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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  | RMA Archivio 2016


CHIESA | Mons. Joseph COUTTS: Sperando contro ogni speranza

La testimonianza di mons. Joseph Coutts.

"Essere cristiani in un paese a maggioranza musulmana e dove i cristiani sono solo il 2% significa con coraggio stare a fianco di chi è perseguitato, di chi è malato, di chi necessita di assistenza" - sono le parole di mons. Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan, in visita a Torino giovedì 3 marzo nel quinto anniversario dell'assassinio di Shahbaz Bhatti, cristiano, ministro pakistano per le minoranze, ucciso cinque anni fa, il 2 marzo 2011 dai fondamentalisti islamici. Parole che sono risuonate drammaticamente nel giorno di Pasqua, quando i terroristi, hanno di nuovo colpito a Lahore, uccidendo 72 persone con l'intenzione di colpire i cristiani. Non ha bisogno di parlare mons. Joseph Coutts della fatica di essere cristiani nel suo Paese. Il suo volto è una maschera di sofferenza, ricorda il viso dell'Uomo della Sindone. Sperando contro ogni speranza è stato il tema degli incontri torinesi in Consiglio regionale, nella sala conferenze della Galleria d'arte moderna e poi presso il santuario della Consolata dove ha presieduto la Messa affidando a Maria la comunità cristiana e le minoranze del suo Paese.

"Tanti musulmani sono buoni, aperti, desiderosi della pace"

La visita a Torino, nell'ambito di un viaggio di sensibilizzazione sulle persecuzioni dei cristiani che mons. Coutts sta compiendo in Italia e in Europa, è stato organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte, dalla Diocesi di Torino in collaborazione con associazioni e movimenti e dalla onlus Aiuto alla Chiesa che soffre.
"Abbiamo nel Paese 300 scuole cattoliche frequentate anche dai musulmani perché non tutti i musulmani sono fondamentalisti - ha detto mons. Coutts - ci sono tanti musulmani buoni, aperti, desiderosi della pace. Siamo convinti che la voce della verità, come dice san Paolo, anche se siamo tribolati non sarà mai ridotta al silenzio e l'oscurità non potrà mai prendere il sopravvento sulla luce. Ma se è vero che c'è un Pakistan in cui cresce l'intolleranza, con la legge della blasfemia che colpisce i cristiani e le minorante indù in cui la quotidianità delle minoranze religiose è miseria, ingiustizia e discriminazione e persino i libri scolastici definiscono i non musulmani come cittadini di serie B, c'è anche un Pakistan che vuole camminare verso il futuro e combattere il fondamentalismo. Ma abbiamo bisogno del sostegno alle chiese sorelle del mondo occidentale. Sono venuto qui a Torino per questo".

Chi è Mons. Coutts

Monsignor Joseph Coutts nasce il 21 luglio 1945 ad Amritsar in Punjab, nell'India nord-occidentale. Trasferitosi in Pakistan, il 5 maggio 1988 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare della diocesi di Hyderabad, dove sosterrà con forza la battaglia degli agricoltori "senza terra". Dal 2011 è presidente della Conferenza Episcopale Pachistana. Il 25 gennaio 2012, papa Benedetto XVI lo nomina arcivescovo di Karachi, incarico che ricopre tuttora.
Monsignor Coutts non ha mai smesso di lottare per la liberazione della donna, così come non è mai venuto meno il suo impegno nella lotta contro la "legge sulla blasfemia". Oltre a condannare la norma, che punisce con l'ergastolo chiunque profani il Corano e condanna a morte chi insulta Maometto, il presule ha più volte denunciato le tante esecuzioni sommarie ad opera di estremisti, avvenute in seguito all'assoluzione dei presunti blasfemi.

*** Vedi anche:
http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/Shahbaz-Bhatti-raccolta-testimonianze-martirio.aspx
http://www.famigliacristiana.it/articolo/josef-coutts-la-dura-vita-dei-cristiani-in-pakistan.aspx

Aiuto alla Chiesa che Soffre è una fondazione di diritto pontificio nata nel 1947 per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione laddove è perseguitata.
L'Opera è stata fondata nel secondo dopoguerra dal monaco olandese Padre Werenfried van Straaten, per aiutare i quattordici milioni di sfollati tedeschi - di cui sei cattolici - in fuga dall'Europa Orientale dopo la ridefinizione dei confini della Germania. In pochi anni il sostegno di ACS ha raggiunto rapidamente America Latina, Asia e Africa, ed oggi la fondazione pontificia realizza circa 5500 progetti umanitari e pastorali l'anno in oltre 150 paesi nel mondo.
Ha un ufficio internazionale a Königstein in Germania e 21 segretariati nazionali in: Austria, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Malta, Messico, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti e Svizzera.

Segretariato italiano - P.zza San Callisto, 16 - 00153 Roma - tel. 06 6989.3911 - fax 06 6989.3923
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Marina LOMUNNO : redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2016 - 3

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