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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2017

A VOCE ALTA

Alla conclusione degli Esercizi Spirituali itineranti proposti per le celebrazioni del primo Centenario del nostro Istituto, alcune VDB ci sono ritrovate nel cortile di Valdocco, ai piedi del monumento a don Bosco a scambiarsi le impressioni e i sentimenti di quei giorni tanto intensi.
È nata così una "pioggia di domande" alle quali abbiamo cercato di dare delle semplici risposte.

Cosa ha spinto don Rinaldi a proporre nuovi cammini ecclesiali per le donne?

Don Rinaldi, interpellato dalla realtà ecclesiale e culturale degli inizi del secolo XX, caratterizzata da grandi certezze e molte incertezze, cosciente della realtà delle famiglie svantaggiate, delle poche opportunità e delle molte difficoltà che vivevano i giovani, come buon figlio di don Bosco, desiderava dare risposte concrete. Conosceva bene la sensibilità, l'audacia e il desiderio di offrirsi totalmente a Dio, restando nel mondo, di alcune donne che accompagnava spiritualmente e, ispirato dallo Spirito Santo, le inviò ad annunciare il Vangelo con lo spirito del Venerabile don Bosco, con la testimonianza della propria vita, per fare il maggior bene possibile.

Cosa avevano e cosa non avevano le prime Sorelle?

Abbiamo scoperto che le prime Sorelle avevano:
- il cuore aperto alla voce dello Spirito Santo,
- una grande disponibilità a lasciarsi modellare dallo Spirito, anche se sapevano che i loro sogni non potevano concretizzarsi immediatamente,
- una grande fiducia in quel padre che era don Filippo Rinaldi,
- tanto desiderio di rispondere a ciò che lo Spirito Santo suscitava.
Non avevano sicurezze, né grandi certezze, e non avevano paura ad affidarsi totalmente a Dio e a don Rinaldi. Non avevano, sicuramente, alcuna struttura che le proteggesse.

Perché don Rinaldi le inviò al mondo, mentre avrebbe potuto pensare semplicemente a incrementare l'oratorio?

Don Rinaldi ha vissuto "nel mondo" perché la sua fu una vocazione tardiva per l'epoca. Conosceva, quindi, da vicino la realtà temporale e il bisogno di vangelo che c'era nella società. Aveva fatto un lungo discernimento prima di per poter dire il suo Sì a don Bosco. Sulla propria carne ha sperimentato l'importanza di avere vicino persone che illuminassero il cammino, che aprissero alla vita nello Spirito e che aiutassero ad intraprendere nuovi cammini. Senza l'aiuto di don Bosco lui vedeva solo i suoi limiti e pensava di non avere doni sufficienti per poter dire di Sì don Bosco gli propose un orizzonte nuovo e lui si lanciò, superando tutti i suoi timori. Dinanzi alle realtà temporali spesso scristianizzate, con una Chiesa che non riusciva a giungere alle "periferie esistenziali", il cuore salesiano di don Rinaldi, che batteva forte dinanzi alle situazioni di vulnerabilità dei giovani, delle donne, delle famiglie, rispose con una proposta audace, innovativa e originale: vivere la consacrazione nel cuore del mondo. Nuove sfide richiedevano audaci risposte, ed egli propose una vita di piena donazione al Signore della Storia, percorrendo la quotidianità con gli occhi di don Bosco.

Secolari Consacrate …perché?

Don Rinaldi, nel suo lungo percorrere la quotidianità della vita, ha scoperto la potenzialità della donna e i doni originali della femminilità, che uniti al particolare stile della spiritualità di don Bosco, avrebbero potuto generare vita nuova. Con questa certezza propose la consacrazione nel cuore del mondo per giungere nei luoghi in cui le religiose non sarebbero potute andare per i limiti imposti, in quel tempo, dal loro stile di vita. E' questo sguardo più ampio e lungimirante che gli permise di vedere "una Chiesa in uscita" che si apriva verso una nuova realtà evangelica.

Volontarie di Don Bosco oggi: quale stile di donne?

In un secolo tanto agitato, con cambi di paradigmi sociali, culturali ed ecclesiali, un secolo che ha celebrato nella sua storia ecclesiale il Vaticano II; in un secolo in cui il Papa ci invita ad uscire per incontrare l'altro, "percorrendo la Galilea", abbracciando ogni realtà con un cuore misericordioso che ci permetta di dare la precedenza alla persona e dopo ai fatti, ci chiediamo: Donne! ...come? Forse a causa di una formazione ecclesiale predominante da moltissimi anni, ci troviamo continuamente a confrontarci con il pericolo di vivere dissociati tra la nostra umanità e la nostra vita spirituale. Può darsi che per molti anni la nostra spiritualità si sia basata più sui pensieri, sugli sforzi di volontarismo, ed abbia avuto poche esperienze di incontro, di gioia e di festa con Gesù. Per questo potremmo dire che la grande sfida di oggi è l'unità del nostro essere. È importante assumere integralmente il nostro essere donne, per poterci consacrare nel corpo e nell'anima. Non solamente la consacrazione del "mondo delle nostre idee", ma la consacrazione del nostro corpo, reale, concreto, con bisogni, con limiti, con malattie, con desideri. A partire da questa corporeità possiamo andare incontro all'altro in pienezza, in caso contrario, con il "mondo delle idee", non troveremmo nessuno, perché le idee non sono persone.

Cosa dice oggi alla Famiglia Salesiana la Secolarità Consacrata? Qual è il contributo originale che l'istituto offre oggi alla Famiglia Salesiana?

Agli inizi dell'Oratorio, don Bosco pensava alla vita consacrata: i salesiani. Però le sue prime "braccia" sono stati i laici: sua madre, la madre di don Rua, sua zia Marianna e altre donne che collaboravano dando vita e senso all'Oratorio. Gli uomini che lo accompagnavano in quel momento, quelli che si occupavano del sostentamento dell'Oratorio, i primi docenti della formazione professionale, erano anche laici, che dedicavano la loro vita alla missione. In quel tempo non esisteva una possibilità di consacrazione secolare. Guardando alla realtà laicale e rispondendo al desiderio di consacrazione, nacque la vocazione dei Coadiutori. Oggi, per la Famiglia salesiana, la vita consacrata secolare è la risposta al sogno di don Bosco di giungere nei diversi luoghi dove le strutture religiose non permetterebbero di arrivare. L'espressione "l'Oratorio è in te" dice che come consacrate secolari portiamo la salesianità nel mondo attraverso lo stile oratoriano, che è un modo di vivere, di pregare, di discernere, di dialogare, di essere cristiani. La Famiglia Salesiana si arricchisce per il contributo delle Volontarie di Don Bosco perché, come dice Paolo VI, gli Istituti Secolari portano "la Chiesa nel cuore del Mondo e il mondo nel cuore della Chiesa". La domanda di quel 20 maggio 1917 "Si effettuerà questo nostro e vostro desiderio?" è la stessa che noi ci facciamo mentre ci accingiamo ad entrare nel secondo Centenario, ringraziando Dio per la storia percorsa e costruita, vissuta, intrecciata, tessuta con la vita di ogni Sorella nel corso di questi primi 100 anni.

Una VDB  /  redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 4

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