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Rivista Maria Ausiliatrice  |  RMA Archivio 2018


COMPAGNIA della povera milizia di Cristo.... / Accogliere e servire con umiltà


L'impegno della Compagnia della povera milizia di Cristo e di San Lazzaro, nata da un gruppo di operai decisi a combattere un futuro precario con le armi della speranza.

Quando il lavoro è a rischio o lo si è perso si può reagire in due modi: isolarsi e chiudersi in se stessi o fare fronte comune con i colleghi per cercare e creare nuove opportunità. Gran parte dei volontari che compongono la Compagnia della povera milizia di Cristo e di San Lazzaro sono operai che hanno deciso di unirsi contro le incertezze di un futuro precario e di mettersi al servizio della società. Abbiamo incontrato Marino Sacchetti, coordinatore dell'associazione, per saperne di più.

Il dramma di chi perde il lavoro

Quali sono le origini della Compagnia?
Siamo un gruppo di persone che la vita ha fatto incontrare e che hanno scoperto di avere qualcosa in comune. Molti di noi sono soci di una cooperativa specializzata in collaudi d'auto che ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze della crisi e della delocalizzazione del lavoro. Eravamo centocinquanta operai e - dopo una serie di vertenze - siamo rimasti in quaranta. Ci siamo trovati da un giorno all'altro a convivere con la precarietà e ci siamo chiesti cosa fare per chi era rimasto senza protezioni sociali.

In che modo?
La nostra prima idea era trovare una casa e un appezzamento di terra da coltivare per offrire un tetto e contribuire al sostentamento di chi era rimasto senza stipendio. Ci siamo resi conto, infatti, che la maggior parte delle associazioni di volontariato è "specializzata" per fasce di disagio e difficilmente si prende cura di chi si trova in difficoltà perché ha perso il lavoro se non è anche tossicodipendente, alcoolista o portatore di handicap. Una situazione un po' paradossale cui abbiamo pensato fosse giusto provare a porre rimedio.

Ci spieghi meglio…
Tra le categorie di persone fragili e bisognose d'aiuto individuate dalla legge che in Italia disciplina le cooperative sociali (la n. 381 del 1991, ndr) non sono inclusi i disoccupati di lungo corso. Eppure è un fatto che, quando la disoccupazione aumenta e non si ha più diritto a usufruire degli ammortizzatori sociali, la vita si fa dura. Troppi, delusi e amareggiati, si abbandonano allo sconforto e cadono in balia della depressione. E alcuni, addirittura, decidono di togliersi la vita. Noi crediamo sia giusto che il volontariato si prenda cura anche di loro.

Al servizio dei fedeli e dei parroci

Il nome scelto dall'associazione riporta a epoche passate…
Siamo consapevoli che possa correre il rischio di creare diffidenza perché riconducibile all'Ordine dei Templari. Chi conosce la storia, però, sa che i Templari si definivano "Povera milizia di Cristo" per esprimere il desiderio di servire con umiltà. Abbiamo scelto, inoltre, di richiamarci all'Ordine di San Lazzaro perché era quello cui potevano aderire i malati di lebbra: un modo per esprimere la nostra scelta di accogliere tutti e di metterci a disposizione di tutti. Siamo fratelli che cercano di vivere il più possibile insieme e, in soli due anni di attività, siamo già presenti - oltre che a Torino - a Imperia, Brescia, Ferrara e Treviso.

Quali sono i vostri campi di attività?
"Stiamo collaborando con la mensa della Caritas diocesana per quanto riguarda la somministrazione dei pasti ai bisognosi e con l'associazione Angeli di San Francesco che si occupa d'ippoterapia per disabili. Abbiamo inoltre inaugurato un progetto di vigilanza nelle chiese per dissuadere eventuali malintenzionati e "questuanti di professione" dall'importunare i sacerdoti e i fedeli durante le celebrazioni. Abbiamo cominciato dalla parrocchia delle Stimmate di San Francesco, a Torino, e sembra che l'iniziativa stia portando buoni frutti".

Cosa vi proponete per il futuro?
Intanto, se ci sarà richiesta, di estendere il servizio di vigilanza e di formare nuovi volontari all'interno delle parrocchie interessate. E di sviluppare sempre più, attraverso gli incontri mensili della "Scuola di carità", i valori della convivenza, della partecipazione e della condivisione.

Chi fosse interessato a mettersi in contatto con l'associazione può telefonare al numero 328 6984377.


Carlo TAGLIANI / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2018 - 1

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