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SANTUARIO - BASILICA MARIA AUSILIATRICE
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6 MAGGIO 2017 - FESTA DI SAN DOMENICO SAVIO

Triduo di preparazione
Animatore: Don Bruno FERRERO SDB
Comunità Maria Aus. Torino-Valdocco
3 maggio 2017 -  1°giorno: Word - PDF
4 maggio 2017 -  2°giorno: Word - PDF
5 maggio 2017 -  3°giorno:
Word - PDF

1° giorno: LA RICETTA DELLA SANTITÀ

Un giorno Don Bosco:"… volete farmi la festa, e io vi ringrazio. Da parte mia, voglio farvi il regalo che più desiderate. Perciò ognuno prenda un biglietto e vi scriva sopra il regalo che desidera. Non sono ricco, ma se non mi chiederete il Palazzo Reale, farò di tutto per accontentarvi".
Quando lesse i biglietti, trovò domande serie e domande bizzarre. Un piccolino gli chiedeva "cento chili di torrone per averne per tutto l'anno" .
Un ragazzo che era appena arrivato dal suo paese gli chiedeva un cucciolo "al posto di quello che ho lasciato a casa e a cui ero tanto affezionato".
Giovanni Roda (un amico di Domenico) gli chiese "una tromba come quella dei bersaglieri, perché voglio entrare nella banda musicale".
Sul biglietto di Domenico trovò 5 parole: " Mi aiuti a farmi santo".
Don Bosco prese sul serio tutte le domande, ma specialmente quella di Domenico. Lo chiamò e gli disse: "Per essere santi ci vogliono tre cose. Eccole:
primo: Allegria: ciò che ti turba e ti toglie la pace non viene dal Signore.
secondo: Doveri di studio e di preghiera.
terzo: Fare del bene agli altri

Con Domenico Savio ha funzionato. Perché non provarci anche noi?

Cominciamo dall'allegria

" la prima società fondata da Don Bosco è stata la Società dell'allegria

Don Bosco era una continua sorgente di serenità.
Disse una persona ad una salesiano di Valdocco: "Voi avete una gran fortuna in casa vostra, che nessun altro ha in Torino e che neppure hanno altre comunità religiose. Avete una camera, nella quale chiunque entri pieno di afflizione, se ne esce raggiante di gioia". Don Lemoyne, discepolo di don Bosco, aggiunse: "mille di noi han fatto la prova"

L'atmosfera che avvolgeva tutti, come l'acqua per i pesci, era la serenità. E Domenico la sapeva spiegare ai nuovi arrivati.
Come a Camillo Gavio, di Tortona.
"Quanti anni hai?"
"Quindici compiuti".
"Bene. Aumenteremo il numero dei nostri amici. Tu sarai uno di quelli che prenderanno parte a quanto stiamo facendo per farci santi".
"È bello ciò che dici. Ma che cosa debbo fare?"
"Te lo dico in poche parole. Devi sapere che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Procuriamo soltanto di evitare il peccato, il grande nemico che ci ruba l'amicizia di Dio e la pace del cuore. E procuriamo di compiere esattamente i nostri doveri, di pregare e di frequentare i Sacramenti. Puoi cominciare fin da oggi a scrivere sul tuo diario le parole della Bibbia: Servite il Signore nella gioia".
Non è un capolavoro? La gioia radicale è il segreto della nostra fede

La Bibbia è molto decisa: il mondo è stato creato nella gioia. E Gesù lo afferma chiaramente: Giovanni 15: "Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi: rimanete nel mio amore! "Vi ho detto questo, perché la mia gioia sia anche vostra, e la vostra gioia sia perfetta.

Essere felici! Non ci vuole molto. Voi potete fare felici quelli che stanno con voi. Con poco! Allora, perché non lo fate?
Don Bosco incominciò da un cortile! In un cortile i bambini e i ragazzi gridano: è la musica della vita. È CELEBRARE la compagnia di Dio.
Sul cortile si affacciano una chiesa e una scuola:
" il piacere della Messa ,il piacere di pregare, il piacere di imparare
" il piacere dell'amicizia e della tenerezza

Un suo compagno testimonia: "Domenico era molto abile nel giocare. Giocava bene e sapeva vincere. Le poche volte che non vinceva non se la prendeva, era un tipo abbastanza allegro. Era piuttosto minuto di statura. Avevamo la stessa età e io non ero un gigante, ma lui era un po' più minuto di me. All'Oratorio c'erano anche dei garzoni più grandi e grossi di noi. Lui però sapeva tenere testa, faceva valere le sue buone ragioni. Ah, non si lasciava mica mettere il piede sul collo. Raro che qualcuno lo trattasse in malo modo. Se succedeva, quelle poche volte, lui filava zitto zitto e se ne andava in chiesa. Dava solo un'occhiata triste e se ne andava".

