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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

Come Maria / Un libro per ricominciare

La capacità di reinventarsi la vita oltre la malattia e la sofferenza.


Angiola era sempre stata una donna piena di vita che trasmetteva entusiasmo e positività. Si era sposata giovane, era diventata madre di un bambino, Tiziano che in autunno avrebbe iniziato la scuola primaria. Erano tutti e due molto emozionati per questa nuova esperienza poiché amavano i libri ed insieme, specie la sera, avevano l'abitudine di leggere storie e fiabe: erano momenti bellissimi durante i quali si sentivano uniti nel corpo e nella mente.
In una calda giornata di agosto, durante il periodo di vacanza in montagna, Angiola aveva deciso di andare a fare acquisti al mercato del paese: era salita sull'auto quando un dolore lancinante le era esploso nella testa e tutto era diventato buio.

Oltre il buio ,un doloroso risveglio

Riprese conoscenza, lentamente, come quando si procede nel fitto della nebbia. Cos'era successo? Dove si trovava? Sentiva il suo corpo pesante, estraneo. Era in ospedale, era stata operata poiché un aneurisma si era rotto nella sua testa causando una vasta emorragia nel cervello ed era rimasta in coma per quaranta giorni.
Capì che la sua vita era cambiata, dalla nebbia che sembrava avvolgerla e rallentarle i pensieri emerse il ricordo del suo bambino e fu presa dalla disperazione, prima di ricadere nel torpore procurato dai farmaci. Col passar del tempo Angiola riuscì ad acquistare una certa qual lucidità e a capire che purtroppo i suoi movimenti erano molto rallentati, le gambe non la reggevano ed aveva difficoltà a pronunciare le parole.
La presenza della sorella era rassicurante, le parlava molto di Tiziano, di come presto lo avrebbe rivisto ed avrebbero potuto stare nuovamente insieme, ma sapeva che quel che si era rotto in lei difficilmente si sarebbe riaggiustato e nulla sarebbe stato come prima. Dimessa dall'ospedale Angiola fu portata in un centro di riabilitazione per intraprendere un difficile e lungo percorso di recupero e lei si sentiva stanca, svuotata, un'altra persona.
Dopo alcune settimane si rese conto di come le visite del marito si facessero sempre più rade e poi non si fece più vedere. La sorella cercò di spiegarle di come l'uomo si fosse spaventato e come non riuscisse a fronteggiare la situazione e neppure ad occuparsi del bambino che le aveva affidato per avere il tempo di rielaborare la cosa.
Per Angiola al dolore si sommò altro dolore , pensò che non ce l'avrebbe mai fatta, cadde in uno stato depressivo e non collaborò più nelle attività rieducative e negli esercizi di logopedia.

Un figlio è per sempre

Un giorno, per mano alla sorella vide entrare Tiziano che le si avvicinò prima un po'esitante, poi fu travolta dai suoi abbracci, dal suo raccontare di come fosse bello andare a scuola, mentre gli occhi gli brillavano felici. Quando rimase sola Angiola si rese conto che non tutto era finito: il suo bambino l'aspettava ma lei dove avrebbe trovato la forza per ricominciare?
Nel figlio, per il figlio e col figlio doveva farcela, come ce l'aveva fatta la madre di Gesù che aveva dedicato la sua vita, i suoi dolori al Salvatore del mondo, anche quando non capiva, magari stanca, sola, triste. Per la sua ripresa avrebbe imparato a sentirsi accanto Maria, il modello più bello e più alto di donna: anche se la sua era stata una maternità unica e singolare sarebbe diventata per Tiziana l'esempio per proseguire nella sua personale storia di madre.
Avrebbe imparato a confidare a Maria le sue ansie e avrebbe sentito la sua rassicurante presenza, la stessa che lei aveva il dovere di far sentire a Tiziano e nonostante la sua malattia , si sarebbe reiventata la gioia di essere madre.
Quando il figlio tornò a trovarla, Angiola che si era procurata un libro per bambini e propose a Tiziano di continuare il loro percorso di lettura, anzi ricominciarlo poiché lei ora aveva difficoltà a pronunciare bene le parole e lui invece stava imparando e l'avrebbe potuta aiutare…e le parve di sentire dentro di sé il sorriso di Maria.

Francesca Zanetti


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