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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  |  ARCHIVIO 2015
ATTI DEGLI APOSTOLI:  Annunciare il Vangelo a tutti
Insieme a Barnaba, Saulo compie il primo viaggio missionario (At 13,1-14,28). Una storia affascinante in cui si impara il dovere di annunciare e testimoniare a tutti il Vangelo di Gesù.
"Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho destinati"

Sono le parole che lo Spirito fa echeggiare nella chiesa di Antiochia di Siria attestando che l'opera dei due missionari dipende da Lui, non da progetti umani. Così confermati, Barnaba e Saulo arrivano a Cipro, nella città di Pafo: li aveva fatti chiamare là il procuratore romano Sergio Paolo, desideroso di conoscere la Parola di Dio. Un mago di quel luogo, Bar Iesu, vuole però distogliere il procuratore dal suo intento: a nulla valgono i suoi tentativi che anzi gli si ritorcono contro quando l'Apostolo, riconoscendo in lui un "figlio del diavolo", lo riduce ad una temporanea cecità. Fatto utile a mostrare come Saulo sia pieno dello Spirito che lo aveva scelto, rendendolo capace di opporsi al Maligno, antagonista dei progetti di Dio. La Parola ed il miracolo, raggiungono il loro effetto: Sergio Paolo si converte. Un elemento curioso intanto si impone: per la prima volta Saulo viene chiamato Paolo (v. 9). Forse è il suo secondo nome, ma la scelta di introdurlo solo ora è utile a porne in rilievo la figura ed il compito.

"Noi ci rivolgiamo ai pagani"

Lasciata Cipro e compiuto un viaggio per mare e per terra, intorno al 47 d.C. Paolo giunge ad Antiochia di Pisidia: vi è là una comunità giudaica cui egli intende rivolgersi. Nella sinagoga pronuncia parole che eccellono per bellezza, tanto da essere ritenute un modello di catechesi utile per porgere l'annuncio del Risorto a quanti credevano nel Dio di Israele. Nella scrittura di Luca il discorso appare ben articolato. L'Apostolo radica Cristo nei fatti più importanti della storia della salvezza, quindi arriva all'annuncio: quel Gesù discendente del re Davide, cui il Battista aveva dato testimonianza e che sotto Pilato era stato crocifisso, Dio lo ha risuscitato dai morti! Grazie a lui i peccati sono perdonati. L'accoglienza è buona, tanto che alcuni tra i Giudei e i proseliti - pagani che si erano avvicinati alla fede nel Dio di Israele - invitano i due missionari a riprendere la parola il sabato successivo. Altri invece, invidiosi, si oppongono. L'accaduto fa capire a Paolo e Barnaba che è venuto il momento di annunciare il Risorto ai pagani: tutta l'opera successiva dell'Apostolo dipenderà in effetti da questa decisione.

"Lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città"

I due compagni lasciano Antiochia di Pisidia. Da quel momento la predicazione sarà segnata da pericoli, difficoltà, rifiuti, così come fu per Gesù. Lo provano i fatti di Iconio e di Listra. "Alzati, ritto in piedi!", dice Paolo in quella città ad un paralitico. La folla rimane stupita nel vederlo camminare: i due missionari sono ritenuti divinità greche in apparenze umane, c'è chi vorrebbe offrire loro un sacrificio, ma essi "riuscirono a fatica a far desistere la folla" da quell'intento. Paolo farà tesoro di quell'esperienza, imparando che perfino l'annuncio del Vangelo ai pagani conosce resistenze. Anche la persecuzione non tarda: alcuni venuti da Antiochia e da Iconio lapidano Paolo. Soccorso dai suoi discepoli, egli è ben presto in grado di riprendere il viaggio e raggiunge Derbe. "Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli", i due missionari la lasciano; ritornando sui propri passi fanno visita alle chiese appena fondate, le incoraggiano e stabiliscono in ciascuna di esse dei responsabili. Giunti ad Antiochia di Siria da cui erano partiti, Paolo e Barnaba riferiscono la notizia più inattesa: la grazia di Dio ha aperto i cuori dei pagani all'accoglienza del Vangelo. Il Risorto è Salvatore di tutti, a tutti va testimoniato. La chiesa è "in uscita" fin dalle sue origini!

Marco Rossetti sdb
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2015 - 5

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