Nel processo di canonizzazione, testimoniò un compagno: "Un giorno Don Bosco ci ha mandato ai Becchi, lui e io soli. È stata una bella sgambata attraverso le colline e i campi. Abbiamo saltato, scherzato, riso come due matti. Siamo arrivati ai Becchi tutti sudati. E mamma Margherita a farci lavare la faccia nel catino: Poi è andata nella stalla, ha munto la vacca, ci ha fatto bere quel latte appena munto. Buono, ma buono... È stata una festa quella volta".

La mamma di Francesco, 5 anni, dice: "Gesù è in cielo!"
"No, Gesù non è in cielo. È nel mio cuore"
La mamma gli spiega che non c'è contraddizione che il cielo non è un luogo e che Gesù sta anche nel suo cuore. "No, mamma, Gesù non sta in cielo, sta nel mio cuore. E nel mio cuore è il cielo".

Michele Rua, sotto giuramento, testimonierà: "La madre di Don Bosco ebbe a dire a suo figlio: "Tu hai molti buoni allievi, ma forse nessuno così buono come Savio Domenico. Egli prega con tanta devozione che pare un angelo, e talvolta si direbbe che vada in estasi... Tienilo da conto!"" (S. R, pp. 323-324).

Sentirci benedetti

Nella comunità dell'Arca dove aveva deciso di vivere, dopo una vita passata nel mondo universitario, un giorno, il celebre Padre Henri Nouwen, fu avvicinato da una handicappata della comunità che gli disse: "Henri, mi puoi benedire?" Padre Nouwen rispose alla richiesta in maniera automatica, tracciando con il pollice il segno della croce sulla fronte della ragazza.
Invece di essere grata, lei protestò con veemenza: "No, questa non funziona. Voglio una vera benedizione!" Padre Nouwen si accorse di aver risposto in modo abitudinario e formalistico e disse: "Oh, scusami... ti darò una vera benedizione quando saremo tutti insieme per la funzione".
Dopo la funzione, quando circa una trentina di persone erano sedute in cerchio sul pavimento, Padre Nouwen disse: "Janet mi ha chiesto di darle una benedizione speciale. Lei sente di averne bisogno adesso". La ragazza si alzò andò verso il sacerdote, che indossava un lungo abito bianco con ampie maniche che coprivano sia le mani che le braccia. Spontaneamente Janet lo abbracciò e pose la testa contro il suo petto. Senza pensarci, Padre Nouwen la avvolse con le sue maniche al punto di farla quasi sparire tra le pieghe del suo abito. Mentre si tenevano l'un l'altra Padre Nouwen disse: "Janet, voglio che tu sappia che sei l'Amata Figlia di Dio. Sei preziosa agli occhi di Dio. Il tuo bel sorriso, la tua gentilezza verso gli altri della comunità e tutte le cose buone che fai, ci mostrano che bella creatura tu sei. So che in questi giorni ti senti un po' giù e che c'è della tristezza nel tuo cuore, ma voglio ricordarti chi sei: sei una persona speciale, sei profondamente amata da Dio e da tutte le persone che sono qui con te".
Janet alzò la testa e lo guardò; il suo largo sorriso dimostrò che aveva veramente sentito e ricevuto la benedizione.
Quando Janet tornò al suo posto, tutti gli altri handicappati vollero ricevere la benedizione. Anche uno degli assistenti, un giovane di ventiquattro anni, alzò la mano e disse: "E io?"
"Certo" rispose Padre Nouwen. "Vieni".
Lo abbracciò e disse: "John, è così bello che tu sia qui. Tu sei l'Amato Figlio di Dio. La tua presenza è una gioia per tutti noi. Quando le cose sono difficili e la vita è pesante, ricordati sempre che tu sei Amato di un amore infinito".
Il giovane lo guardò con le lacrime agli occhi e disse: "Grazie, grazie molte".
E quando le cose sono difficili e la vita è pesante ricordati chi sei: sei una persona speciale, sei profondamente amato da Dio e da tutte le persone che sono con te".

Ti ringrazio, Signore,
perché è bello vivere,
perché il tuo cielo è meraviglioso.
Non essere severo con me
più di quanto io lo sono
con i miei fratelli in Gesù Cristo.
Liberami dal dolore
e sii la mia guida quando vacillo.
Non farmi mancare il pane di ogni giorno,
la libertà, il tuo cielo,
e il miracolo eterno della natura.
Dammi il coraggio di essere sereno,
di fare la mia parte;
e aiutami a cantare
tutto ciò che è bello, sempre,
come un frammento della tua musica eterna. Amen


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