|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO  |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2016

GIOVANI | VIOLENZA: PROBLEMA D'EDUCAZIONE?
Un grave problema moderno

Mai come in questi ultimi giorni le nostre case sono state invase da orribili notizie di cronaca intrise di inaudita violenza. Treni che si scontrano per ingiustificabili disattenzioni degli addetti al traffico; TIR impazzito che si trasforma in un autentico tritacarne nelle mani di un pazzo fanatico islamico accecato dall'odio; pseudo colpo di stato in Turchia tanto misterioso quanto gravido di morti, di feriti e di conclamato desiderio di vendetta foriera di auspicata reintroduzione della pena di morte; ragazzina romana di sedici anni brutalizzata da due energumeni tunisini recidivi e lasciati impuniti da una giustizia italiana impotente e soffocata da un giuridismo da commedia tragica; ex marine americano che si fa giustizia freddando tre poliziotti a Baton Rouge nello stato americano della Louisiana; dipendenti pubblici italiani che frodano lo stato attestando presenze fasulle sul posto di lavoro…

Non basta accendere candele

I messaggi veicolati da queste notizie sono deleteri per tutti. Manifestano l'oggettività di una corruzione violenta che permea tutti gli strati della società moderna. Lentamente si sta insinuando la convinzione che il vivere non sia più una vocazione da realizzare con impegno e coerenza, ma un'opportunità da sfruttare per il proprio interesse con determinazione, senza scrupoli ed ad ogni costo. La certezza di farla franca sempre ed in ogni modo è supportata dalla constatazione di una giustizia impotente, ipertrofica e corrosa dall'interno da vergognose sacche di privilegio e di impunità. Vivere si è trasformato in una specie di roulette russa dove l'irresponsabilità ed il menefreghismo, il fanatismo religioso becero e violento, l'arrivismo parossistico ed immorale, il cinismo e l'autoreferenzialità dilagano ed esondano nella società civile, nelle chiesa e nella vita individuale. E noi che facciamo? Dopo ogni strage, ogni violenza, ogni scandalo ci limitiamo nella nostra indignazione ad accendere candele, ad accatastare mazzi di fiori in memoria, a dare vita a fiaccolate di inutile protesta condite da discorsi grondanti stantii moralismi.

E, necessario svegliare i giovani dal loro letargo esistenziale

Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi che sono loro che devono ripartire nel tentativo di dare senso al vivere moderno. Onestamente dobbiamo ammettere che gli adulti, che sono i principali responsabili del degrado civile e sociale, senza l'aiuto dei giovani difficilmente riusciranno ad emendarsi. Di conseguenza devono risvegliarsi, riprendere in mano i loro sogni di realizzare un mondo migliore. Siamo giunti ad un tale grado di barbarie che l'odore delle candele accese per ricordare le vittime delle continue stragi comincia a far venire il vomito. Tutto questo sa di routine collaudata, finalizzata solo ad esorcizzare i propri sensi di colpa e a sopire la constatazione amara di paura che attanaglia e rende impossibile qualsiasi forma di reazione. Dopo ogni nuova strage ci illudiamo che il peggio sia ormai alle spalle fino al momento in cui una nuova carneficina ci fa sussultare per qualche istante rendendoci ribollenti di moralismi svariati e malmostosi verso tutto e tutti. Nuovamente di fronte a uomini donne e bambini macellati ci limitiamo a reagire a parole e a candele. La situazione è così tragicomica che l'inconcludente verbosità e le fumiganti candele segnano il confine che ci separa dai criminali assassini. Se non ci fossero dovremmo inventarle perché sono rimaste l'ultimo segnale di distinzione tra noi e loro di fronte alla morte. Quando le candele si spegneranno e le nostre bocche taceranno allora vorrà dire che ci saremo rivestiti dello stesso cinismo criminale di fronte alla morte.

I giovani nostri educatori

I giovani possono rieducarci a fare nostri i sogni, gli ideali ed i valori di tutti coloro che sono stati spazzati via dalla barbara follia omicida di efferati assassini. Essi devono trasformarsi in appassionati archeologi della pedagogia che ci guidino nello scavare nella storia per riscoprire i valori fondanti dell'educazione che noi, così dette persone adulte e mature, abbiamo ricoperto con le nostre macerie esistenziali fatte di conformismo, borghesismo, materialismo, moralismo e pigrizia dell'intelligenza e bulimia di cose. I ragazzi, con la loro voglia di vivere e di non limitarsi a sfiorire soffocati da un flaccido benessere, devono insegnarci a riscoprirci come persone e non come parossistici consumatori di sensazioni frivole, nevrotici adulatori di qualsiasi forma di potere, ossessionati dalle nostre paure. Dai giovani deve germinare una nuova classe politica convinta che la democrazia non è un punto di partenza ma un punto di arrivo da raggiungere attraverso la formulazione di leggi giuste da far osservare da tutti senza distinzione alcuna. Sempre i giovani ci devono sostenere nel ricostruire dalle fondamenta un nuovo modo di credere, nuove comunità evangeliche, solidali, sobrie, coerenti, libere da ogni condizionamento, ricche solo di valori umani e cristiani e di tanta misericordia. Inoltre devono accompagnarci a ritrovare la nostra vera identità. Non sappiamo più chi siamo, anche le nostre aspettative sono indefinite e le nostre speranze ossidate. Nell'impegno del vivere dovrebbero ricordarci che "Fatti non foste per vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza". In che cosa consista il significato di "virtute e conoscenza" ognuno di noi lo deve urgentemente scoprire nel contesto di una quotidianità che sembra aver perso la bussola del vivere e la stella polare dell'identità.


Ermete TESSORE: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 5

|  HOME | LITURGIA DOMENICA |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | INFO SALESIANI DB VALDOCCO  |


                                                                                                                                                  Visita Nr. hhhhh