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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2016

MISSIONI | Dalla strada al Bosco Boys: un passo che a Nairobi cambia la vita
L'impegno di don Felice Molino, missionario in Kenya da 40, anni per i ragazzi di strada. Per loro il centro salesiano è anzitutto una famiglia, un luogo dove sperare e costruire un futuro migliore.
"Ho incominciato ad interessarmi dei poveri, ad avere questa passione per i poveri quando avevo 17 anni. Mi ricordo che chiesi di poter mettere fuori furi dalla scuola che frequentavo un banchetto per raccogliere aiuti... Più tardi, diventato prete salesiano, sono stato mandato al Rebaudengo a Torino in un periodo in cui era da poco stato lanciato dalla congregazione il Progetto Africa e si pensava a come aiutare l'opera in quel continente, a Macallé. Allora ho iniziato ad andare a parlare dell'impegno missionario con i ragazzi ai quali facevo scuola di religione: parlavo loro dell'importanza di aiutare i poveri e incominciai a organizzare marce per Torino: si partiva da corso Giulio Cesare con centinaia di ragazzi e sia arrivava alla basilica di Maria Ausiliatrice cercando di raccogliere fondi per le missioni".
Così don Felice Molino, missionario di don Bosco, classe 1947, salesiano da 50 anni, racconta l'inizio della sua vocazione missionaria. Un cammino che ha preso forma concreta quasi 40 anni fa quando chiese di partire per le missioni e venne destinato al Progetto Africa in Kenya. Dal 1981 è stato a Nairobi, per passare poi a 21 anni di missione a Makuyu, sempre in Kenya, e ritornare a Nairobi per gestire le attività delle missioni della capitale africana.

La missione è toccare il cuore, parlare al cuore dei piccoli e dei poveri

Tanti i progetti sostenuti da Missioni don Bosco che don Felice ha avviato negli anni, cercando sempre di arrivare - come sottolinea ripensando alla sua vocazione e al significato del suo impegno - "al cuore delle persone". "Agli inizi - prosegue - mi sembrava di morire: mi mancava l'ambiente italiano, la lingua, tutte le amicizie del passato: poi lentamente mi sono accorto che gli stacchi che fai sono invece molto importanti e che senza tagli non riusciresti a calarti nella nuova realtà e ad arrivare a parlare al cuore delle persone per le quali sei partito…". Ed ecco che i cuori che don Molino ha toccato sono stati quelli di tanti giovani senza nulla.

Il Bosco Boys

"Missioni don bosco - racconta - ci sta aiutando a prenderci cura di 300 ragazzi di strada a Nairobi nella scuola salesiana Bosco boys. La scuola raduna i ragazzi dalle baraccopoli dove in migliaia sono senza istruzione, senza famiglia, senza un posto dove vivere dignitosamente. Questa opera vive solo di carità: non possiamo chiedere una retta a questi ragazzi che hanno bisogno di tutto: dalle scarpe al cibo. Manca loro tutto quello che è necessario ad un bambino normale, ma in più si tratta di giovani che hanno vissuto esperienze drammatiche da cui devono tirarsi fuori e per questo hanno bisogno anche di educatori che siano capaci di voler loro bene, di parlare a loro davvero con il cuore, che è la cosa più importante".

Non solo garantire un'istruzione… ma essere anzitutto una famiglia che accoglie

I ragazzi arrivano al Bosco Boys portati dalla polizia che fa rastrellamenti nelle strade di Nairobi, altri da parenti che li ritrovano per strada e li affidano ai salesiani perché li aiutino a riavvicinarli al nucleo familiare, altri sono avvicinati in strada direttamente dai salesiani. Alcuni si fermano per pochi mesi, altri per anni. Chi infatti desidera proseguire il percorso passa poi ad un secondo centro in cui i salesiani offrono corsi di alfabetizzazione e corsi scolastici e professionali. Quando è possibile don Molino con gli altri missionari cercano di far integrare i ragazzi nel loro nucleo familiare originario, anche se la loro stessa accoglienza è anzitutto offrire il calore di una famiglia.
"Agli inizi quando ero a Makuyu - conclude don Molino - non capivo cosa voleva dire incontrare un ragazzo sulla strada alle 10 del mattino: erano i bambini scacciati da scuola perché non avevano pagato la retta che la scuola statale esigeva. Iniziammo di lì...". E a Nairobi l'opera continua con i ragazzi delle baraccopoli, i ragazzi che se restano in strada non avranno futuro. Questo il sogno del Bosco Boys, il sogno di don Molino: continuare ad offrire a migliaia di bimbi la possibilità di cambiare la loro vita, di pensare al futuro con speranza.


Federica BELLO : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 5

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