

Sri Lanka significa "Lacrima dell'India" ma per Claudia sicuramente si tratta di una "lacrima di gioia" poiché è da quest'isola dell'Asia che proviene la sua bambina, il cui nome in italiano vuol dire "Passerotto".
La storia di questa donna e di suo marito è simile a quella di molte altre coppie che intraprendono la strada dell'adozione, una strada impegnativa, lunga e difficile che mette spesso alla prova il loro desiderio di essere genitori.
Claudia aveva già provato la gioia della maternità ma la sua bimba era morta alcuni anni prima, a soli quattordici mesi. Un lutto che aveva sconvolto lei e tutti i suoi cari e li aveva resi consapevoli di come sia grande il posto occupato da un bambino che per tutti rappresenta il futuro, il domani e che invece poi scompare e non lo si vedrà crescere e diventare grande…

Figlio, non sostituto

Dopo i giorni dell'addio e del dolore giunsero per Claudia i giorni della speranza, speranza di sentire nuovamente in casa i suoni e gli odori legati alla presenza di un bambino e scorse nell'adozione il modo per realizzare il suo progetto.
Trovò molti ostacoli perché il suo desiderio di maternità fu interpretato come un desiderio di "far rivivere" la sua bambina, di colmare un vuoto e giudicato perciò negativamente.
Lei invece sapeva che non era così: la sua piccina non sarebbe mai stata "sostituita" da nessuno né il suo vuoto colmato: il desiderio di Claudia era invece quello di dare ad un altro bambino tutto l'amore che sentiva di avere ancora nel cuore e riceverne in cambio.
La domanda di adozione internazionale infine diede i risultati sperati: una bimba dello Sri Lanka attendeva lei e suo marito.
Andare incontro ad un figlio nato lontano da te non è certo facile, si può cercare di immaginare…
Claudia e suo marito lo avevano fatto molte volte, ma la realtà è tutt'altra cosa!
Non ci sono modelli di riferimento, te li devi costruire da solo attraverso un'esperienza che prima non avevi neanche mai pensato di fare.
Fortunatamente per noi però la vita è fatta di tante strade: alcune scorrono parallele, altre si incrociano per allontanarsi nuovamente e altre invece si fondono in un'unica grande arteria…
la loro passava per lo Sri Lanka.
La bambina era molto bella, con grandi occhi neri e pelle ambrata, aveva quattordici mesi: la stessa età della bimba di Claudia quando era morta. Tutto sembrava andare nel migliore dei modi!
Claudia si rese però conto di non aver valutato l'impatto che stava facendo su di lei il fatto che la bimba vivesse in famiglia, con la sua mamma e i suoi fratelli.
Eppure era a conoscenza della situazione fin dall'inizio, sapeva delle modalità di adozione che vigevano in certi paesi e riguardavano anche bambini che pur avendo una famiglia, vivevano in condizioni di estrema povertà.

Ladra di bambini?

Era più forte di lei: Claudia si sentiva una "ladra di bambini". Il dover quotidianamente entrare contatto sia con la bambina sia con la madre naturale per conoscersi a vicenda, acuivano il suo disagio e il suo senso di colpa
Claudia ne discusse col marito che invece era al colmo della felicità e giudicava eccessive e fuori luogo le preoccupazioni della moglie. Claudia comunicò il suo disagio anche al personale che curava l'adozione che la rassicurarono: i genitori della bimba, estremamente poveri, erano ben contenti di pensare che a una loro figlia fosse riservata una sorte migliore.
Nessuno pareva capirla, Claudia continuava a tormentarsi e a dibattersi fra mille interrogativi ed iniziò anche a pensare di ritornare in Italia senza la bambina.
Durante una delle tante notti trascorse nel dormiveglia, le venne in mente la Vergine Maria ed il suo incontro con Sant'Elisabetta.
L' incontro di due donne, di due future madri, ma anche l'incontro di due tempi storici:
il passato, il tempo dell'Antico Testamento, di Elisabetta e di suo figlio,Giovanni il Battista e il tempo nuovo, del Vangelo, della giovane Maria e di suo figlio Gesù.

Il mistero della maternità

Maria era andata ad offrire il suo aiuto alla cugina più vecchia e bisognosa di cure, era stata sensibile ai bisogni altrui, benché anche per lei la maternità divina fosse un mistero ed un atto di fede molto impegnativo.
Claudia valutò che anche quello fra lei e la mamma indiana era un incontro speciale: l'incontro fra due donne appartenenti a mondi, culture e religioni diverse, l'incontro fra due madri, una naturale, l'altra in divenire, attraverso l'amore e il legame che avrebbe intrecciato con il piccolo Passerotto.
Era difficile per Claudia capire come una madre potesse rinunciare alla propria figlia e non sentirsi "complice"di questo distacco.
Anche lei, però, come Maria doveva andare incontro a questa madre indiana, al suo modo di amare la figlia, senza giudicarlo.
Da parte sua si sarebbe impegnata a colmare d'amore la piccola ed a trasmetterle quello particolarissimo della madre che gliela stava affidando.
Da parecchi anni Passerotto vive in Italia con i suoi genitori italiani; è una ragazza intelligente, sensibile, interessata agli altri che si pone tanti perché e cerca risposte, proprio come ha fatto la sua mamma Claudia.

Francesca Zanetti - Redazione.rivista@ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 2  
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