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GIOVANI | DBYH: all'Agnelli si realizza un altro sogno di Don Bosco
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Si chiama DBYH, "Db youth house" (Casa dei giovani don Bosco) ed è un altro sogno di don Bosco che si realizza, uno dei primi frutti concreti Bicentenario. Venerdì 22 gennaio è stato inaugurato a Torino, presso l'Istituto Agnelli, il progetto sperimentale di housing sociale per giovani adulti. La Casa, che per il momento ospita 17 giovani, è dotata di 21 camere singole, cucina, biblioteca-studio-salotto per ritrovarsi come in famiglia e servizi comuni.
All'inaugurazione erano presenti tutti i rappresentanti della famiglia salesiana dell'Agnelli, un intero isolato di opere salesiane che fanno di quest'Istituto quasi una cittadella dell'educazione: la parrocchia (l'unica in Torino intitolata a San Giovanni Bosco, in via Paolo Sarpi), l'oratorio, il Cinema (l'"Agnelli"), la scuola materna e primaria, l'Istituto "Virginia Agnelli", gestito dalla Figlie di Maria Ausiliatrice, dove ha sede anche il Centro di formazione professionale, Ciofs; le medie, il liceo scientifico, l'Istituto tecnico (elettronica, elettrotecnica, meccanica, meccatronica, energia) e il Cnos (centro di formazione profesisonale salesiana). Infine, come ha sottolineato il direttore don Luca Barone - "di fronte alla nostra opera c'è un altro luogo "storico" del carisma salesiano, il carcere minorile "Ferrante Aporti" ai tempi di don Bosco conosciuto come la 'Generala' dove, durante le visite ai ragazzi detenuti il nostro santo ebbe l'intuizione del suo sistema preventivo. Per questo tradizionalmente il cappellano del Ferrante Aporti è un salesiano: attualmente da 36 anni è in servizio don Domenico Ricca. E adesso l'housing che completa la nostra offerta educativa con i giovani adulti".

Non solo ragazzini

"È la prima opera del genere che apriamo nella nostra regione - ha spiegato l'ispettore del Piemonte e della Valle d'Aosta don Enrico Stasi, che ha benedetto i nuovi locali - il sistema educativo di don Bosco non è rivolto solo ai ragazzini e agli adolescenti ma anche ai giovani che si affacciano alle scelte della vita adulta e, a causa di varie difficoltà famigliari, hanno bisogno di un sostegno. E l'idea di questo progetto di accoglienza residenziale, dove vengono ospitati insieme studenti universitari, lavoratori, giovani emigrati anche di altre religioni in cerca di futuro, o in generale chiunque sia in cerca di autonomia, è proprio in continuità con quello che nelle nostre opere facciamo con i più piccoli - ad esempio nelle comunità di accoglienza fino a 18 anni. Qui vengono accolti anche maggiorenni usciti di comunità per minori e che hanno ancora bisogno di tempo per camminare con le proprie gambe".

Ospiti e volontari

Attualmente i giovani inseriti nel progetto - reso possibile grazie alla collaborazione di Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt - hanno ai 19 ai 34 anni, alcuni stranieri. "Ai giovani ospiti - ha sottolineato Valentina Bellis, coordinatrice del progetto - oltre alla gestione degli ambienti comuni, alla preparazione dei pasti e della pulizia in uno stile di condivisione viene richiesto anche di offrire qualche ora di volontariato durante la settimana nell'Opera salesiana che li ospita perché pensiamo che lo sviluppo e l'autonomia si raggiunge lavorando insieme, come in famiglia, condividendo risorse e competenze".
E così, come ha presentato don Alberto Zanini, uno dei tre salesiani che vivono e coordinano la vita nella Casa, Luca Martin e Giulio, tre dei giovani ospiti presenti all'inaugurazione, nel tempo libero dallo studio e dal lavoro si occupano di seguire il doposcuola per i ragazzini dell'oratorio, tengono dei laboratori di grafica nel centro di formazione professionale e danno una mano nelle attività in parrocchia. "Le otto realtà educative salesiane che fanno di quest'opera, un centro dove l'educazione salesiana si declina in tutte le sue sfaccettature - ha concluso don Barone - oggi con l'housing si arricchiscono di un tassello importante: accompagnare i giovani nel loro percorso di autonomia anche economica finchè sono in grado di camminare con le loro gambe. Per questo DBYH non è solo una casa dove coabitare temporaneamente ma una famiglia dove vieni aiutato a trovare il tuo posto nella società".


Marina LOMUNNO : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 2

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