|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo Rivista  MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DON BOSCO VALDOCCO  |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2017

MATRIMONIO:
Amare è saper fare un passo in più

Amare è saper fare un passo in più

Uscita dalla palestra Irene aveva preso in mano il cellulare e visto che c'era una chiamata da sua figlia Luna. Prontamente aveva composto il numero ma era stata la voce di Franco, suo genero, a risponderle: Luna non c'era più… era morta improvvisamente, era scivolata a terra ed il suo cuore aveva smesso di battere.
Irene non aveva realizzato subito la cosa, era rimasta attonita, ferma in auto, senza essere in grado di dire o fare nulla e quando poi ne aveva preso coscienza, anche una parte di lei se ne era andata con sua figlia.
Erano passati due anni da quel pomeriggio di una calda primavera che aveva però raggelato il suo cuore e non c'era stato giorno in cui non avesse provato una struggente nostalgia per la sua Luna e l'unica consolazione era il poterne condividere il ricordo con suo genero.

Fiducia, rispetto, confidenza per rialzarsi

Erano stati una coppia molto unita, si erano conosciuti giovanissimi, avevano percorso tanta strada insieme e non solo metaforicamente…perché avevano viaggiato tantissimo, condiviso gli elettrizzanti momenti della preparazione dei viaggi, la conoscenza di paesi nuovi ed il rassicurante ritorno a casa, nella loro dimora piena di souvenir e di foto che li ritraevano in paesi lontani.
Non era stata data loro la gioia della genitorialità, ne avevano sofferto ma erano riusciti a costruire una reciproca profonda intesa.
Proprio la consapevolezza che Franco aveva amato molto sua figlia, aveva spinto Irene a riversare su di lui tutto l'affetto e le attenzioni materne.
Li univa un rapporto di fiducia, rispetto e confidenza ed insieme avevano cercato di rielaborare il loro comune lutto.
Prima delle festività natalizie una telefonata del genero aveva fatto nascere in lei uno strano presentimento: lui aveva bisogno di parlarle di una bella cosa che gli era successa.
Quando aprì la porta e vide il sorriso dell'uomo e una luce nuova nei suoi occhi chiari non ebbe più dubbi… sperò ancora con tutto il cuore di sbagliarsi ma invano…
Le sue supposizione erano giuste, Franco aveva trovato una nuova compagna, glielo diceva pensando di condividere con lei la sua gioia, aggiungendo persino che gli sembrava gliel'avesse fatta incontrare Luna affinché non fosse più solo.

"Allargare" l'amore materno a tutti, come Maria

Irene si sentiva come sdoppiata: la sua parte razionale le diceva che doveva essere felice per lui, perché era un uomo pieno di vita, con ancora tante cose da dare e ricevere ed invece il vivere soli rattrista e ci spegne.
La sua parte affettiva ed emozionale, al contrario, rifiutava quello che lui le diceva, le gridava che non era possibile che un'altra donna prendesse il posto di sua figlia, che lei voleva continuare a trovarla in lui e nella loro bella casa coniugale che avevano arredato insieme ed arricchita con i ricordi dei loro viaggi.
Non voleva che nessuno toccasse la collezione di tazzine indiane che Luna aveva sistemato sul tavolino basso del salotto e neppure i bicchieri di vetro colorato sul ripiano della libreria… doveva restare tutto com'era quando lei era viva.
Razionalità e sentimento si scontravano in lei e non le fu facile cercare di arginare questo suo conflitto, sorridere al genero e dirgli che era contenta per lui.
"Una figlia non si può sostituire, una moglie sì": questo pensiero la fece sentire ingiusta e meschina perché sapeva che anche per lui non era stato e non era tutto così semplice.
Ripensò allora ad un passo del Vangelo di Giovanni in cui Gesù dalla croce, vedendo sua madre e il discepolo preferito, li invitò ad essere reciprocamente madre e figlio come segno di fratellanza, invitò la Madonna ad allargare il suo amore materno ed offrirlo anche ad altri, senza gerarchia, sullo stesso piano di figliolanza.
La Vergine Maria le offriva un esempio da seguire: riuscire a dimostrare l'amore per sua figlia gioendo della felicità di suo genero, perché Franco se la meritava. Era molto difficile per lei ma sapeva che quella era la strada giusta, Luna sarebbe stata orgogliosa di lei.

Francesca ZANETTI


redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 2

|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DON BOSCO VALDOCCO  |


                                                                                                                                                Visita Nr. http://counter.digits.net/wc/-d/4/scudum