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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2016

FMA / La gioia di essere Figlie di Maria Ausiliatrice
Alla vigilia del 180° della nascita di santa Maria Domenica Mazzarello incontriamo madre Yvonne Reungoat, superiora generale delle FMA (Figlie di Maria Ausiliatrice)
Declinare al femminile, con lungimiranza e sensibilità, il sogno e il progetto educativo di don Bosco e di madre Mazzarello per i giovani. È questo lo spirito che anima la missione delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) e le porta a operare, con amore ed entusiasmo, in tutto il mondo. Ne parliamo con madre Yvonne Reungoat, da otto anni superiora generale dell'Istituto delle FMA.

La gioia di amare e di sentirsi amati

Che cosa può comunicare oggi, al mondo, la vita e l'opera di Maria Mazzarello?

"Cofondatrice con don Bosco dell'Istituto delle FMA, madre Mazzarello rimane attuale perché vera. Il suo messaggio conserva la freschezza delle cose semplici e genuine perché parte dalla vita e raggiunge la vita. Con le prime FMA ha dato origine allo "spirito di Mornese": un clima ricco di relazioni nel segno della fiducia, della speranza e della gioia di amare e di sentirsi amati. Mornese è un piccolo paese del Monferrato, dove madre Mazzarello nacque, conobbe don Bosco e cominciò la propria opera. Qui religiose e giovani erano attratte da una vita piena d'amore a Gesù e di dedizione agli altri con la sollecitudine materna di Maria".

Secondo quali modalità e caratteristiche viene declinato, oggi, lo "spirito di Mornese"?

"In un mondo non di rado segnato dall'individualismo, la sua testimonianza corale di comunione ha un grande valore. Come FMA siamo presenti sul fronte dell'educazione e, nei luoghi di maggiore emarginazione, ci impegniamo nella promozione della donna, convinte che "educare una donna è educare un popolo". La spiccata fisionomia mariana dell'Istituto ci rende ausiliatrici con l'Ausiliatrice, consapevoli del fatto che nella misura in cui si seguono le orme di Maria si avvia un processo di misericordia, compassione, comunione e solidarietà che spinge a prendersi sempre più cura di chi vive nelle periferie dell'esistenza".

Vivere la vocazione con fedeltà creativa

Che cosa significa essere la superiora generale delle FMA?

"Aver ricevuto il dono di una nuova maternità per essere grembo accogliente per le FMA e per le giovani generazioni. Convinta che Maria Ausiliatrice sia la vera superiora della comunità - come riteneva madre Mazzarello - vivo l'esperienza del mio mandato lasciandomi prendere per mano da Maria e guardando alla sua vita di donna, sposa, madre e discepola. Solo affidandomi posso sostenere la responsabilità di animazione e di governo dell'Istituto, condivisa con le sorelle del Consiglio generale. Cerco di rinnovare ogni giorno il mio "sì" per servire il bisogno di vita e di gioia delle FMA perché a loro volta, come in una parabola di comunione, possano generare vita tra le giovani generazioni. La mia responsabilità mi chiede di essere vincolo di comunione e segno di unità per tutto l'Istituto, assicurando la fedeltà dinamica al carisma in continuità con madre Mazzarello, di cui sono la nona successora".

Quali sono i momenti più belli e quali i più difficili del suo mandato?

"Momenti belli sono quelli in cui posso constatare lo sviluppo e la crescita vocazionale di sorelle che vivono con fedeltà creativa il proprio "sì" a Dio anche in situazioni difficili. Mi rallegro quando si tiene viva la comunione, si coltiva la speranza e la fede dà sapore alla vita; quando usciamo dalle nostre sicurezze per vivere la conversione pastorale tanto raccomandata da papa Francesco. Gioisco quando sento l'apprezzamento della Chiesa per ciò che rappresentiamo e non solo per i servizi che svolgiamo e quando una FMA chiede di andare in missione o si prende cura dei migranti anche nel proprio Paese. Non mancano momenti difficili e di prova: guerre, carestie, calamità naturali, situazioni di stanchezza e povertà relazionale che possono indebolire la missione".

Valorizzare la diversità

In un recente discorso in Thailandia ha lodato la bellezza delle ghirlande perché, composte di fiori diversi, mostrano "l'importanza di valorizzare la diversità e metterla in dialogo perché diventi bellezza e armonia". Come le FMA incarnano questo ideale?

"È una grande sfida per un Istituto internazionale presente in 94 nazioni dei cinque continenti. La diversità, però, non è mai tale da non poter essere composta in unità, frutto di un lavoro paziente, umile, silenzioso, come quello necessario a realizzare la ghirlanda thailandese. Così noi, pur essendo differenti per lingua, abitudini e cultura possiamo diventare "artigiane" nella costruzione di ponti che uniscono, di un nuovo modo di pensare, di relazionarci e di agire che favorisce la comunione e la pace. Nella Chiesa e nel territorio ci apriamo a una solidarietà che suscita protagonismo, promuove microimprese, valorizza il microcredito specialmente a favore delle donne. Tuttavia il nostro impegno prioritario non è rispondere alle sfide ma essere noi stesse una sfida vivendo l'esperienza dell'unità nella diversità".

Che cosa consiglierebbe a una ragazza incerta se seguire le orme di Maria Mazzarello?

"Di non avere paura e di affidarsi. "Rallegrati, non temere" è la prima esortazione del Nuovo Testamento rivolta a una giovane donna che coltiva un proprio progetto di vita secondo la tradizione del tempo. Dio che fa irruzione nella vita di Maria provoca sconcerto e perplessità, ma la risposta della ragazza è l'affidamento a Lui. Ogni vita, in fondo, dalla nascita alla morte, si svolge nell'affidamento. Come per Maria di Nazareth, un elemento chiave per comprendere se si è sulla buona strada è certamente la gioia. "La gioia - diceva madre Mazzarello - è segno di un cuore che ama molto il Signore. Chi ama Gesù va d'accordo con tutti e desidera portare agli altri il proprio amore"".


Carlo TAGLIANI : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 5

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