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Rivista Maria Ausiliatrice  |  Archivio RMA 2017

Trentasei anni di missione, e non sentirli....


Incontro con padre Bepi Miele, che fin da piccolo sognava di diventare missionario e ha coronato il proprio sogno, sulle orme di don Bosco, in Madagascar.

Non di rado, se coltivati con perseveranza e illuminati alla luce della concretezza, i sogni possono trasformarsi in realtà. Ne è convinto padre Bepi Miele, che fin da piccolo s'immaginava missionario in qualche villaggio sperduto e quest'anno festeggia mezzo secolo di vita salesiana e trentasei anni di missione in Madagascar. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua esperienza.

Istruire i bambini per far progredire una nazione

La presenza salesiana in Madagascar ha avuto inizio una quarantina di anni fa…
"Nel 1981, per la precisione. E ho avuto l'onore di far parte della prima spedizione. Convinti che il futuro di una nazione passi attraverso l'elevazione culturale dei bambini, fin dall'inizio, come Salesiani, abbiamo concentrato le nostre energie nell'allestire centri di formazione professionale e scuole, che si sono rivelate anche un ottimo strumento per l'evangelizzazione".

Che cosa è cambiato da allora?
"Allora eravamo pochi, tutti provenienti dall'estero e alla ricerca di realtà da far fiorire; oggi siamo un centinaio, più della metà di noi sono malgasci e cinque di essi hanno la responsabilità della comunità. Salesiani malgasci sono partiti dal Madagascar per andare in missione in Sri Lanka, Cambogia, Zambia, Venezuela e Uruguay. Quest'anno si stanno formando quindici novizi e venticinque prenovizi. Insomma: la Provvidenza è davvero generosa!".

Tra tanti meriti, avete anche quello di aver "importato" l'oratorio in Madagascar…
"Una realtà che era sconosciuta e che ha incantato e continua a incantare giovani e adulti. Quando, negli anni Ottanta, abbiamo chiesto al vescovo gesuita di Fianarantsoa il permesso di operare nella sua diocesi ci ha risposto: "Venite! E fateci vedere cos'è l'oratorio". Così abbiamo realizzato l'oratorio più bello del Madagascar, che non si limita ad accogliere ragazzi e ragazze a scopo ricreativo ma, grazie anche all'impegno di gruppi, associazioni e catechisti, provvede alla loro formazione umana e cristiana".

Accompagnare i giovani verso l'indipendenza economica

Quali sono i problemi più gravi che dovete affrontare?
"Senza dubbio il triste fenomeno dei dahalo, i banditi che assaltano i villaggi e fanno razzia soprattutto di zebù e di raccolti. Entrano nei villaggi, chiedono ciò di cui hanno bisogno e uccidono chi si oppone alle loro prepotenze. Sono bande organizzate, protette da qualche organizzazione criminale, vittime della mentalità deleteria che impone loro di fare tanti soldi in fretta e senza fatica. All'inizio si trattava di razzie occasionali, ora stanno diventando frequenti e le persone che vivono nei villaggi sono disperate ed esasperate: quando catturano un brigante lo sottopongono a giudizio sommario e lo uccidono. E questo esaspera ancor più il clima e mette in moto un circolo vizioso di vendette e ritorsioni".

I Salesiani come reagiscono?
"S'impegnano a seminare speranza cercando, con ogni mezzo, d'infondere nei giovani fiducia nell'avvenire. Da qualche tempo, per esempio, abbiamo avviato un progetto per accompagnare gli ex allievi dei nostri centri di formazione professionale verso un inserimento nel mondo del lavoro dando loro la possibilità di lavorare per un anno presso di noi per rafforzare le proprie capacità, imparare il rispetto della disciplina e dei tempi di produzione e approfondire la conoscenza delle leggi riguardanti il lavoro. E non smettiamo di prenderci cura dei ragazzi più poveri e abbandonati, spesso pagando loro la retta per andare a scuola e sostenendo tutte le spese necessarie al loro mantenimento".

Che cosa consiglierebbe a un ragazzo che, come è accaduto a lei, sogna di diventare missionario?
"Non aver paura e sarai contento. Io non mi sono mai pentito di essere partito per le missioni e, dopo i primi tempi in cui ho dovuto imparare la lingua e ambientarmi, non ho mai avuto ripensamenti".


Carlo TAGLIANI / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2017 - 6

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