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LEGGIAMO I VANGELI:
   
Cristo Parola Luce e Vita Gv 1,1-15)



Fin dalla prima pagina il vangelo di Giovanni deve essere letto con l'aiuto dello Spirito Santo. Solo in questo modo noi suoi lettori potremo entrare nel vivo di un messaggio che ci è dato come testimonianza di fede per la nostra salvezza.

Come un'onda

Un inno dedicato a Cristo, "Parola" del Padre che si fa uomo, apre il racconto. Pagina rara e preziosa che funge da prefazione a tutta l'opera e ne anticipa i temi caratteristici: la vita, lo scontro tra la luce e la tenebre, la testimonianza, la gloria, la fede.
Tutti conosciamo bene il moto di un'onda marina: si muove e dopo aver raggiunto il culmine si rovescia su se stessa per poi lambire la riva. Ebbene ad un'onda può essere paragonato il modo di scrivere di Giovanni: il tema della "Parola" che in Cristo si fa uomo ci viene infatti proposto in tre movimenti successivi che approfondiscono sempre di più la nostra conoscenza di Gesù. Per ben leggere questo inno suddividiamolo dunque secondo questo triplice movimento. Comprendiamo allora che dapprima l'Autore canta di Cristo come della "Parola" che diventa la luce del mondo (VV. 1-5), poi viene a dirci che la "Parola", che è luce e vita, diventa uomo (vv. 6-14), infine contempla ciò che costui ha da offrire a coloro che credono in lui (vv. 15-18). Nel Prologo tre strofe si susseguono così l'una all'altra per condurci alla contemplazione del mistero di Dio fattosi uomo per noi.

Cristo è la "Parola" del Padre

Giovanni subito ci porta in alto, presso Dio, per dirci che Cristo-"Parola" era là prima che ogni cosa fosse creata e che niente nella creazione è stato fatto senza di Lui. Gesù è Dio! L'Evangelista ci aiuta poi a capire quanto ciò sia rilevante per noi, dato che la vita e la luce che Cristo-"Parola" è, non le tiene per sé, ma le dona, rendendoci vivi, colmandoci di luce divina. Gesù nel corso della sua vita ha mostrato di non voler trattenere nulla di sé, ma di volersi dare come "pane di vita" (6,35); di risplendere come luce del mondo (8,12); di essere vita eterna (11,25); di essere via, verità e vita (14,6). E tutto ciò con l'unico scopo di farci vivere per sempre! Un senso di profonda gratitudine deve scaturire in noi: Cristo è la "Parola" che il Padre ha da dire a tutta l'umanità. Grazie a Cristo siamo stati inseriti in un meraviglioso progetto il cui unico obiettivo è la nostra salvezza.

Cristo è la "Parola" fattasi uomo

La luce e la vita vera che Cristo-"Parola del Padre" è, presuppone che noi lo cerchiamo e lo riconosciamo come colui che solo ci offre la possibilità di capire chi siamo. Davanti a questa preziosa opportunità ci si aspetterebbe un'accoglienza illimitata: sappiamo però che certuni rifiutano Cristo e che noi stessi a volte stentiamo a fargli spazio. Eppure è solo l'accoglienza di lui che ci fa diventare figli Dio (v. 12)! La nostra figliolanza è un fatto reale, un dono già dato che invoca però la nostra risposta di collaborazione come forma di disponibilità e di docilità all'azione dello Spirito. Solo chi accoglie Cristo-"Parola" e crede diventa realmente ciò che è già, figlio di Dio. Di fronte ad una tale responsabilità dobbiamo chiederci che cosa fare per difendere e maturare la nostra dignità di figli di Dio. Si tratta di un dono grande perché grande è colui che ce lo offre, Cristo-"Parola": lui la luce, la vita che era da sempre presso Dio, che è Dio, per non meno di questo si è fatto uomo, assumendo la fragilità e l'impotenza tipica di ogni creatura. Non vi è altro annuncio cui credere per essere salvati: "Ogni spirito che confessa Cristo venuto nella carne, è da Dio; e ogni spirito che non confessa Gesù, non è da Dio" (cfr. 1Gv 4,2-3). Gesù è Dio con noi: egli ha scelto di percorrere la strada della debolezza assumendo tutto di noi, fuorché il peccato! Di fronte a tale atto di amore purissimo ci sia spazio per il silenzio e la contemplazione, ad imitazione di quanto Giovanni e la propria comunità fecero.

Cristo unica via al Padre

A conclusione dell'inno Giovanni ci invita a riflettere sul fatto che prima della venuta di Cristo eravamo in una situazione senza via di uscita: eravamo impossibilitati a conoscere veramente Dio. Ora però non è più così! Tra i doni recatici dal Figlio Unigenito ve n'è infatti ancora uno: egli è venuto a raccontarci Dio, a mostrarcelo. Chi altri potrebbe fare ciò? Nessuno. Solo lui può dirci ciò che ha visto e udito presso il Padre perché solo lui viene dal Padre, è sempre nel Padre, lui stesso è Dio: "Io ed il Padre siamo una cosa sola" (10,30). All'opera della rivelazione di Dio Gesù dedica tutto il tempo della sua vita in mezzo a noi. Egli ci dice tutto quello che ha udito da Padre: questo crea un'intimità tanto profonda tra noi e lui da essere considerati suoi "amici" (15,15). Cristo Signore è via che conduce al Padre. Guardiamoci da tutti coloro che ci predicano vie più allettanti e facili: Cristo-"Parola" fattasi uomo è l'unica via. Certo egli è via stretta, porta stretta, cammino spesso in salita, ma la gioia dell'incontro che ci aspetta ci basta ad intraprendere questo cammino.

                                                         
Marco ROSSETT sdb / rossetti.rivista@ausiliatrice.net




         RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 01
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