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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | ARCHIVIO 2016  

Imitando Maria : Un gancio nel cielo
Un gancio nel cielo

Due messaggi sul mio cellulare, due grida di dolore: "Spero che qualcuno gli salvi la vita che gli stanno scippando"…e poi "Ieri 9 marzo mio figlio Enrico è morto ed io con lui".
Così la mia amica Beatrice mi ha comunicato la morte di suo figlio, poco più che ventenne; un raro tumore ai muscoli in pochi mesi aveva posto termine alla sua giovane vita. Il giorno del funerale la chiesa era gremita e silenziosa, il dolore e la compartecipazione alla tragedia erano palpabili e lei, la madre, vedeva l'immagine di suo figlio nello sguardo delle persone che erano venute a salutarlo un'ultima volta e sorrideva, ringraziava, stringeva mani.
Tornata ai giorni del vivere quotidiano Beatrice si era chiesta come ce l'avrebbe mai fatta a continuare a vivere senza di lui. I semplici gesti quotidiani ora non avevano più significato e sgomenta pensava a come avrebbe fatto ad infilare i giorni lunghi e vuoti uno dietro l'altro.

Ricordi che affollano la mente

Cercava di ricordare i momenti felici prima della malattia ed invece si sovrapponevano i periodi in cui era già malato ma la speranza era viva, poi si intrecciavano le immagini di quando, sempre più malato, aveva negli occhi una tacita domanda : "Ce la farò?" e lei doveva fingere sicurezze che non aveva, fiducia che aveva perso ,dargli forza, rasserenarlo…si faceva infine strada in lei lo sguardo smarrito degli ultimi giorni e quello della fine.
Nella mente di Beatrice risuonavano spesso le parole che il parroco aveva pronunciato in chiesa circa il "ringraziare Dio per averlo avuto, non solo il piangere la sua perdita".
Lei avrebbe sempre ringraziato per aver ricevuto in dono quel figlio meraviglioso, ma proprio perché lo aveva avuto sapeva il valore di ciò che aveva perso e questo era per lei insostenibile: insostenibile pensare che Enrico non avrebbe più avuto un futuro, lui che amava tanto la vita e diceva che avrebbe voluto diventare molto vecchio, insostenibile avere visto tutta quella meravigliosa gioventù sprecata, combattere nei mesi di ospedale, così guerriera, così fiera, così malata…

Madri che soffrono per i figli

E Dio dov'era? Lo sentiva lontano, algido. Perché le aveva presentato un conto così alto da pagare? Beatrice non aveva una fede profonda, era sempre stata piena di dubbi ma ora invidiava chi ne aveva una forte e salda, un gancio a cui aggrapparsi per non affondare nella disperazione. Cristo crocifisso aveva chiesto al Padre suo perché lo avesse abbandonato ed anche lei lanciava quel grido e pareva non trovare risposta e consolazione. In tutti i dipinti ai piedi della croce c'è sempre una madre che piange, la Vergine Maria. Tutti i pittori hanno cercato di rendere leggibile il suo dolore, pochi sono riusciti a cogliere la drammaticità del momento.
Beatrice ripensava a quella donna che aveva perso suo figlio e che certo, come lei, aveva cercato di proteggerlo e strapparlo al suo destino, tenerlo ancora accanto a sé come quando era piccolo ed indifeso. Sicuramente Maria ne aveva guidato la crescita con ansia e diventato uomo, seguito dalle folle, in lei era cresciuta la certezza che sarebbero aumentati i pericoli.
Dopo la sua morte, forse aveva chiesto al suo Gesù di mostrarle la strada per andare avanti senza di lui, come Beatrice faceva con Enrico ed anche alla Madonna sarà rimasto negli occhi lo sguardo del figlio morente, la sua vita sarà cambiata e la sofferenza sarà stata la sua compagna, perché il dolore delle madri che perdono un figlio è uguale in ogni spazio e tempo.

Gli interrogativi nella sofferenza e nel dolore

Gesù si è declinato uomo per noi, perché possiamo trovare risposte al nostro dolore: Beatrice le sta cercando, forse non le troverà facilmente, ci saranno per lei dei passi avanti e delle retrocessioni, ora però ha trovato il suo gancio nel cielo, la figura dolente della madre celeste con cui condividere una sofferenza così profonda, fiduciosa di essere compresa, sostenuta ed aiutate nel suo continuare a vivere.

Francesca Zanetti / redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2016 - 4 

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