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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  RMA Archivio 2016
GIOVANI e CFP | Esami di qualifica
Timori e speranze di fine anno scolastico al Centro di Formazione Professionale di Bra (Cuneo).

Si erano salutati il venerdì, fatidico "ultimo giorno di scuola", con allegria. I ragazzi e le ragazze delle terze del Centro di Formazione Professionale di Bra (Cuneo), poco prima si erano assiepati davanti alla bacheca, nell'atrio della portineria, per leggere il proprio credito. Qualcuno, individuato il suo nome e letto il "numerino", si era un po' rabbuiato: sperava di avere di più. Altri commentavano felici la performance raggiunta. Qualcuno, avvicinandosi alla macchinetta delle bibite, si affannava a fare i conti per capire quanto gli mancasse per arrivare al "60" e stare promosso. Immancabili le frecciatine: "Hai visto Luca? Ha preso 44,5. Un vero secchione!". Anche Enrico e Simone hanno letto. Uno ha avuto 26, mentre l'altro ha meritato un bel 38. Si dicono: "Ci troviamo domani pomeriggio a ripassare qualcosa insieme? Così, poi, alla sera andiamo a mangiare la pizza. E all'esame ci penseremo lunedì".

Zainetto con ansia

E ci sono tutti, il lunedì mattina presto, con lo zaino in spalla e l'ansia, inevitabile, dipinta in volto. Entrano i formatori. Appena vedono quello di laboratorio, sia i meccanici industriali, sia gli auto, i termo e le parrucchiere, si fiondano vicino. Le domande sono sempre le stesse: "È facile l'esame? Lei lo ha già visto vero? Starò promosso?". Poi arrivano le persone che non si conoscono. Sono il presidente, un commissario esterno, un esperto del settore: la commissione d'esame. Manca soltanto il docente interno. Poi si comincia. A gruppi-classe, secondo il calendario che è stato presentato la settimana precedente, si dirigono verso le aule di informatica del Centro. La prima prova è on-line. Due ore di tempo, un questionario con tante domande, sulle materie professionalizzanti. Prima di iniziare, anche per stemperare un poco la tensione, un mini-buongiorno e una preghiera. Che tutti (!) recitano con fervore. E poi si comincia. Terminata la prova, un breve intervallo e poi in laboratorio.

La prova pratica

Qui ci si sente molto più sicuri. In meccanica tradizionale hanno tutti i pezzi "pre-lavorati" allineati sul loro banco di lavoro. Poi i disegni, il ciclo. Adesso bisogna fare il programma del Cnc e poi verificare che funzioni. In meccanica d'auto ogni motore ha il suo cartello, con il nome dell'allievo che lo dovrà smontare, controllare e rimontare. Sperando che, poi, funzioni tutto. I termoidraulici sono invece alle prese con tubi e schemi. Devono realizzare l'impianto di un bagno. Fare i vari collegamenti e poi collaudare: non si deve vedere neppure una goccia d'acqua a terra. Al quarto piano, la commissaria del settore - una parrucchiera, che ha l'aria molto severa - sta invece leggendo il compito da svolgere: si tratta di un'acconciatura da sera, per partecipare ad un evento elegante. Le "pupette" - già sistemate in ogni postazione - aspettano di essere "trattate". Con colore, meches, pieghe e ornamenti vari. Quando tutti i phon sono in azione - con le finestre aperte per vincere la canicola di giugno - si scioglie anche la tensione. E si dà spazio alla creatività. Passano i giorni. Si arriva al questionario finale. Poi all'orale. "Ci avevano detto che era come un colloquio di lavoro. Come ti è andata?" Passano tutti e se ne vanno. Per vivere l'ultima trepidante attesa del tabellone finale. Che sarà esposto venerdì.

Il futuro in mano

Mentre si salutano, le info dell'ultima ora: "Sai che andrò a lavorare nell'azienda in cui ho fatto lo stage? Mi hanno chiamato ieri, dicendomi di presentarmi appena avrò l'esito dell'esame". "Io invece alla fine ho deciso: il Larsa è andato bene e continuerò all'Ipsia, che è sempre ai Sale. Almeno non cambio casa". L'ultimo gruppo, quello delle acconciatrici, si stava già organizzando per iscriversi in massa alla specializzazione. Una commentava: "Non è certo che sarà attivata ma finora c'era. Perché non la dovrebbero fare anche per noi? Io la finisco, poi rilevo il negozio di mia zia. E vi assumo tutte!". Allora auguri ragazzi. Adesso il futuro è davvero nelle vostre mani. Fatene un buon uso.


Valter MANZONE : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 3

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