|  HOME  |  LITURGIA DOMENICA  |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  |  INFO SALESIANI DB VALDOCCO   |


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE   |  Archivio RMA 2017

MATRIMONIO / L'evangelo della famiglia nel NT
L'Evangelo della famiglia nel Nuovo Testamento

L'Evangelo del matrimonio presentatoci con tanta luminosità dall'Antico Testamento, ma spesso così disatteso dalla prassi di Israele, viene confermato con autorità da Gesù.

Il progetto originario di Dio sul matrimonio

Il Deuteronomio aveva concesso al marito la possibilità di divorziare, se avesse trovato nella moglie eruat dabar, "qualcosa di sconveniente" (Dt 24,1). Ma sull'interpretazione dell'eruat dabar si erano create, ai tempi di Gesù, due scuole: quella di Rabbi Shammai, che ammetteva il divorzio solo in caso di adulterio, e quella di Rabbi Hillel, secondo cui qualsiasi motivo era sufficiente per ripudiare la consorte: bastava che la moglie avesse lasciato bruciare l'arrosto! I Farisei si avvicinarono a Gesù per vedere se concedesse il divorzio solo in caso di adulterio come Rabbi Shammai o "per qualsiasi motivo" (Mt 19,3), come Rabbi Hillel. Ma Gesù afferma che il divorzio è stato concesso solo per la sclerocardìa, la "durezza del cuore" (Mc 10,5) di Israele, concetto equivalente all'ebraico orlat lebab, la chiusura dell'uomo al piano di Dio. Gesù proclama che il progetto di Dio sul matrimonio non va ricercato nel Deuteronomio, ma nel libro della Genesi, il cui nome ebraico è Bereshit, "In principio": "Ma "in principio" (ndr: cioè nel libro della Genesi)… Dio li creò maschio e femmina: per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una sola carne. Sicché non sono più due, ma una sola carne" (Mc 10, 6-9).
Il brano parallelo di Matteo presenta, insieme al rifiuto del divorzio, il famoso inciso che tanto ha fatto discutere: "Chiunque ripudia la propria moglie, eccetto che in caso di porneìa, e ne sposa un'altra, commette adulterio" (Mt 19,9). L'esegesi oggi più attendibile ci fa notare come tale inciso figuri solo nel Vangelo di Matteo, che scrive per gli ebrei convertiti, che consideravano zenut, o "prostituzione" secondo gli scritti rabbinici, quelle unioni considerate incestuose perché contrassegnate da un grado di parentela proibito nel libro del Levitico (Lv 18,6-18), come il matrimonio con la matrigna o con la sorellastra, unioni spesso invece consentite dalla legislazione romana. Sarà la stessa porneìa (At 15,20.29) contro cui si scaglierà Paolo condannando "in balìa di Satana un tale convivente con la moglie di suo padre" (1 Cor 5,1-5).

Il matrimonio sacramento dell'Amore tra Gesù e la sua Chiesa

Il primo miracolo operato da Gesù, a Cana (Gv 2,1-12), rientra nel genere letterario delle "azioni profetiche" o "mimi profetici", cioè di quelle gestualità che i profeti sono soliti compiere per sottolineare un messaggio.
A Cana si celebrano le nozze tra lo Sposo messianico e la sua Sposa, rappresentata dalla madre di Gesù e dai discepoli. Infatti una delle immagini costanti dell'Antico Testamento e degli scritti intertestamentari per esprimere la gioia dell'avvento messianico era l'abbondanza di vino: scriveva l'Apocalisse apocrifa greca di Baruc che quando verrà il Messia "in una vite ci saranno mille tralci e un tralcio farà mille grappoli e un grappolo farà mille acini e un acino farà un kor di vino (ndr: circa 450 litri)". E i rabbini dicevano che alle nozze del Messia si sarebbe bevuto "il vino tenuto in serbo fin dalla creazione". A Cana Gesù procura miracolosamente da 480 a 720 litri di vino: davvero un po' troppo per un semplice banchetto nuziale! E il maestro di tavola si stupisce che si sia conservato per la fine "il vino migliore" (Gv 2,10), "che non sapeva di dove venisse" (Gv 2,8).
A Cana Gesù, prendendo a prestito "quel" matrimonio per significare le sue nozze con la Chiesa, ricorda che ogni matrimonio ha un significato "sacramentale", è cioè segno di una realtà che lo trascende: i due sposi sono chiamati ad essere profezia vivente del suo amore per il suo popolo, la Chiesa.

Matrimonio cristiano, proposta impegnativa e non per tutti

Il matrimonio cristiano è una realtà esigente. Tre volte, nei Vangeli, i discepoli rifiutano quanto Gesù propone loro. La prima volta è quando Gesù fa il discorso della Croce: "Pietro… cominciò a protestare: "Dio te ne scampi, Signore!"" (Mt 16,22). La seconda volta è quando Gesù presenta l'Eucarestia: "Da allora molti dei suoi discepoli… non andavano più con lui" (Gv 6,52-66). Così quando Gesù propone l'ideale del matrimonio cristiano, "gli dissero i discepoli: "Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi"" (Mt 19,10). Il matrimonio non è quindi una realtà secondaria nel cristianesimo, bensì uno dei valori più elevati e difficili, come la Croce e l'Eucarestia. Ma il viverlo secondo il progetto di Gesù non è atto ascetico: è carisma divino, che non a tutti è dato: "Non tutti capiscono questo discorso, ma solo coloro ai quali è stato concesso" (Mt 19,11). "È stato concesso", passivo senza un complemento d'agente espresso, è un "passivo divino", uno dei modi usati dagli ebrei per non nominare il nome di Dio invano, e che quindi sottintende come agente Dio stesso: la chiamata al matrimonio è un particolare dono di Dio. Ed è una vocazione che può arrivare a richiedere scelte eroiche: "Vi sono infatti eunuchi che sono nati così…; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca" (Mt 19,12). Gli "eunuchi per il regno dei cieli" di cui parla Gesù non sono primariamente, come spesso si è detto, i celibi che si consacrano a Dio: dal contesto, il Signore si riferisce chiaramente a coloro che, anche se traditi e abbandonati dal coniuge, non "si risposano, commettendo adulterio" (Mt 19,9), ma restano celibi contro il loro desiderio, rinunciando all'uso della sessualità per ottemperare al comando di Dio.
Se il matrimonio cristiano è carisma, abbiamo la certezza che è sempre accompagnato dalla grazia di Dio, e che, essen
do un suo regalo, è comunque vocazione alla libertà e alla felicità.


Carlo MIGLIETTA: redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2017 - 4

|  HOME  | LITURGIA DOMENICA  |  Archivo RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  |  INFO SALESIANI DB VALDOCCO  |


  Visita Nr. http://counter.digits.net/wc/-d/4/scudum