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Don Pietro Mellano: "Diamo a tutti un'opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro imparando un mestiere"

Don Pietro Mellano, salesiano, nativo di Fossano, classe 1971, è da settembre scorso il nuovo direttore nazionale del Cnos-Fap. Già economo della Ispettoria salesiana del Piemonte (Italia Circoscrizione Piemonte) e direttore generale dell'editrice Elledici don Pietro ha iniziato il suo nuovo incarico con la concretezza tipica di don Bosco che cercava di cogliere nel cambiamento spunti positivi a vantaggio dei giovani più in difficoltà.

Al G7 a Torino si è parlato molto del ruolo centrale della formazione professionale. Quali sono i vostri programmi e i vostri obiettivi?
Il nostro programma pastorale per l'anno formativo ha come slogan "#nessuno escluso". Con l' hashtag vogliamo indicare che le nostre scuole professionali vogliono continuare ad accettare la sfida dell'innovazione ma con lo stile di don Bosco che cercava vie di riscatto per tutti, soprattutto per i giovani in difficoltà perché nessuno fosse escluso.
La nostra formazione inclusiva ha come obiettivo di dare a tutti un'opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro imparando un mestiere anche se non nascondiamo le difficoltà di questo momento storico in cui, come è stato sottolineato al G7, l'industria 4.0 sta rivoluzionando il mondo del lavoro.

Come vi state attrezzando per la sfida dell'industria 4.0?
Don Bosco nel 1852 Torino inventò il primo contratto di apprendistato per uno dei suoi giovani facendosi da garante presso il datore di lavoro. Oggi a distanza di 165 anni i dati ci dicono che i contratti di apprendistato introdotti dal Job act con il sistema duale di formazione professionale alternata tra scuola e lavoro sta funzionando tanto che questo tipo di contratti sono passati nel 2017 da 1400 a 14 mila. Gli sportelli lavoro attivi nei nostri centri di formazione professionale e in rete su tutto il territorio nazionale, dove si raccolgono le richieste da parte delle aziende di figure professionali cercando di favorire la domanda con l'offerta, spesso registrano difficoltà a trovare personale qualificato. Questo significa che la formazione professionale che si sta adeguando ai cambiamenti dell'automazione ha anche bisogno di un cambiamento culturale delle famiglie italiane: occorre accettare che i propri figli si spostino laddove c'è richiesta di lavoro che sarà sempre meno sotto casa e nella città di origine.


Marina LOMUNNO / redazione.rivista@ausiliatrice.net

Rivista Maria Ausiliatrice 2017 - 6

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