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GESU' DI NAZARET:  Ravenna: Trionfo di mosaici


È la basilica di Sant'Apollinare in Classe, appena fuori Ravenna, dedicata al martire e patrono della Diocesi.
Al centro del catino absidale troneggia la croce gemmata.

Ravenna davvero merita. Di andarci, ritornarci e restarci quanto possibile. Ap- pena fuori dalla stazione ferroviaria di Ravenna si può prendere il bus che in pochi minuti porta a Classe. Dove si trova la basilica di Sant'Apollinare in Classe. Solo in apparenza, appare isolata. Classe è una cittadina ricettiva e la basilica è ben attrezzata per l'accoglienza.
È dedicata al fondatore della Diocesi e contemporanea a San Vitale, anche se costruita con una concezione diversa da questa. Esternamente, dalla parte opposta della basilica, un grande prato e, prima di accedere, una statua dell'imperatore Au- gusto, collocata ai margini della strada. La basilica nella costruzione è particolare per l'utilizzo dei mattoni di forma allungata, che dànno l'idea di essere appena "usciti" dal forno. E poi, è da notare la lunghezza, cinquanta metri. e la larghezza, una trentina. Osservare le finestre, ad arco, le colonne in marmo che trascinano lo sguardo del visitatore verso l'abside, i loro basamenti rettangolari, i pulvini.

CRISTO BENEDICENTE
La basilica è una sala rettangolare, piut- tosto alta, con navate laterali e soffitto a capriate. E il trionfo dei mosaici. La cor- nice dell'arco trionfale è zeppa di motivi, con tante nuvole. Al centro troviamo Cri- sto che benedice e ammaestra, e accanto gli evangelisti sotto forma di simboli: l'a- quila, l'uomo, il leone, il toro, tutti alati. Appena sotto, dodici pecore escono da due città, che sono Gerusalemme e Bet- lemme.
Al centro del catino absidale troneggia il segno tipico di questo periodo: la croce gemmata (presente anche a San Vitale). Croce gemmata come Gloria delle glo- rie, da strumento di morte a strumento di vita. È collocata sopra l'altare maggio- re, una enorme immagine pensata in rap- porto alla comunità che si raduna davanti all'altare, facendo interagire i tre elementi fondamentali: l'immagine, il rito liturgi- co e la comunità credente. Apollinare e le pecore che "abitano" i pascoli del cielo. L'abside è inoltre suddiviso in due parti. Nel semicerchio inferiore, i successori di Sant'Apollinare, nel vescovado ravennate (in numero di quattro). Nella parte su- periore, un cielo percorso da nuvole e le figure di Mosè ed Elia con un grande "di- sco" di stelle, una specie di aureola e una grandissima croce gemmata con al centro l'effige di Cristo. Tre pecorelle che sono identificate con gli apostoli Pietro, Giaco- mo e Giovanni. Al di sopra, una mano: la mano di Dio. Il tutto in una visione della "trasfigurazione" del Tabor.

LA TRASFIGURAZIONE
Sopra,la Croce che rappresenta Cristo, troviamo la mano del Padre e a sinistra e a destra due mezze figure identificate con le scritte di Moyses e Helias. Sotto, un prato con fiori, alberi e rocce. Una pe- cora da una parte e due dall'altra, come accennato.Tutte e tre che guardano verso la grande Croce. Altre dodici che cammi- nano come fossero in fila indiana, in dire- zione verso Sant'Apollinare (nella figura del prete-pastore, martire, patrono della città e di questa bellissima basilica), "pa- rato" per la liturgia eucaristica con mani in posizione "orante".
I due pilastri dell'abside raffigurano an- cora in ordine, sotto le pecore che escono dalla città, una palma, l'arcangelo Michele e l' evangelista Matteo. Dalla parte oppo- sta, sotto le pecore che escono dalla città, una palma, l'arcangelo Gabriele e un evangelista. Da notare che l'arcangelo san Michele (idem per la parte opposta con Gabriele) non ha né spada né lancia, ma un'insegna, al pari dei militari romani, un labaro, insegna militare romana su cui si legge per tre volte in greco la parola Santo. Le palme rappresentano il Paradiso. Il tempo da trascorrere all'interno e i sensi di ciascuno sono diversi l'uno dall'altro. Un consiglio? Andateci. Munitevi di "cuffie" all'entrata, sedetevi di tanto in tanto su di una panca e ammirate. Di fronte a tanta bellezza, che altro dire?

ROMANO BORRELLI, BLOGGER - redazione.rivista@ausiliatrice.net

"DATO L'ENORME COSTO DEL LIBRO, SEMPRE OPERA DI AMANUENSI, IL MOSAICO COSÌ RICCO DI SIGNIFICAZIONI ERA ANCHE UN'AUTENTICA OPERA CATECHETICA CHE FORMAVA E ABITUAVA AD UN ASCOLTO INTELLIGENTE DEL TESTO SACRO COSÌ COME VENIVA PROCLAMATO NELLE ASSEMBLEE LITURGICHE". (MONS. ROBERTO ZAGNOLI).


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2015 - 1

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