|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo Rivista  MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO  |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2017

Don Bosco c'è!

Don Bosco c'è!
La celebrazione del Bicentenario della sua nascita (1815-2015) ha mostrato l'universale popolarità e fama di Don Bosco. Questo l'abbiamo sperimentato particolarmente qui alla Casa Madre di Torino-Valdocco, la culla dell'opera salesiana. Le migliaia di devoti e ammiratori del santo dei giovani che l'hanno visitata, ogni giorno, hanno testimoniato quanto ancora oggi la sua vita e il suo messaggio di educatore sia attuale e seguito. Un carisma, il suo, più vivo che mai dimostrato dall'entusiasmo dei giovani per lui. Questa è la prova migliore che Don Bosco c'è, che è stato ed è ancora oggi un grande, perché ha superato l'usura del tempo, che divora velocemente i miti effimeri e le fragili figure della storia. Un grande non solo della Chiesa, ma anche della storia italiana e oltre. La Chiesa, per mano di Giovanni Paolo II (1988) l'ha proclamato "Padre e Maestro" dei giovani. E sono proprio questi a sentirlo, ancora oggi, come padre e maestro a cui ispirarsi, da quale attingere entusiasmo perla vita, a cui chiedere supporto e visione di grandi ideali per i quali vivere e morire. La grandezza di Don Bosco è stata nel suo essere vissuto sempre in sintonia con i desideri profondi e fondamentali dei giovani, del suo tempo e …nostro. Molti di essi lo sentono come un padre, proprio in una società definita come "società senza padre". Questo perché spesso i padri 'moderni' preferiscono essere 'amici' dei propri figli e facendo così dimenticano che essi hanno bisogno invece ben di più. Hanno bisogno di un padre, con tutti gli annessi e connessi che questo ruolo comporta: nel campo della educazione ai valori, della disciplina, della perseveranza nei propri doveri, della costruzione del proprio futuro senza fuga in avanti e senza regressioni comportamentali, acriticamente accettate. Don Bosco amava i suoi giovani in maniera originale e personale ("l'educazione è cosa di cuore" è un po' il suo motto!) tanto che ognuno si sentiva e credeva di essere il prediletto. Ha dato tutto se stesso per la loro formazione ma esigeva anche molto in termini di impegno nei propri doveri (vedi Domenico Savio) e di lotta al peccato (insistenza sulla confessione e comunione). Diceva: "Non ho altra mira che procurare il vostro vantaggio morale, intellettuale e fisico. Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, e per voi sono disposto anche a dare la vita". Lo vedono ancora oggi come un padre che ha saputo captare il bisogno profondo dell'animo giovanile che è fatto di gioco, di festa, di allegria, di gioia, di musica (vedi poster), di canti e dello stare insieme gioioso. Ma non solo.
Lo sentono come un maestro di vita: un educatore morale che insegnava cosa è bene e cosa è male, in un tempo (il suo ma specialmente il nostro) in cui molti genitori rinunciano a questo ruolo, perché mancano di coraggio e capacità di dare buon esempio. "C'è bisogno di indicare il bene ed il male, di operare questa distinzione" (V. Andreoli). E di sapere dire di no, dolcemente ma fermamente. Oggi non pochi genitori, e nelle scuole anche non pochi insegnanti, per non essere tacciati di moralismo e altre accuse simili (e stupide) lasciano correre tutto. Don Bosco chiamava il male da evitare 'peccato' e aiutava i ragazzi a vincerlo, con pazienza.
Don Bosco ha capito in profondità l'animo giovanile con il suo bisogno di Dio. Non ha avuto paura di additare il grande ideale della santità incoraggiando tutti attraverso la Parola di Dio e i tanti esempi belli della Scrittura che lui, pedagogicamente, metteva in risalto. Ma non solo: parlava dei santi e ne scriveva per i suoi ragazzi le biografie. Diceva: "Voglio regalarti la formula della santità: Primo: Allegria. Secondo: Doveri di studio e di preghiera. Terzo: Far del bene agli altri". E' stato Domenico Savio, per primo, a mettere in pratica con successo questa formula, ispirando così migliaia di ragazzi in tutto il mondo.
Sta qui la grandezza di Don Bosco: non solo l'aver dato tutto se stesso, per tutta la vita, per l'educazione dei giovani ma anche l'aver saputo, con intuito e saggezza pedagogica, chiedere e ottenere molto da loro. Seppe scoprire e valorizzare le loro qualità, i loro desideri profondi e li aiutò a realizzarli, con l'aiuto di Dio e di Maria Ausiliatrice.


"Per rintracciare un'altra figura
delle stesse proporzioni di Don Bosco
occorre andare indietro secoli
nella storia della Chiesa".

(Card. Ildefonso Schuster, Benedettino, Beato).


Mario SCUDU sdb: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 1

|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO  |


                                                                                                                                                Visita Nr. http://counter.digits.net/wc/-d/4/scudum