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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2016

VIS e MISSIONI | Lorella CUCCARINI: LA LUCE DELLA VITA
La luce della vita

"È stata un'esperienza indimenticabile. Che ti segna. Quando torni non sei più quella di prima". Lorella Cuccarini, uno dei volti più amati della tv, moglie e mamma di quattro splendidi figli, ha incontrato don Bosco nella sofferenza dei bambini dell'Asia e dell'Africa che i salesiani insieme al VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) assistono nello Sri Lanka e nel Congo. Dieci anni fa lei, volto e anima di Trenta Ore per la Vita, la lunga maratona televisiva che bussa al buon cuore degli italiani, ha sposato la causa dell'infanzia più povera e smarrita andando a vedere da vicino l'opera che aveva deciso di sostenere. Ancora oggi nel suo racconto traspare emozione e riconoscenza verso quei sacerdoti e quei volontari che le hanno insegnato in silenzio come anche gli ultimi possono diventare i primi.

Da problema a opportunità

Prima tappa la città costiera di Negombo, nello Sri Lanka occidentale, ai tempi da pochi anni distrutta dallo tsunami. I salesiani sono presenti in quel paese dal 1956, da quando il missionario francese don Hendrey Remery portò l'educazione preventiva di don Bosco in una zona dimenticata da tutti. Oggi ci sono 17 centri in tutta l'isola, Lorella ha visitato in particolare quello di Uswetakeyawa, denominato Bosco Sevana, che si occupa nel recupero dei giovani emarginati, ex soldato, scampati alla piaga del turismo sessuale, con programmi specifici che vedono protagonisti primari la scuola e l'avviamento a una professione. "Grazie ai salesiani in quella terra si è osato l'impossibile trasformando i problemi in opportunità - spiega la Cuccarini -. Davanti a quello che hanno saputo fare insieme ai ragazzi del VIS alzi lo sguardo e la visuale cambia".

Una terra ricca e sfortunata

Il viaggio è poi proseguito nella Repubblica democratica del Congo, al centro Don Bosco di Ngangi, periferia di Goma, cittadina che si trova alla frontiera col Ruanda. "Sono stata accolta da 1.800 bambini e ragazzi fra canti, musica, giochi - continua il racconto -. Ho toccato con mano una gioia di vivere che fa riflettere in un luogo dove ancora troppi minorenni partono ogni giorno alla ricerca di oro, diamanti o di coltan, il minerale adoperato per fabbricare i nostri cellulari e i nostri pc. È incredibile: i congolesi muoiono di fame mentre dal loro sottosuolo si estraggono queste ricchezze". La prima presenza salesiana risale al 1911, nel Katanga, a sud del Congo. Guidati da don Giuseppe Sak, un gruppo di missionari venuti dal Belgio aprirono una scuola professionale a Eisabethville, futura Lubumbashi. Oggi l'Ispettoria è affidata a religiosi autoctoni.

Trenta ore per il mondo

In tutti questi anni i progetti del VIS sostenuti da Trenta Ore per la Vita sono stati quasi esclusivamente di tipo educativo, basati su recupero, alfabetizzazione, formazione professionale e avviamento al lavoro, sostegno di microimprese o cooperative di produzione e commercializzazione. A Luanda, in Angola, è stato costruito un centro sanitario specializzato nella prevenzione e nella cura dell'Aids. In Burundi i ragazzi di strada di Bujumbura presso il Centro Cité des Jeunes hanno a disposizione una biblioteca e aule dove studiare. Ad Addis Abeba, in Etiopia, è stato finanziato un dormitorio all'interno di un centro salesiano. Africa ma non solo: aiuti sono arrivati anche in Bolivia per il reinserimento dei giovani di strada della struttura Techo Pinardi di Santa Cruz, parte del Progetto don Bosco, nato per volere di padre Ottaviano Sabatin. "In tutte le persone, sia adulti che bambini, ho notato il piacere di condividere il "meno di niente" che avevano - conclude Lorella -. Ho visto nei loro occhi una luce che, francamente, non riesco sempre a vedere in quella dei nostri ragazzi più fortunati. Grazie ai salesiani per quello che fanno: con loro si ricomincia a vivere e a sperare in un futuro migliore".


Andrea CAGLIERIS : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 5

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