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CNOS-FAP / OGNI GIOVANE UN MESTIERE. Competenza è identità


Ogni giovane un mestiere. Competenza è identità

Il 2018 è l'anno in cui ricorre il 40esimo anniversario della fondazione dell'Associazione CNOS-FAP Piemonte, che raccoglie i Centri di Formazione Professionale Salesiani che operano sul territorio piemontese: era il 28 giugno 1978 quando fu redatto e firmato l'atto costitutivo.
Avvicinandosi alla data di questa ricorrenza abbiamo intervistato l'ing. Lucio Reghellin, attuale direttore generale e delegato regionale presso la Federazione Nazionale del CNOS-FAP di cui fa parte, per farci raccontare come si prepara a vivere questo evento, lui che oggi è un salesiano coadiutore ed è stato anche un allievo quando era adolescente.

Ing. Reghellin, qual è l'identità del CNOS-FAP?
Per far conoscere la formazione professionale salesiana, negli ultimi anni abbiamo usato uno slogan che appariva su tutti i manifesti: "ogni giovane un mestiere". Penso sia uno slogan indovinato perché un giovane costruisce la sua identità nel lavoro. Quando chiedi ad un giovane lavoratore "chi sei", normalmente risponde facendo riferimento alla sua professione: sono un panettiere; sono un elettricista; sono un grafico o un informatico. Si identifica con il suo mestiere. La competenza, saper fare un mestiere, è un elemento importante della propria identità.

E la sua identità professionale qual'è?
Io mi sono sempre sentito un meccanico. Proprio in questi giorni, sistemando alcune cose, ho trovato il mio vecchio attestato di qualifica di tornitore meccanico conseguito nel 1976. Ho fatto anche altri studi ma prioritariamente mi è sempre piaciuto definirmi un meccanico. Anche di Gesù dicevano che era andato nella bottega di carpentiere, come suo padre Giuseppe. Non sappiamo quanto e come, ma se la gente lo definiva così significa che aveva fatto questo mestiere per un tempo prolungato e che era compente nel suo lavoro. Il Padrone della vigna della parabola di Gesù giudica anomalo chi se ne sta tutto il giorno ozioso e Lui stesso esce più volte nella giornata ad invitare ad andare a lavorare nella sua vigna.

Come nasce l'opera di don Bosco tra i giovani di Torino?
Non mi risulta che don Bosco abbia mai citato il famoso proverbio cinese: "Dai un pesce ad un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita", ma certamente lo ha messo in pratica. A contatto con i ragazzi immigrati a Torino si rende presto conto che non è sufficiente dare loro un posto dove poter stare ed incontrarsi, ma è assolutamente importante insegnare un mestiere che dia identità e dignità alla loro vita.

I Salesiani e la Formazione Professionale: quali sono le radici?
L'attenzione alla formazione dei giovani lavoratori è sempre stata presente nella vita della Congregazione. In quasi tutti i primi capitoli generali della Congregazione si affronta il tema delle scuole professionali e agricole, i programmi e regolamenti, i laboratori, il modo di trattare gli artigiani.
Ancora vivente don Bosco, fu nominato un Consigliere Generale per le scuole di arti e mestieri, per avere un coordinamento ai vertici salesiani. Don Rua nel 1898 nominò in questo ruolo don Giuseppe Bertello che prese veramente a cuore questo aspetto. Bertello organizzò due Esposizioni generali delle scuole professionali e agricole, la prima a Valsalice e la seconda a Valdocco. Scopo era: presentare quello che si stava facendo di valido nelle scuole professionali dei vari continenti; far incontrare tutte le scuole salesiani per uno stimolo vicendevole; creare unità e fare una riflessione sul futuro delle scuole professionali salesiane.

Cosa significa oggi CNOS-FAP?
La formazione professionale salesiana si è diffusa rapidamente in tutto il mondo. È l'opera più richiesta dai vescovi e governi che ci chiamano nelle varie nazioni, insieme alla pastorale giovanile.
La riflessione dell'inizio è continuata e anche in Italia si è cambiato molto: siamo passati dalle scuole di Avviamento, ai CAP, alle scuole professionali e poi al CNOS-FAP; e ancora oggi si continua a riflettere per capire quali sono le modalità migliori per aiutare i giovani lavoratori.

Il CNOS-FAP compie 40 anni: cosa è cambiato dal 1978 ad oggi?
Siamo nati in Piemonte il 28 giugno 1978 per cui quest'anno festeggiamo i 40 anni di fondazione. Nel tempo molte cose sono state cambiate, cercando di aggiornare metodologie, organizzazione e attrezzature per garantire la formazione umana, cristiana e professionale degli allievi.
Ancora tante sfide ci attendono: conservare lo spirito salesiano dei Centri di formazione professionale puntando sulla formazione del personale e dei dirigenti; aggiornare i macchinari e le attrezzature dei laboratori e i formatori perché sono la nostra caratteristica fondamentale; sviluppare i servizi al lavoro approfondendo i contatti con le aziende e accompagnando gli ex-allievi verso il mondo del lavoro; approfondire il target dei giovani a cui ci rivolgiamo, considerando i giovani stranieri, disabili, drop out, ragazzi in difficoltà che ci interpellano.
La Formazione Professionale CNOS-FAP rappresenta una parte considerevole dell'attività salesiana in Piemonte e permette di raggiungere e aiutare i giovani più poveri e con meno risorse. Rientra nell'impegno fondamentale della nostra Congregazione verso i giovani poveri, abbandonati e pericolanti riassunto qualche anno fa da don Chavez nel motto: "Dare di più a chi ha avuto di meno".


Redazione / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2018 - 1

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