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LA PAROLA QUI ED ORA /  RESURREZIONE : gli equivoci cominciano da subito


Maddalena e i discepoli incontrano e riconoscono un corpo vero: il Risorto. Ma questa verità raggiunge noi attraverso la testimonianza e la fede della Chiesa lungo i secoli. È una "verità di uomini" che possiamo anche rifiutare.

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario -che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. (Giovanni, 20,1-9).

Gli equivoci cominciano da subito. Maddalena va al sepolcro, a piangere il suo maestro morto, trova la tomba vuota. Lui è là, ma lei non lo riconosce, pensa che sia "il giardiniere". Poi viene chiamata, ed è come se i suoi occhi si aprissero solo col suono di quella voce.
Senza questi equivoci, senza l'annuncio fatto - una trentina d'anni prima - ai pastori di Betlemme e non ai potenti di Israele, non ci sarebbe la nostra libertà. Saremmo, noi così attaccati alle conquiste della scienza, schiacciati dalle prove materiali. Ci sarebbe una sola "verità". E a noi non rimarrebbe che "invidiare" Dio e compiangere la nostra condizione. Il problema di Lucifero, di Satana, comincia da questa "verità totale" presa dalla parte sbagliata - la parte dell'invidia e non quella della comunione. Quando Satana, nel racconto della Genesi, promette "sarete come Dio" (Genesi 3,5) tenta di nuovo di confinarci nell'invidia di Lucifero, che conosce sì la verità ma non vuole farne parte.
E però, se è vero che anche Dio impara qualcosa dal tempo e dagli uomini, la vicenda di Gesù, la gloria di oggi, è la riprova di questo: si può incontrare il Signore, rimanere vivi e non perdere la libertà. Quello che Maddalena e poi i discepoli incontrano e riconoscono è un corpo vero, un uomo vero: il Risorto. Ma quella stessa verità raggiunge noi attraverso la testimonianza e la fede della Chiesa lungo i secoli. È una "verità di uomini" che possiamo anche rifiutare (e quanti lo fanno!). Ma solo questa, complicata e decisiva, è "la verità che ci fa liberi" (Giovanni 8, 32), se abbiamo la grazia di riconoscerla e accettarla. Questo cammino di libertà è la nostra Pasqua, il Mar Rosso che riusciamo ad attraversare all'asciutto.

Marco Bonatti - marco.bonatti@lavocedelpopolo.torino.it                                                       




      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 02
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