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Santuario - Basilica di Maria Ausiliatrice       

    RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  |  RMA Archivio  2017

NELLA CRIPTA DELLA BASILICA
una mostra di presepi da tutto il mondo


Si è chiusa l'8 gennaio la 17a edizione della mostra di presepi a cura del Centro Salesiano di Documentazione Mariana, allestita nella cripta della Basilica di Maria Ausiliatrice. Un percorso apprezzato per approfondire il mistero del Natale anche attraverso la storia delle sue rappresentazioni.

Il viaggio nel mondo dei presepi si apriva infatti con il richiamo storico al presepe di San Francesco d'Assisi, a Greggio nel 1223, ed ai "Vangeli dell'infanzia" di Matteo e Luca. Nella vasta sala, le due bianche statuine di un presepe cinese accoglievano i visitatori contrastando con quelle di legno d'ebano del Madagascar.

Essenziali, ma diverse, rendevano bene l'idea dell'esposizione dei 105 presepi. "Venticinque gli espositori: il resto è il patrimonio del Museo Mariano, arricchitosi per donazioni, in particolare due, Brandoni e Arcidiacono", evidenziava don Alberto Guglielmi, allestitore della mostra con il curatore don Mario Morra.

Molto vario il materiale usato: tela di juta o ceramica, cartapesta o vetro, filo lavorato con l'uncinetto o creta, pietra o resina, cera o legno. Di questo molte le varietà: dagli scarti di falegnameria assemblati in sapiente forma geometrica, all'ebano dell'Angola o della Tanzania, al palissandro del Madagascar, al noce, che in un ceppo scolpito racchiude una Natività.

Dal Burkina Faso un presepe in stagno e uno in bronzo, dalla Sardegna uno in ferula e sughero, dalla Palestina in ulivo. Dal Nicaragua e dalla Sicilia statuette in ceramica, dalla Puglia in cartapesta, dalla Liguria in terracotta.

Ricchezze di materiali che rispecchiano quelle di un mondo e di una varietà di popoli e culture che ogni anno si uniscono per celebrare lo stesso mistero: quello di un Bimbo fragile e delicato che nel nascondimento e nella povertà si offre a tutta l'umanità per testimoniare l'amore del Padre.

Tanti presepi da conservare nella memoria perché il loro richiamo alla contemplazione, all'accoglienza, al silenzio orante diventi "vita vissuta" ogni giorno di questo nuovo anno.

Elena Ala


redazione.rivista@ausiliatrice.net


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