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RAGAZZI / BULLISMO.. Belli o Bulli?


Belli o bulli?

Non è un esercizio di prosa futurista, ma l'inizio di una catechesi sul quinto comandamento. "Questo lo possiamo saltare" sostiene Andrea, voltando decisamente la pagina del testo di catechismo "perché non abbiamo ucciso nessuno e non abbiamo intenzione di uccidere. Non saremmo nemmeno capaci...". "Davvero? In realtà, non si uccide soltanto con armi da fuoco o con veleni. Si può fare molto male anche soltanto con parole, gesti, atteggiamenti. La mamma di Filippo mi ha raccontato, piangendo, che il figlio non viene più agli incontri di catechismo perché uno di voi (tono terribilmente severo) lo prende in giro chiamandolo ciccione". "Anche più di uno, se è per questo", proclama Tommaso guardandosi intorno con aria accusatrice. Ricordo che avevamo già stilato l'elenco delle osservazioni che offendono gravemente: quelle relative all'aspetto fisico, alle capacità ( o incapacità) individuali, alla famiglia, alla situazione economica delle persone. Fare battute di cattivo gusto su queste cose è quasi come uccidere; i notiziari riferiscono spesso casi di suicidi tra le vittime di questo tipo di bullismo. Non convinco. Invito allora i bambini ad appendersi al collo un cartellino con la scritta "Sono bello/bella" Tutti contenti. Proviamo poi ad appendere un altro cartello, con la scritta:"Sono ciccione". Coro di proteste, stranamente , non da parte di chi è in forma, ma da parte dei più longilinei. "Questo non è vero e non permetto a nessuno di dirmelo", (Parla il bullo di turno). "Hai ragione! Ma se ti offendi tanto perché qualcuno ti attribuisce un difetto che non hai, pensa quanto male fa sentirsi rimproverare per un difetto fisico reale, che si vorrebbe eliminare senza riuscirci!". La lezione, poco ortodossa e non molto pedagogica, sembra funzionare. Lo vedremo, però, quando Filippo tornerà a catechismo.

BULLISMO E CYBERBULLISMO,
FENOMENI DIFFUSI NELLA PARZIALE
CONSAPEVOLEZZA DI GIOVANI
E FAMIGLIE. IL 52,7% DEGLI
11-17ENNI NEL CORSO
DELL’ANNO HA SUBITO
COMPORTAMENTI OFFENSIVI,
NON RIGUARDOSI O VIOLENTI DA
PARTE DEI COETANEI.
LA PERCENTUALE SALE AL 55,6%
TRA LE FEMMINE E AL 53,3% TRA
I RAGAZZI PIÙ GIOVANI, DI
11-13 ANNI (50° RAPPORTO
CENSIS SULLA SITUAZIONE SOCIALE
DEL PAESE/2016).


Anna Maria Musso Freni / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2018 - 2

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