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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2017

VDB / Riserbo, il mantello dell'invisibilità della VDB

Riserbo, il mantello dell'invisibilitá della VDB

Quando ero adolescente hanno iniziato ad uscire i romanzi sul piccolo Mago Harry Potte, ero entusiasta, sognavo di imitarlo, fare magie come lui, vivere le sue avventure, ma soprattutto di provare un giorno il "mitico" mantello dell'invisibilità…
All'epoca forse il mio sogno era radicato nel desiderio di sparire dalle piccole contrarietà quotidiane, o in quello di poter assistere, non vista a cose a me precluse. Ma oggi potrei anche vederlo come una piccola profezia realizzatasi anni dopo quando ho deciso di rispondere alla chiamata di Dio e di iniziare il cammino nelle Volontarie di Don Bosco (VDB), scoprendo tra le prime cose che il loro riserbo era "proprio una cosa che non capivo!".

Lievito nella pasta

Viviamo in un società in cui l'apparire è tutto, ma proprio tutto quello che ci viene proposto in ogni settore: mettersi in mostra per evidenziare quanto valiamo, quello che sappiamo fare, quello che commercializziamo, il nostro aspetto fisico estremamente curato, le nostre scelte di vita e ogni altra cosa che possa renderci più interessanti agli occhi degli altri.
E cosa mi propongono presentandomi l'Istituto?… la scelta di mantenere il riserbo… una sorta di mantello dell'invisibilità, la scelta di non condividere con nessuno la mia vocazione. Siamo nel mondo come il lievito nella pasta, c'è ma non si vede, agisce senza apparire.
Inizialmente mi sembrava proprio una cosa strana, un nascondere una lanterna sotto il moggio, ma poi riflettendoci mi sono detta… Harry Potter non ha perso le sue caratteristiche nei momenti in cui indossava il mantello dell'invisibilità, anzi spesso riusciva ad avvicinare meglio le persone e a compiere il bene che si era prefisso.
Con gli anni ho iniziato a valorizzare questo splendido dono "dell'invisibilità" comprendendo sempre più in profondità le possibilità che il non essere riconosciuta come una consacrata secolare mi offriva; ogni giorno nel mio quotidiano avvicinandomi alla persone ero libera di manifestare il mio pensiero, anche quando questo era contro la mentalità comune, suscitando domande e interrogativi non pregiudicati dal fatto di esser state provocate da una consacrata.
Ho indossato il mantello dell'invisibilità anche in momenti in cui sarebbe stato più facile dichiarare apertamente chi ero per difendermi dalle tentazioni che il mondo propone ad una qualsiasi donna giovane; ho indossato il mantello dell'invisibilità perfino in famiglia, non dicendo a loro la mia scelta di vita, ma vedendoli felici di sapere che sono una donna profondamente realizzata; ho indossato il mantello dell'invisibilità per proteggere alcune sorelle, il riserbo è sui membri dell'istituto, non sull'istituto stesso; ho indossato il mantello dell'invisibilità anche quando sapevo di non essere compresa nelle mie scelte, nella mia presa di posizione davanti ad attacchi che compromettevano valori morali indiscutibili, l'ho indossato ed ho scoperto che mi calza a pennello nonostante i cambiamenti di questi anni di vita consacrata.

L'Onnipotenza di Dio

Con il passare degli anni la mia consapevolezza è cresciuta insieme alla percezione di appartenere ad un Istituto di donne consacrate secolari salesiane, che vivono "nascoste" nelle pieghe del quotidiano, che vivono ogni giorno la loro vocazione in un mondo in cui l'apparenza è tutto, vestendosi con un mantello che permette loro di vivere nel mondo ma di non essere del mondo, senza per questo, però, nascondere le difficoltà. In alcuni momenti sarebbe stato anche utile avere un mantello che potesse far sparire tutte le cose difficili .
Ho scelto di "indossare il mantello ispirandomi al maghetto", ma consapevole che le "vere magie", le vere Meraviglie, le compie il buon Dio ogni giorno anche attraverso questo umile strumento, felice che le persone non vedano me, ma percepiscano una presenza più Alta della mia, una presenza che però ha dato quotidianamente senso al mio agire.
Purtroppo non esiste una scuola per imparare a fare queste "Meraviglie", ma la docilità alla volontà di Dio, al suo voler agire avvalendosi del mio aiuto, il ripetere quotidianamente il mio sì a Lui mi ha permesso di vedere le grandi cose che nonostante il mantello dell'invisibilità Lui riesce a compiere. (
Una VDB)


redazione.rivista@ausiliatrice.net


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