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Rivista Maria Ausiliatrice | RMA Archivio online 2018

SALESIANI DB | Omaggio a Don Timoteo MUNARI

Alla soglia della vita eterna


Alla soglia della vita eterna

Come sarà il domani? Una tragica fine del sole che si estingue, esplodendo, così da vanificare tutta la vita della nostra terra? E il mio futuro quale sarà? Il nulla?

Pronti a lasciare tutto?

È mai possibile che io, dotato di intelligenza e di amore, possa scomparire nel nulla? Sta di fatto che nelle creature umane prevalgono sempre l'amore e la vita. E allora come puoi rassegnarti a vivere come vive questo mondo dominato dall'egoismo e senza futuro? Un bisogno estremamente più forte della vita mondana è l'amore e la donazione di sé, la pace e la bontà, la voglia di esistere, di sorridere e la sicura speranza di una vita senza fine. La certezza? Eccola: "Da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose" (Rm 11,36). Questo "lui" è Dio. E vuol dire: Tutto viene dal mio Dio, tutto esiste grazie al mio Dio e tutto tende verso il mio Dio.
Ci troviamo di fronte a un bivio, ci viene data la possibilità di fare liberamente la nostra scelta. La via del "non amore" o quella dell'amore che mira alla vita eterna in Dio. La prima nasconde un rischio: e se ci fosse qualcosa o qualcuno che ti aspetta al varco?
Nella seconda incontrerai un buon Padre che ti aspetta. Chi si affida al Figlio della Vergine è ottimista sia per il tempo presente come per il futuro. Noi non giochiamo d'azzardo ma in sicurezza, perché al primo posto mettiamo l'amore, cioè il dono di sé, ama il prossimo tuo come te stesso, e ci fidiamo sulla parola di Colui che amiamo. Non il mio "IO", ma "DIO". Non il possedere beni terreni, ma l'essere figli di Dio. Non il comodo ragionare del mondo: beati quelli che godono, beati i furbi e i potenti, beati i ricchi, beati quelli che mangiano sempre alle spalle di tutti. Siamo pronti a lasciare tutto perché andiamo a trovare Colui che possiede tutto….

Sarò eternamente salvo

Il Regno di Dio, per la sua infinita misericordia, è già qui ora, qui sono salvato, qui e ora trovo e vivo la dimora di Dio in me, qui e ora sono amato e amo: questo è il mio presente e sarà pure il mio futuro: "Chi crede in me - ha detto Gesù - non morirà in eterno". Tutto si compirà nel futuro con l'abbraccio della Santissima Trinità. Il Regno di Dio che è in mezzo a noi costituisce l'oggetto della vocazione cristiana poiché siamo stati creati per poter raggiungere in piena libertà e amore l'unione con Gesù Cristo a gloria di Dio Padre. Questo è il progetto del nostro Dio voluto ancor prima della creazione, e portato a compimento con la nascita del Figlio della Vergine di Nazaret. Creati dunque per il Paradiso. Questa unione con Dio, i nostri fratelli Ortodossi la chiamano "deificazione", è il grande sogno che noi possiamo raggiungere con l'aiuto degli insegnamenti e dei suoi sacramenti che Gesù stesso ci ha lasciato. L'unione con Dio, noi la chiediamo nella santa Messa dicendo: Donaci, o Padre, la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo con Cristo un solo corpo e un solo spirito.
Questo progetto deve attuarsi per ogni persona umana già qui e ora e pienamente e per sempre nel futuro, quando il Padre, dopo aver "riunito e sottomesso tutto in Cristo suo Figlio, sarà tutto in tutti" (1 Cor 15,28).

Come sarà il Paradiso

L'immagine che ci rappresenta l'eterna dimora di Dio, ci descrive l'incontro dei fedeli con il loro Re e Signore, nella cornice radiosa di un grande banchetto nuziale. È il momento glorioso nel quale Gesù, che ci ha riscattati dal peccato e dalla morte, offertosi per noi sull'altare della croce, ci consegna alla maestà divina del Padre. Noi siamo il popolo che egli si è conquistato, siamo la sua sposa.
Allora nei cieli avverrà qualcosa di inesprimibile: si celebreranno le nozze del Figlio con tutti i salvati. Per questo egli solo può dire: Ho preparato un posto per voi (Gv 14,3).
Tutto incomincia qui in terra, nel Regno di Dio che è in mezzo a noi. Qui accogliamo l'amicizia di Gesù e mettiamo in pratica le sue parole.
Lassù nell'eterno Regno di Dio si realizzerà il nostro sogno: l'incontro definitivo di tutti i giusti con Gesù Cristo, nostro fratello maggiore. E lo vedremo nella gloria luminosa del Padre. Questo incontro è per coloro che lo hanno desiderato, per quelli che hanno accettato l'abito nuziale, per quanti hanno fame e sete di luce e di verità, di pace e di aiuto ai fratelli più bisognosi. Addirittura Gesù ha inventato una "nuova nascita", il battesimo (Gv 3,3) e ci ha consegnato "lo Spirito Santo senza misura" (Gv 3,34), perché non venissero a mancare né i festeggiati né le provviste per il Giorno delle nozze (Mt 25,10). Non desiderare la morte che ponga fine ai tuoi mali, ma desidera fortemente di stare sempre con gli amati Tre, dove tutto si rinnova sempre e il gustare Dio e il gioire con i fratelli e le sorelle e la lode e la gioia perenne. Non fuggiamo dalle nostre responsabilità qui in terra, ma cerchiamo di costruire una terra vivibile e facciamo di tutto per imbarcare in questa grande nave quanta più gente possibile perché tutti arrivino alla Patria eterna.


Timoteo Munari sdb (1922-2018) / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2018 - 2

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