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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  |  ARCHIVIO 2015
ATTI DEGLI APOSTOLI:  La Parola, l'obbedienza, la guida
Damasco, antica città, posta all'incrocio di importanti vie carovaniere. Per quelle stesse vie, il Signore incontra un suo persecutore: gli dona la Parola, gli chiede obbedienza, lo affida ad una guida. La vita di Paolo è rinnovata.
San Paolo, ebreo per nascita e romano per cittadinanza; formato secondo la più rigida tradizione religiosa di Israele e profondamente versato nella cultura greca. Ciò che però segna in maniera radicale la sua esistenza è il divenire cristiano mediante una conversione forte ed il soccorso della comunità cristiana. Per comprendere la portata dell'evento di Damasco, mettiamoci in ascolto di una testimonianza di Paolo che nella Lettera ai Galati così scrive: "Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali" (1,13-14). È sorprendente: l'Apostolo squaderna ai suoi lettori la propria vita, non si vergogna del suo passato da persecutore, ma ne dice perché agli occhi di tutti sia evidente la potenza della misericordia e della grazia divina. Nelle numerose lettere scritte alle chiese che aveva fondato, non vi è neppure un accenno diretto a ciò che avvenne nel giorno in cui, lasciata Gerusalemme, egli si stava avvicinando a Damasco, meta di un viaggio che avrebbe dovuto segnare il suo trionfo come oppressore di quanti seguivano la via tracciata da Cristo risorto.

La Parola

È San Luca a dedicare molto spazio alla vicenda, scrivendola - per fini diversi - per ben tre volte negli Atti degli Apostoli. Il primo di questi racconti (At 9, 1-18) è il più sviluppato. Prima di arrivare a destinazione, Paolo viene incrociato dal Cristo Gesù. L'incontro è narrato come lo sfolgorio di una "luce dal cielo" che lo abbaglia. La luce è frequentemente nelle Scritture Sante un elemento che evoca la presenza di Dio: di fatto Paolo cade, perché nessuno può reggersi davanti alla presenza del Signore. Dopo la luce, la Parola: si innesca un dialogo in cui Paolo chiede chi sia a chiamarlo. Costui risponde e, prima, si identifica coi perseguitati, poi gli svela il suo nome: "Io sono Gesù che tu perseguiti", infine ingiunge un ordine. Paolo è cieco a causa della sfolgorante luce che lo colpisce. Fino a quel momento egli aveva creduto di vedere la verità della vita: ora invece intuisce che non era quella la verità. Era partito con un piano perfetto che in un attimo si è sgretolato: non sa più cosa sarà di lui, né cosa dovrà fare.

L'obbedienza e la guida

In quel buio esteriore ed interiore viene lasciato per tre giorni, testimoni convincenti di uno sconvolgimento totale della vita. Paolo però obbedisce. Il Risorto gli si è presentato, nella Parola gli ha chiesto obbedienza e lui - uomo dallo spirito profondamente religioso - gli si dice disponibile; pur non capendo gli si affida con un atto di umiltà esemplare.
Ad un altro atto di obbedienza è intanto chiamato anche Anania, forse il responsabile della comunità cristiana di Damasco. Costui accetta, non senza una iniziale riluttanza, di ospitare Paolo nella sua casa, di accogliere come "fratello" il noto persecutore, di battezzarlo e di istruirlo. È incredibile: Paolo non sa cosa sarà della sua vita, lo sa però Anania, cui il Signore rivela ogni cosa. Il Signore affida Paolo ad una comunità e ad una guida spirituale autorevole perché la Parola con cui egli lo ha incontrato diventi vissuto, concretezza. Paolo ha obbedito, torna a vedere, è battezzato. Decisivo nel tratto più significativo della sua storia personale è stato l'intervento del Signore; secondario, ma necessario il contributo di Anania. Paolo, come ciascuno di noi, ha bisogno di una guida e di una comunità credente attraverso cui la Parola seminata da Cristo venga compresa e porti frutto: per lui furono Anania ed i discepoli di Damasco; per noi le persone e le nostre comunità. Come altrimenti potremmo accogliere il Signore ed essergli veramente obbedienti per avere in noi la sua vita nuova?

Marco Rossetti sdb
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2015 - 3

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