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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2017

GIOVANI | Mondo giovanile in fibrillazione

Mondo giovanile in fibrillazione

Il dato di fatto

La quotidiana frequentazione del mondo giovanile comporta un'attenzione costante a cogliere tutti i fermenti che lo pervadono e lo rendono inquieto e mutante. Se la società moderna è "liquida" i giovani "evaporano". Il venir meno di certezze assodate, l'impossibilità di programmare il domani, la continua evoluzione della tecnologia e dei comportamenti trasforma la gioventù in un continuo sciabordare alla ricerca di un qualcosa a cui aggrapparsi per potersi costruire un'identità che sfugga all'omologazione nihilista. In questa spasmodica tensione esistenziale non esistono né limiti, né confini. Tutte le dimensioni del vivere, tutte le occasioni che si presentano, tutte le sfide che si raccattano per la strada, tutte le opportunità vengono colte. Vivere comporta scannerizzare sentimenti, emozioni, pulsioni, sogni, passioni, amori, avventure, progetti, ideali ed esperienze. Tutto questo in un caos in cui gli opposti si unificano, i valori si contraddicono ed i sentimenti finiscono in una emulsione da bruciare in un attimo fuggente. Il cuore è un luogo dove tutti possono andare e venire a piacimento. Il cervello è così elastico e flessibile da albergare un'infinità di informazioni senza lasciare spazio all'elaborazione di un pensiero autonomo e coerente. La condotta di vita sa più di roulette russa che di coerenza comportamentale.

Le indagini sociologiche

In questi giorni è stata pubblicata l'indagine Monitoring the future. Si tratta del report annuale che monitora alcuni comportamenti degli adolescenti USA. Con una certa enfasi sottolinea il fatto che per la prima volta dal 1975 si coglie un evidente calo nel consumo di droghe, alcol e tabacco. In un primo momento questo dato ha fatto sobbalzare di gioia molti adulti. In questo hanno colto la bontà delle campagne "anti" portate avanti a tamburo battente negli ultimi tempi. Altri hanno sottolineato le ricadute positive della legalizzazione della marijuana in molti stati che ne ha reso meno trasgressivo il consumo. Pochi hanno visto nel report una specie di conferma di un lento, ma costante, ritorno alla casa dei valori atavici dei moderni adolescenti. Un articolo pubblicato dal New York Times ha spento tutti gli entusiasmi.

Dipendenza scaccia dipendenza?

A giudizio dell'articolista, il venir meno del consumo di diffuse sostanze d'abuso non è dovuto ad una scelta di saggezza, ma al semplice cambio di dipendenza da parte dei ragazzi. Il consumo di alcol, tabacco e droghe è diminuito perché spiazzato dalla bulimia di internet. I millenians non sono diventati più virtuosi, semplicemente hanno cambiato vizio. Nora Volkow, direttrice del National Institute on Drugs Abuse americano, sostiene che l'utilizzo ossessivo di internet, social media, computer e smartphone, si è diffuso tra i giovanissimi con una tale capillarità, in questi ultimi anni, da distoglierli da droghe e festini a base di alcolici. Diminuisce la voglia di sballarsi, aumenta il tempo trascorso tra giochi, social network ed altre attività on line. Un'indagine americana del 2015 svela che tra i 13 ed i 18 anni i ragazzi trascorrono in media più di 6 ore al giorno davanti allo schermo di computer, tablet e telefoni risolvendo così il problema dell'utilizzo del tempo libero a disposizione. Nel nostro caro bel paese la situazione non è molto diversa. I dati in possesso all'Osservatorio Nazionale Adolescenti attesta che il 50% dei ragazzi tiene lo smatphone in mano per 3-6 ore al giorno; il 16% lo fa per 7-10 ore ed il 10% sopra le 10 ore.

Che fare?

Sabrina Molinaro, ricercatrice dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Centro Nazionale delle Ricerche, ritiene che, più che internet, il calo dei consumi di sostanze improprie sia dovuta alla crisi economica degli ultimi anni che ha modulato i consumi di droga ed alcol e sigarette. L'avere meno soldi a disposizione ha contribuito a calmierare l'uso di tali sostanze. Secondo Federico Tonioni, responsabile dell'Ambulatorio Dipendenze Comportamentali del Policlinico Gemelli di Roma, sia le droghe che internet possono essere la risposta a un problema comune: la difficoltà di controllare ed esprimere le proprie emozioni. I giovani dislocano la propria vita on line perché lo schermo del computer è un filtro che aiuta a controllare più facilmente le proprie emozioni. Non c'è l'impatto diretto, le insicurezze relazionali vengono nascoste senza eliminare la presenza "virtuale" delle persone a cui si è in qualche modo legati, la solitudine viene aggirata. Gli educatori moderni devono essere in grado di cogliere i segni premonitori delle moderne dipendenze giovanili. Eccessivo attaccamento compulsivo, grande difficoltà di concentrarsi per qualche minuto, panico in caso di mancanza o guasto dello smartphone, incapacità di fare a meno di internet, mancanza di pensiero autonomo, autostima ridotta ai minimi termini, estraniamento dalla realtà, tabagismo, anoressia/bulimia, assunzione eccessiva di alcolici sono tutti indizi di pericolosa dipendenza. I ragazzi sono ignari di tutti questi pericoli. Quasi tutti percepiscono il rischio del tabagismo e dell'eccessivo consumo di alcolici visti come segno di affrancamento dall'infanzia e modo di divertirsi. Pochi si rendono conto della dipendenza causata da un non corretto uso della moderna tecnologia. Quasi mai sono guidati da persone sagge ed esperte a districarsi nel labirinto delle più svariate opportunità che l'attuale progresso mette a disposizione di tutti. La scuola, la famiglia, la società e la Chiesa non possono disinteressarsi a questa nuova situazione esistenziale giovanile. Un ritorno all'antico non ha senso. Il ripresentare valori devitalizzati dal tempo è inutile. Forse un po' di buona professionalità nell'uso corretto delle moderne tecnologie non solo sarebbe auspicabile, ma doverosa, da parte di chi ama fregiarsi del titolo di educatore della gioventù.

Ermete TESSORE SDB  / redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 3

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