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Casa Madre Salesiani DB Via Maria Ausiliatrice 32 | 10152 Torino-Valdocco
Santuario - Basilica di Maria Ausiliatrice       

13 maggio 2016: Festa di S. Maria D. MAZZARELLO
Comunità FMA ed SDB | Celebrazione: Omelia d. Sabino FRIGATO sdb, Vicario episcopale per la Vita consacrata

*** Omelia

Quando penso a Madre Mazzarello, la mia mente mi riporta istintivamente al 1981: anno del centenario della morte della santa. Ma anche anno del mio primo corso di esercizi spirituali. Ed era per le Figlie Di Maria Ausiliatrice alla Pisana. Mentre entravamo nella sala per dare inizio alla predicazione, mi si avvicina una suora, la quale cortesemente mi chiede: "Di cosa ci parlerà in questi giorni?". E io candidamente risposi: di Madre Mazzarello. E la suora con un sospiro: "Ancora!".
Potete immaginare con quale animo io abbia iniziato quel corso di esercizi spirituali.

Perché raccontare questo piccolo episodio? Perché sento che riandare ai nostri Fondatori e Fondatrici è "ancora" necessario. Ce l'ha ricordato anche di recente papa Francesco nella lettera indirizzata ai consacrati.

Sì, abbiamo ancora bisogno: oggi, forse più di ieri, di riandare a loro, non tanto per raccontarci le cose belle che hanno fatto ai loro tempi, bensì per riapprendere di continuo la loro lezione: vivere il presente con passione.

Vivere con passione questo nostro presente è un invito che non dovrebbe lasciarci indifferenti, nonostante i rimpianti e le fatiche che sperimentiamo ogni giorno di più per i tanti motivi che tutti ben conosciamo.

In questo Europa invecchiata e dal futuro incerto, anche noi religiosi e religiose possiamo dare l'impressione di essere spaesati, incerti e in crisi come le nostre opere …
Ma questa impressione non è tutta la nostra verità.
La verità è che la fedeltà alle nostre origini (a Valdocco e a Mornese) - quando è vera fedeltà - è ancor oggi la molla anzitutto di una esperienza di vita nello Spirito del Signore, e al tempo stesso di una diaconia educativa ingegnosa e intraprendente tra le nuove generazioni.
Madre Mazzarello, nella sua semplicità e umiltà è ancora, in qualche modo, da riscoprire in tutta la sua passione carismatica. Il rischio che tutti corriamo verso i nostri Fondatori è di limitarci a celebrarli nelle loro ricorrenze annuali.

Per papa Francesco le cose devono andare diversamente. Per lui dobbiamo immergerci continuamente nella esperienza dei nostri Fondatori.
Madre Mazzarello, come del resto don Bosco, la dobbiamo continuamente rivisitare non solo nella sua capacità educativa, ma anche e prima di tutto in quella sua passione a creare comunione e fraternità tra le sorelle.
Questo, credo, è stato e continua ad essere ancora oggi il segreto dell'efficacia educativa: un clima accogliente di fraternità dove si vive l'esperienza di una umanità serena, aperta, matura, gioiosa.

Il nostro tempo ha fame e sete di umanità vera. Fame di relazioni che non siano solo rapporti di convenienza o di lavoro. I giovani in particolare - per tanti motivi: familiari, sociali, culturali - soffrono la mancanza di vere esperienze di autentica umanità. Vale a dire, di relazioni gratuite, gioiose e disinteressate. Disinteressate perché interessate solo al loro presente e al loro futuro.

Leggendo le lettere che Madre Mazzarello ha inviato alle sue sorelle si resta colpiti dalla sua insistenza ad essere donne di gioia, di serena allegria, di fraternità.
Credo non ci sia lettera senza questo richiamo garbato, ma deciso, alla gioia. Ad una gioia motivata dall'amore del Signore e dalla quotidiana fraternità.

Sappiamo benissimo che ieri come oggi, essere uomini e donne di autentiche relazioni fraterne è cosa difficile se la nostra vita non è condita dalla gioia di appartenere al Signore.
"Dove ci sono i religiosi - dice il papa - lì c'è gioia". Direi più realisticamente: "lì ci dovrebbe essere gioia e fraternità.
Possiamo dire che noi consacrati sprizziamo gioia tra di noi e attorno a noi? "Che tra di noi - si augura il papa Francesco - non si vedano volti tristi, persone scontente e insoddisfatte, perché una "sequela triste è una triste sequela".

Abbiamo ancora e sempre bisogno di tornare a Madre Mazzarello e a don Bosco: sulla fedeltà al nostro passato carismatico si gioca il nostro futuro.


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