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LEGGIAMO I VANGELI: FONTI DELLA VITA


Particolari inediti

L'Evangelista Giovanni ci fa conoscere particolari inediti delle vicende accadute sul Golgota. La sua narrazione della passione, nello scrivere della crocifissione, della scritta posta sulla croce, della tunica indivisa del Signore e della sua morte segue la tradizione testimoniata da Marco, Matteo e Luca, ma la comprende però in modo diverso e soprattutto la arricchisce di ricordi. Mi riferisco sia alla scena del dialogo tra Gesù, la Madre ed il "Discepolo Amato", sia al racconto della morte di Cristo che - ecco la novità - coincide con la prima effusione dello Spirito Santo. A questo punto il racconto si impreziosisce di un'altra vicenda di cui ancora una volta gli altri Evangelisti non narrano. Particolari inediti che, se ben compresi, rivelano nel racconto una straordinaria catechesi perfettamente intessuta nei fatti della morte di Cristo. Giovanni non smette di stupirci e ci sfida a capire quale sia per noi l'insegnamento nascosto nella bellezza e nella profondità del suo scrivere.

Dare la vita

La preparazione per la Pasqua impone che i corpi di eventuali crocifissi siano tolti dal luogo del supplizio. Anche i Romani devono sottostare alle leggi rituali dei Giudei: forti sono infatti le loro preoccupazioni perché i grandi riti della Pasqua siano celebrati così come è prescritto. Ai due giustiziati crocifissi al fianco di Gesù vengono spezzate le gambe: un "colpo di grazia" che serve a velocizzarne la morte. Al sopraggiungere del drappello dei soldati, Gesù è però già trovato morto. La notizia non è affatto irrilevante. Gesù non viene finito, la sua morte non dipende in alcun modo dall'agire di un altro: è unicamente Lui che decide di dare la vita! La sua morte rientra nell'ambito della sua scelta di Figlio fedele ed obbediente al Padre. Proprio perché Gesù offre liberamente se stesso, noi siamo liberi e salvi! Essendo già stato trovato morto, al Nazareno non vengono pertanto spezzate le gambe, con una lancia gli però viene colpito il torace: "e subito ne uscì sangue e acqua".

La Vita che ci vivifica

La fuoriuscita di quei liquidi dalla ferita di un corpo stremato, è un fenomeno abbastanza normale. Non lo è però evidentemente per Giovanni, il quale a questo punto, in un commento personale, certifica la veridicità della sua testimonianza: il sangue e l'acqua sono usciti realmente dal corpo morto di Gesù. Alla luce di questa affermazione, vien giustamente da pensare che quel sangue e quell'acqua debbano significare qualcosa per noi. Stando a tutto il racconto evangelico giovanneo, essi sono incontrastato simbolo di vita spirituale. Il fatto che ora vengano così collegati a Colui che è innalzato sulla Croce, ne conferma maggiormente il loro valore simbolico. Per approfondire ulteriormente il significato, dobbiamo cogliere fino in fondo la sfida che Giovanni ci lancia. È allora necessario rileggere con attenzione la parte conclusiva del suo racconto della passione (19,16-37). Solo così potremo fare nostra la catechesi che l'Evangelista ci ha preparato. Ebbene: l'indugiare sui particolari della tabella posta alla sommità della Croce con la scritta "Gesù il Nazareno, il re dei Giudei", è voluto per farci capire che Gesù innalzato sulla croce è da riconoscere come il vero Re. Da lui vengono a noi doni di impareggiabile valore: la tunica non divisa dai soldati perché ritenuta preziosa, essendo "senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo", è il simbolo del dono dell'unità della fede dei discepoli; la consegna reciproca della Madre al "Discepolo Amato" segna la nascita della nuova famiglia dei credenti; su di essa subito viene effuso lo Spirito Santo, senza il quale la Pasqua non può essere capita. A questa comunità vengono infine offerti i doni dei sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia, significati nel sangue e nell'acqua: per mezzo di essi Cristo continua a rendere vivi tutti quelli che credono in Lui. Particolari inediti che ci mettono in contatto con le fonti della vita.                                                                 


Marco ROSSETTI sdb : rossetti.rivista@ausiliatrice.net



RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 2
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